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Mercoledì, 17 Aprile 2024

Massimiliano Tonelli

Direttore Editoriale CiboToday

Il Vinitaly in contemporanea al Salone del Mobile e alla Biennale. “Una follia pura”

L'aprile più folle di sempre per il circuito dei grandi eventi culturali, del made in Italy, del lusso e dell’enogastronomia. Il Vinitaly, il Salone del Mobile e l’apertura della Biennale di Venezia negli stessi giorni

Il Vinitaly, la più rilevante manifestazione sul vino in Italia e tra le più importanti d'Europa si svolgerà a metà aprile in concomitanza con l'apertura della Biennale di Venezia (la più importante manifestazione sull'arte al mondo) e con il Salone del Mobile di Milano (la più importante manifestazione sul design e sull'arredo in circolazione).  Avete capito proprio bene, anche se pare un grandissimo scherzo: tutte e tre gli appuntamenti si terranno negli stessi giorni, nel quadro di una concomitanza che non si era mai verificata prima. Tutto avverrà in una spasmodica manciata di giornate dal 14 al 20 aprile.

Le date dei grandi eventi in Italia

Pura casualità? Dispetto di qualcuno verso qualcun altro? Sciatteria nel non aver controllato le date già diramate? Precisa volontà di generare la settimana più folle di tutti i tempi? Nessuno sa il motivo per cui questa congiunzione astrale si sia verificata, nessuno conosce i reali responsabili ammesso che ve ne siano. Tutti però sanno che le conseguenze saranno significative a livello organizzativo e a livello economico.

La dinamica vede in realtà il Salone del Mobile più o meno aver mantenuto le sue date negli anni. La Biennale d’Arte di Venezia ha spostato la sua delirante settimana di apertura molto in avanti facendo, negli anni della pandemia, un balzo dalla fine di maggio alla fine di aprile per poi salire fino a metà aprile quest’anno anticipando di un’altra settimana. E poi c’è il Vinitaly che ha quest’anno anticipato di quasi due settimane rispetto al 2023 finendo proprio addosso agli altri due eventi.

Salone del Mobile

Vinitaly - Salone - Biennale. Un ingorgo storico di eventi

Sta di fatto che aprile 2024 rimarrà nella storia per questo ingorgo sull'asse Milano - Verona - Venezia. Qualche anno fa la faccenda sarebbe stata anche per certi versi gestibile: i mondi erano piuttosto separati, i compartimenti abbastanza stagni. Oggi non è più così: aziende, investitori, visitatori, appassionati, agenzie di comunicazione e uffici stampa lavorano in maniera trasversale e i comparti della cultura, dell'enogastronomia e del design sfumano uno nell'altro, hanno abbattuto i loro confini, condividono il pubblico e gli operatori professionali. Insomma la sovrapposizione è totale.

C'è chi la prende dal lato positivo sottolineando come il Grande Ingorgo (tutto con le maiuscole) possa suggerire a tanti operatori internazionali di venire in Italia e restare qualche giorno in più. E c'è invece chi ancora oggi è incredulo e non riesce a prevedere quali saranno i reali disagi in una settimana dove sarà necessario muoversi su e giù un asse ferroviario e automobilistico a dir poco congestionato. Per tacere dei problemi di alloggio: già Milano e Venezia sono congestionate, Verona durante il Vinitaly è ancor più congestionata di loro, ci si può solo immaginare come funzionerà il combinato dei tre eventi con molte persone che necessiteranno di un posto dove dormire in tutte e tre le città. Non le manda a dire Fulvio Marcello Zendrini, uomo di comunicazione che frequenta per lavoro e per passione. “La totale incapacità degli enti organizzativi di grandi eventi in Italia di mettersi d’accordo sulle date non è una novità, già in passato si erano fatte delle figuracce durante alcune Settimane della Moda. Qui però rischiamo il ridicolo. Perché ormai il vino e quindi Vinitaly è ormai anche ‘lusso’, l’arte e in particolare la Biennale è una manifestazione in cui il target si eleva specie per quanto riguarda i collezionisti per non parlare poi del Salone che è una manifestazione enorme ma quelli che contano davvero sono molto pochi e non vanno dispersi. Sovrapporre questi tre appuntamenti è follia pura. Io personalmente dovrò fare i primi due giorni al Vinitaly poi scappare a Venezia e fuggire a Milano”. Quale è il risultato secondo Zendrini? “Semplice: si danno sui piedi da soli, gli sponsor sono incazzati, i visitatori non ne parliamo neanche”.

Biennale di Venezia

Manca solo il Festival di Sanremo…

Il 22 aprile, alla fine della settimana più delirante degli ultimi anni, si inizieranno a tirare le somme e si deciderà se il Grande Ingorgo è un esperimento da ripetere o se è una scelta scellerata da evitare con grande cura per gli anni a venire. L’alternativa è prenderla a ridere come Adelaide Corbetta, nota ufficio stampa del settore della cultura che già da fine marzo stava barcamenandosi per l’organizzazione della fatidica settimana: “l’anno prossimo mettiamo a metà aprile anche il Festival di Sanremo”.

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