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Lunedì, 17 Giugno 2024
Bologna

La prima merendina? È nata negli Anni Trenta sull’Appennino Bolognese

Il Tortino Porretta insaporisce i ricordi d’infanzia di diverse generazioni. È nato nel 1935 a Porretta Terme, ed è una bella storia imprenditoriale che racconta l’Italia del ‘900

Chi ha frequentato oratori o scout, specialmente in Emilia, forse se la ricorderà: una tortina dalla consistenza quasi ciambellosa, più asciutta che bagnata, dal profumo delicato di limone, cotta al forno e venduta singolarmente all’interno di pirottini bianchi di carta, e avvolta in una confezione trasparente con scritte vintage blu e rosse. Era (ed è ancora oggi) il Tortino Porretta della ditta Dino Corsini, progenitore di una categoria di prodotti alimentari figli dell’industrializzazione della metà del Novecento, la merendina.

Il Mottino e il concetto di comoda porzione fuoripasto

Di norma si attribuisce il merito di aver inventato la prima merendina al Signor Motta, col suo “Mottino”. Questo dolcetto era inizialmente un panettone in miniatura, trasformato da Angelo Motta in una comoda porzione fuoripasto. Quando il Mottino arrivò sul mercato nel 1951, probabilmente nessuno avrebbe mai immaginato l'incredibile trionfo che le merendine avrebbero ottenuto nel corso degli anni, diventando uno di quei classici senza tempo che sembrano avere una storia millenaria.

La comunicazione attuale di Tortino Porretta

È intorno al concetto della pausa spuntino, una consuetudine tipicamente italiana, che si evolve l'idea delle merendine: dolci da forno confezionati in porzioni individuali realizzate con pan di Spagna, pasta frolla o pasta brioche, sia semplici che farcite. Prodotti nati per offrire un'alternativa rapida e deliziosa alla tradizionale merenda fatta in casa o alla colazione consumata al bar. Il vero cambiamento culturale arrivò nel 1953, quando il Mottino si trasformò nel Buondì: questo evento rappresentò un vero e proprio fenomeno di portata culturale e sociale, che rivelò, per coloro che sapevano interpretare i segnali, le immense opportunità offerte da un nuovo mercato.

Il Tortino Porretta è la prima vera merendina

Quello che pochi sanno è che, in realtà, il Tortino Porretta è nato prima del Mottino, nel 1946. Già nel 1935, infatti, Dino Corsini intraprese la sua carriera come panettiere aprendo una bottega nel centro di Porretta Terme, negli Appennini di Bologna, seguendo le orme e la tradizione di suo padre. Tuttavia, fin dall'inizio, il giovane Dino lasciava trasparire un’inclinazione naturale per l'arte della pasticceria. Così, grazie anche all'intuito di sua moglie Vetulia, una volta terminata la guerra nacque la Torta Porretta, inizialmente venduta in piccole fette. All’esordio, la produzione giornaliera era di circa due o tre torte, ma nel giro di un anno arrivò a cento torte al giorno, tutte realizzate a mano. Essendo un giovane fantasioso e pieno di intuizioni, Dino ebbe l'idea della prima merendina monoporzione: il Tortino Porretta. Fu così che da pasticciere, divenne imprenditore e già nel 1955 vantava una produzione in serie e una decina di operaie chiamate le bimbe.

Lo stabilimento del Tortino Porretta

Negli Anni Cinquanta, Dino Corsini versava a mano l'impasto nelle singole forme, preparando così i tortini uno per uno, e successivamente li confezionava utilizzando una confezionatrice a pedali. La distribuzione e la notorietà del Tortino Porretta, inizialmente limitata alla città e alle zone circostanti dell'Appennino, si sono nel tempo estese a tutto il territorio nazionale, ma mantenendo sempre quel fascino e quei quantitativi da marchio molto locale, che è forse il motivo per cui non gli è riconosciuto unanimemente il merito di essere stata la prima vera merendina italiana.

Presente e futuro del Tortino Porretta

Ad oggi la Ditta Dino Corsini è stata acquisita all’80% da Consilium, che è un gruppo di investitori privati che si focalizza su attività di acquisto di azioni di maggioranza aziendali usufruendo di prestiti finanziari o bancari. La dimensione semi artigianale dell’azienda però è rimasta invariata. Da allora fino ad oggi, le uniche cose che sono cambiate sono la gestione, passata nelle mani di Paolo, figlio di Dino, e l'alta tecnologia utilizzata per la realizzazione del prodotto. L'antica ricetta originale, basata su ingredienti naturali di alta qualità come uova fresche e yogurt fatto in casa, non avrebbe subito modifiche nel corso del tempo. Così potrà accompagnare le generazioni di ragazzini a venire, che la gusteranno magari con qualche bevanda retrò italiana come la cedrata, la gassosa, o il ginger.

La comunicazione attuale di Tortino Porretta

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