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Martedì, 16 Luglio 2024
Bologna

Colli bolognesi: mangiar bene in 20 ristoranti

Dal giardino con orto e food truck alla cantina che organizza cene in vigna, dall’home restaurant con menu a sorpresa all’osteria tradizionale, passando per la trattoria che sforna anche la pizza. Le migliori tavole sui colli bolognesi per gite fuori porta e pranzi all’aperto

I Colli Bolognesi che circondano il capoluogo, ben visibili poco oltre le Due Torri, sono pieni di tesori. Tra parchi naturali, borghi antichi, vigneti e itinerari nel verde, non mancano le destinazioni da visitare per pause gastronomiche a base di tagliatelle e tortellini in belle tavolate all’aperto. Oppure per un aperitivo corroborante con tigelle e crescentine, lontano dalla confusione della città. Abbiamo messo insieme la lista delle nostre insegne preferite, tra agriturismi anticonvenzionali, vecchi fienili, enoteche in collina, terrazze panoramiche e cene in vigna. 

Agriturismo Granoantico
Agriturismo Mastrosasso
Antica Hostaria della Rocca di Badolo
Cà Shin
Casa Mazzucchelli
Da Amerigo
Fienile Fluò
Il Boccone del Prete
Irina
La Collina delle Meraviglie
La Roverella Agriturismo
La Scuderia
Mamo Cucina
Osteria dal Nonno
Podere Riosto
Podere San Giuliano
Trattoria del Borgo
Trattoria Gilberto
Trattoria Monte Donato
Ristorante Valsellustra
Agriturismo

Agriturismo Granoantico

Ci troviamo a pochi minuti d’auto dal centro città, anche se è difficile da credere, poiché da qui si vedono soltanto colline e campi coltivati. Granoantico è un agriturismo con una sala moderna nei toni del bianco e uno spazio esterno con tanti tavoli, perfetto per prendere il fresco nelle sere d’estate. Veniteci per una fuga rilassante e un pasto genuino a base di crescentine (losanghe di pasta fritta) e salumi, tagliatelle al ragù oppure qualcuna delle proposte vegetariane che attingono all’orto di casa. A prezzi onesti, considerando che lo scontrino medio resta sotto i 30€.

L'esterno dell'Agriturismo Granoantico-2

Agriturismo

Agriturismo Mastrosasso

L’azienda agricola Torricella racconta una lunga storia di famiglia. Quella dei Bartolini, impegnati a produrre buon vino dal 2001. Oggi conducono anche l’agriturismo Mastrosasso, facendo accomodare gli ospiti a tavola sul prato che circonda la tenuta o nella bella sala con pavimenti in legno. I vini della casa accompagnano le paste all’uovo — tirate al mattarello e sempre fresche — i passatelli in brodo (a base di pangrattato e uova, tipici della Romagna) e l’orto produce le verdure dei sostanziosi contorni e le erbe aromatiche che condiscono le carni alla griglia. A Savigno, inoltre, il tartufo è una specialità, e qui si serve in abbondanza, quando è stagione. È possibile optare per un menu degustazione di sei portate a 40€.

Agriturismo Mastrosasso

Ristorante

Antica Hostaria della Rocca di Badolo

Questo casolare rustico, con sale in pietra, travi a vista e un grande camino acceso nelle giornate più fredde è ideale anche d’estate. Dalla terrazza, allestita nelle belle giornate, si ammira infatti un panorama che vale il viaggio. Dalla rocca di Badolo parte la Via degli Dei (il percorso di trekking che collega Bologna a Firenze) alla quale è dedicato uno dei menu degustazione, quello vegetariano: 24€ per sformatino di spinaci e Parmigiano, tortelloni burro e salvia, mezzelune con fave e patate e medaglioni di ceci. Ci troviamo però in pieno Appennino, e non possono mancare portate a base di funghi e tartufo, oltre a tanta selvaggina. Il petto di fagianella farcito costa 12€, la lasagnetta al ragù di cinghiale e salsa al ginepro 11€ e lo spezzatino di cacciagione con polenta bramata 18€. Il vino della casa si possono ordinare anche in caraffa.

La veranda dell'Antica Hostaria della Rocca di Badolo

Ristorante

Cà Shin

Per raggiungere Parco Cavaioni dal centro di Bologna bastano 10 minuti di auto. Qui si trova Cà Shin, la “casa” delle tante iniziative che abitano i giardini della villa dei primi del Novecento riportati in vita dalla cooperativa Le Ali. Il parco avventure per i bambini è aperto tutto l’anno, mentre dall’orto arrivano le materie prime per il ristorante e il “baretto”, da raggiungere anche solo per un cocktail e un boccone (crescentine 4€, panini 12-18€). In cucina c’è chef Davide Travascio, che predilige gli ingredienti biologici e di stagione: tra gli antipasti, ad esempio, c’è il flan di verdure con taleggio e mandorle (9€), tra i primi le lasagne verdi alla bolognese (13€) ma anche i cavatelli con cacio, pepe e asparagi (14€). Secondi tra i 16 e i 24€ (per la cotoletta alla bolognese, che si può completare anche col tartufo) e dessert tra i 5 e i 6€.

Tavoli all'aperto da Cà Shin

Ristorante

Casa Mazzucchelli

Aurora Mazzucchelli gestisce col fratello Massimo un locale che negli ultimi anni ha cambiato faccia più volte. Gli ambienti sono sempre quelli luminosi ed eleganti di un’insegna di alto livello, ma la proposta gastronomica ha abbracciato la passione per la panificazione approfondita dalla chef durante la pandemia. A pane e pizza è dedicato l'adiacente Mollica, un forno che diventa caffè, trattoria e pizzeria. Nei piatti di Casa Mazzucchelli, invece, i lievitati non sono semplici accompagnamenti, ma vengono integrati in ogni portata: dalla battuta di asino al coltello con focaccia integrale, mandorle e capperi al petto d’anatra con fondo bruno, panfrutto e cicoria laccata, passando per i ravioli in sfoglia di pasta madre con ceci e crema di cipolla. Il menu degustazione da sei portate costa 70€, mentre per sette più un dessert si spendono 90€.

Aurora Mazzucchelli nel suo locale

Ristorante

Da Amerigo

Aperta dal 1934, alla trattoria Amerigo si è fatto un pezzo di storia della cucina emiliana e nazionale. Ci troviamo infatti nell’unico locale di questo tipo — una trattoria, in tutto e per tutto — premiato dal 1998 con una stella Michelin. Alberto Bettini rappresenta la terza generazione di una famiglia votata alla generosità della tavola e all’accoglienza, tanto da aver aperto anche una locanda con cinque camere proprio accanto al locale. Al costo di 50€ potrete approfittare di un menu di 4 portate che è una carrellata di monumenti culinari: tigelle con gelato di parmigiano, tortellini in brodo di gallina vecchia, baccalà alla maniera dell’Artusi e fiordilatte bolognese (un budino a base di latte, uova e zucchero, cotto in forno a bagnomaria).

L'ingresso di Amerigo a Savigno-2

Agriturismo

Fienile Fluò

Buon cibo, arte e cultura, tutti insieme sotto un’unica insegna raggiungibile con il minimo sforzo dal centro. Fluò è il risultato del restauro del fienile e delle stalle de La Rovere, l’azienda agricola che fornisce ancora l’attività di vino, frutta e verdura a chilometro 0. L’atmosfera del ristorante si conserva rustica ma con dettagli curati, mentre la cucina manda in tavola paste all’uovo (12-16€), secondi di carne (16-20€) e piatti vegetariani del giorno (14€). Il menu degustazione prevede quattro portate, sempre differenti, e costa 55€. Si può venire anche per un semplice aperitivo e per assistere a spettacoli di musica, teatro e cinema all’aperto.

La vista sui colli da Fienile Fluò

Ristorante

Il Boccone del Prete

Ci troviamo all’interno del golf club Siepelunga, in un contesto chic tra prati pettinati e una vista panoramica sulla vicinissima Bologna. Il ristorante elabora i classici con tecnica e leggerezza, ma la vera specialità della casa è il gran fritto bolognese. Parliamo di un’assortimento di bocconcini di carne, spiedini, mortadella, salvia, parmigiano e verdure in pastella, oltre a cremini e frittelle di mela (dolce e salato sono serviti insieme, come tradizione comanda). Alcune ricette incontrano materie prime lucane con risultati interessanti, come nei tortelloni di baccalà, timo e peperone crusco(14€). I primi costano tra i 12 e i 16€, i secondi tra i 16€ della parmigiana di melanzane e i 24€ del petto d’anatra in agrodolce. Come contorno ordinate il friggione (6€): uno stufato di pomodori freschi e cipolle, ottimo sul pane.

Il giardino de Il Boccone del Prete

Ristorante

Irina

Irina Steccanella, forte di esperienze in cucine eccezionali come l’Osteria Francescana di Massimo Bottura e il Reale di Niko Romito (entrambi tre stelle Michelin), ha aperto nel 2019 la sua trattoria a Savigno, sui colli prossimi a Bologna. La sua grande passione — non solo per la cucina tradizionale ma anche per le sfide — l’ha convinta a provare a fare la pizza, con risultati notevoli. Da non molto, infatti, di sera si mangia la pizza, tra margherita (6€) e quattro stagioni (10€) e varianti più estrose. A pranzo resta invece il repertorio intoccabile di tagliatelle al ragù, tortellini in crema di parmigiano e cotolette alla bolognese. Tre possibilità di degustazione: da cinque portate per 48€, sette per 68€, oppure il menu dedicato al tartufo bianco (quando disponibile) con sette piatti per 100€.

L'ingresso di Irina

Street Food

La Collina delle Meraviglie

In via di Sabbiuno, alle porte del capoluogo emiliano, la Collina delle Meraviglie apre le porte in primavera (quest’anno il giorno di Pasquetta). L’associazione culturale Dalla Terra in su propone, in una bella aia verde con vista sulle colline, laboratori per bambini, un mercatino dell’usato e sessioni di yoga, oltre a percorsi degustazione e la possibilità di fare un pasto in grande relax. Non c’è servizio al tavolo, quindi conviene passare dal bar per le bevande e poi affacciarsi al food truck Stappo per ordinare qualche fritto (panzerotti a 5€, stick di pollo a 8€) ma anche primi (strozzapreti al pesto e ravioli di zucca a 9€) e carne alla brace (grigliata mista a 12€). Mettete in programma un aperitivo al tramonto e ricordate che questa è un’attività stagionale che prosegue fino alla metà di settembre.

La collina delle meraviglie

Agriturismo

La Roverella Agriturismo

Come dicono i proprietari Flavio Cantelli, Alessandro Atzori e Annalisa Lobosco, La Roverella è “un agriturismo diverso dal solito”. La selezione dei vini si concentra sui naturali, mentre la cucina parte dal territorio per allargarsi ad altri gusti e tradizioni. Il menu degustazione, al prezzo di 35€ a persona, prevede infatti tempeh (un alimento fermentato ricavato dai semi di soia) e maionese, trota con crauti e patate, topinambur con miso e mandorle e un dessert a base di fagioli, saba e cioccolato. Tutti i venerdì sera è attiva la formula “wine bar”: per 18€ si accompagna un calice di vino o un cocktail con un burger al tempeh con salsa bbq e cetriolini, patate arrostite con salsa al miso, per terminare con un quadretto di brownie al cioccolato, nocciole e olio d’oliva. Dal 2023 La Roverella è tra le migliori osterie d’Italia secondo la guida di Slow Food.

La Roverella

Ristorante

La Scuderia

Sono 30 i chilometri che separano Bologna da questo delizioso borgo in direzione Imola, che merita una visita per almeno tre motivi: è completamente rivestito da murales d’artista (dal 1960 si tiene la Biennale del Muro Dipinto), c’è un’imponente rocca sforzesca che ospita l’enoteca regionale dell’Emilia Romagna e proprio lì davanti si affaccia La Scuderia, un ristorante affidabile di cucina tipica. Mettete quindi in programma una passeggiata per le viuzze del centro, una degustazione di Albana e poi una cena a base di garganelli alla boscaiola (12€), tagliatelle al prosciutto di Dozza (10€), grigliata (14€) e, nell’improbabile caso abbiate ancora fame, un sorbetto alla crema (4,50€). C’è anche un menu vegetariano.

La rocca di Dozza e il dehors de La Scuderia

Ristorante

Mamo Cucina

Nell’invero del 2021, con numerose esperienze internazionali all’attivo, il cuoco 35enne Gian Maria Fano ha aperto a 25 minuti da Bologna il suo home restaurant. Siamo in aperta campagna, in una bella villetta con un fienile riconvertito a cucina che può accogliere non più di una quindicina di ospiti. Prenotate con buon anticipo e affidatevi alle proposte dello chef, che in un menu degustazione a sorpresa (del costo di 55€) vi servirà piatti incentrati su un tema variabile ogni mese. Non ci troverete tagliatelle e cotoletta ma portate che elaborano materie agricole da piccoli produttori locali, allevamenti di qualità e tanti vegetali. E non manca nemmeno il pesce. Qualche esempio? Fusilloni con passata di kiwi, olio affumicato, capperi ed erbe, palamita con carote e mela cotogna e scorfano con pil pil (una salsa a base di baccalà) e barbabietola. Il servizio della cena si effettua dal sabato al lunedì; di domenica si può venire anche a pranzo.

La sala di Mamo Cucina

Osteria-Bistrot

Osteria dal Nonno

In questa storica osteria, avviata dalla famiglia Natali nel 1901, c’è un giardino immerso tra i colli dove provare la “merenda rinforzata” della tradizione. Scegliete uno dei tavoli di legno all’aria aperta e fate un aperitivo abbondante con un tagliere di salumi e formaggi emiliani, sottoli e sottaceti, insieme a ottime crescentine e tigelle (le focaccine tonde a base di farina, un goccio di latte, strutto oppure olio). Da bere si può ordinare qualche calice di Pignoletto, prima di concludere con una fetta di pinza bolognese fatta in casa: un rotolo di frolla farcito con confettura di prugne o mostarda di frutta. Con 20€ mangerete e berrete a sazietà.

I tavoli all'aperto dell'Osteria del Nonno

Azienda Agricola

Podere Riosto

Ci sono poche cose più gradevoli di una bella cena e qualche brindisi tra i filari. Da Podere Riosto — una tenuta vinicola che si occupa anche di ospitalità e ristorazione — si può fare. Controllate sul loro sito l’agenda degli eventi, che nelle serate estive si anima di appuntamenti in vigna, con tavoli allestiti tra le viti e tante luci che fanno atmosfera. I proprietari organizzano un braciere all’aperto e servono carne alla brace, oltre a tigelle e primi della tradizione. Di norma, il prezzo di una cena da quattro portate con calici in abbinamento è di 40€. L’agriturismo resta operativo tutto l’anno.

Tavoli tra le vigne di Podere Riosto

Azienda Agricola

Podere San Giuliano

San Lazzaro di Savena è una cittadina sulla via Emilia a meno di 10 chilometri da Bologna, in direzione mare. Federica Frattini ha fondato qui un’azienda agricola dalla quale arrivano prodotti scelti anche da molti altri chef della zona. Poi, nel 2002, ci ha aggiunto l’attività ristorativa. La cucina è di stampo classico, con una naturale propensione per gli ingredienti vegetali: lasagne alle verdure, tortelloni di carciofi e pecorino, cotoletta alla bolognese e hamburger di ceci. Qui si organizzano anche corsi di cucina e confezionano paste ripiene (tortellini, balanzoni, rosette), prodotti da forno e piatti cucinati (lasagne e cotolette) disponibili per l’acquisto online. Lo scontrino medio per un pranzo completo è di 35€.

Podere San Giuliano

Ristorante

Trattoria del Borgo

Il borgo in questione è quello medievale di Monteveglio alto: una terrazza naturale dove la pianura lascia il posto all’Appennino, incrocio delle culture gastronomiche di Bologna e Modena. Tutte ottime premesse, per la qualità di una tavola inserita tra le migliori Osterie d’Italia da Slow Food. La trattoria è incastonata tra le vie del centro e ha un bel caminetto per l’inverno, mentre con la bella stagione si spolverano i tavoli all’aperto. Per assaggiare un po’ di tutto conviene comporre un menu degustazione da 4 portate al costo di 40€ (non dimenticate i tortelloni con crema di latte e pomodoro, che qui preparano dal 1995). Da bere, tante bottiglie dai colli circostanti.

Il banco e i salumi della Trattoria del Borgo

Ristorante

Trattoria Gilberto

Salendo un poco verso gli Appennini, la trattoria Gilberto della famiglia Parmeggiani è un ristorante dagli interni ampi, con una bella veranda all’aria aperta che d’inverno viene chiusa e riscaldata. Qui si beve molto bene, scegliendo da una lunga carta dei vini e delle birre, e si gustano pietanze genuine che spaziano dagli antipasti di crescentine e tigelle con salumi (7,50€ per il misto della casa) agli strozzapreti e gramigna all’ortica con salsiccia e funghi (14€); dal castrato alla brace (15€) ai dolci tradizionali (7€). Si trovano anche buone selezioni di formaggi, da assaggiare al piatto o cotti alla brace.

Trattoria Gilberto

Ristorante

Trattoria Monte Donato

In questo locale esisteva uno spaccio di generi alimentari già dalla metà dell’Ottocento. È solo nel 1991 che gli attuali proprietari hanno preso in mano quello che era diventato un ristorante, già molto famoso per le tagliatelle al ragù. Le fanno ancora, naturalmente, ma si divertono a proporre anche qualche piatto meno prevedibile, come gli spaghetti al torchio con sarde, zafferano, pinoli e finocchietto (13€). Tra i secondi, poi, oltre all’abbondante scelta alla brace (spiedini a 17€ e salsiccia di maialino brado a 13,50€) si trova il sedano rapa arrosto con sformato di spinaci, broccoli e salsa di mandorle (13,50€). Abbiamo le prove, anche in Emilia ci sono opzioni vegane.

La veranda della Trattoria Monte Donato

Ristorante

Ristorante Valsellustra

Un ristorante, ed enoteca, completo di bella veranda immerso nelle colline di Casalfiumanese, tra le città di Imola e Castel San Pietro Terme. A fare da valida spalla alla cucina - prevalentemente del territorio, ma con qualche escursione "fuori porta" - c'è una cantina poderosa, a prova di esperto e appassionato. Anche il carrello dei formaggi è altisonante, con selezioni da ottimi caseifici. L'antipasto misto prevede il classico assortimento di bruschette, scamorze e tortini di verdure (11€), ma si può anche chiedere il prosciutto crudo al coltello (6,50€) oppure il petto d'oca all'aceto balsamico (9€). Provate poi i tortelli al tarassaco conditi con burro e timo (10€), poi il castrato agli odori (11€), preparato alla maniera della vicina Romagna. Si finisce con ciambelle, gelato, zuppa inglese e "semifreddo Valsallustra".

Ristorante Valsellustra

 

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