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Lunedì, 20 Maggio 2024
Bologna

A Bologna apre la bottega gastronomica con dispenser tecnologici e assaggi guidati

Il 24 aprile apre in centro storico Bottega Botlé, un negozio con prodotti tipici e locali, serviti però con l’ausilio di tecnologie. Vini in assaggio da dispenser automatici, ma anche sfogline al lavoro live e degustazioni informate

Poche e selezionate, le aperture bolognesi in deroga al decreto Unesco che dal 2019 passa al vaglio le attività commerciali del centro storico. Niente supermercati, compro oro e internet point, per evitare che il cuore medievale di Bologna si affolli di insegne mortificanti. Banditi anche i nuovi ristoranti e bar, a meno che la loro attività si dimostri non solo coerente, ma porti valore in un contesto delicato. Perché sono proprio i portici bolognesi — lo ricordiamo — a essere iscritti dal 2021 nella lista del Patrimonio dell’Umanità. Abbiamo dato conto dell’apertura del primo Starbucks petroniano in un locale affascinante, della prima bottega al dettaglio di un brand-bandiera emiliano come Amarena Fabbri, ed è ora la volta di Bottega Botlé, in procinto di aprire in Via Marsala, nel Quadrilatero, il 24 aprile 2024. Una bottega che nei prodotti non si distacca dalla tradizione, per farlo invece sul tema della somministrazione e della comunicazione: (quasi) del tutto automatizzate. 

L'interno di Bottega Botlé a Bologna

Gaetano Lanza, fondatore della nuova Bottega Botlé

L’idea di questa bottega evoluta è di Gaetano Lanza. Nato e cresciuto a Bologna, si è fatto conoscere nel mondo dell’imprenditoria, in diversi settori. Ha avviato la sua prima attività a 22 anni, poi si è specializzato in Programmazione Neuro Linguistica e si è dedicato alla formazione di altri giovani imprenditori. Si è occupato però, oltre che di immobiliare, anche del comparto ristorazione, e per il progetto di Bottega Botlé ha riunito un gruppo di investitori italiani. Queste esperienze lo hanno portato a ripensare il rapporto tra consumatori e prodotti, “affinché i clienti non solo apprezzino ciò che gustano, ma ne comprendano la storia, le origini e le caratteristiche uniche”. Responsabilità del gastronomo, norcino o sommelier dietro il bancone o fianco scaffale? Per la sua ‘degustazione informata’, Lanza ha pensato ad altro.

L’idea di Bottega Botlé: gastronomia e vino tipici, col supporto della tecnologia

Il principio è, in realtà, quello delle botteghe di una volta, dove non ci si faceva scrupoli a chiedere al gestore e possibilmente assaggiare le referenze, prima di scegliere e portarle a casa. Un negozio sviluppato per lungo tra scaffalature affollate di bottiglie, bancone gastronomico e laboratorio con sfogline al lavoro, dipinto — non a caso — del color mattone che caratterizza ‘la rossa’. Lì dentro, però, spuntano particolari dispenser automatici con selezioni di etichette in assaggio (automatizzato), e un discreto numero di tablet e dispositivi digitali, consultabili liberamente con informazioni circa ogni prodotto.

Il Rewiner per la mescita automatica dei vini da Bottega Botlé

Quello che l’esperienza di Casa Botlé aggiunge rispetto alle botteghe tradizionali è appunto il software Rewine, progettato espressamente e in sinergia per corredare la degustazione con contenuti multimediali. Non si trascura il ‘fattore umano’, con il sommelier Claudio Pintore e i gastronomi a disposizione per consigli e chiarimenti. Inoltre, un programma di sessioni di degustazione con presentazioni in italiano e anche altre lingue, “in un posto di Bologna che parla di Bologna”.

La pasta fresca delle sfogline di Bottega Botlé

Cosa si può degustare e comprare da Bottega Botlé

L’attività della nuova Bottega Botlé si suddivide tra area vini, area food e, appunto, laboratorio ‘live’ di pasta fresca. Nella prima parte, quattro erogatori automatici per il servizio autonomo del vino con calici forniti. Referenze prevalentemente emiliano-romagnole, ma anche focus su referenze nazionali (un totale di 149 etichette, di cui 20 in degustazione alla macchina, a rotazione). Dal bancone, selezioni ragionate dalla Food Valley emiliana, in adesione al circuito De.Co. (denominazione comunale) bolognese e l’Associazione dei Salsamentari.

Insieme a collaborazioni ‘strategiche’ con produttori cittadini, come Salumeria Simoni, il prosciuttificio Montevecchio, il caseificio 993 per Parmigiano e i caseifici Antica Cascina, Olmi e Comellini per i formaggi da taglio. Poi il forno Brisa (qui la storia dell’azienda) per pane e crescenti, nonché l’acetaia San Giacomo per gli aceti balsamici (qui, invece i progetti collaterali del patron Bezzecchi su soft drink e bevande alternative al vino, sempre a base di aceto).

Bottega Botlé

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