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Domenica, 25 Febbraio 2024
Genova

Baci di Alassio. I biscotti liguri per cui Gabriele D’Annunzio perse la testa

Biscotti al cacao e nocciola creati nel 1919 dalla Pasticceria Balzola. Ancora oggi creati con la ricetta originaria dello scorso secolo, sono con il tempo diventati simbolo della Riviera Ligure di Ponente

Tra i dolci più rappresentativi della Liguria di Ponente ci sono i baci di Alassio, che prendono il nome dalla cittadina di mare dove sono stati inventati. Alassio, in provincia di Savona, è quel posto conosciuto per il profilo delle sue case colorate a ridosso del litorale, nonché centro gastronomico per tante specialità regionali. I baci sono una di queste, piccoli dolcetti a base di nocciole, zucchero, miele e cacao, vanto della zona. Sono stati realizzati per la prima volta all’interno della Pasticceria Balzola, Locale Storico d’Italia in attività dal 1902, frequentato da sempre da personaggi dell’alta società del tempo. Un prodotto che nel 2006 ha ottenuto la denominazione DOP e che ha contribuito a inserire Alassio negli itinerari del gusto liguri.

I baci di Alassio della Pasticceria Balzola

La storia dei baci di Alassio e della Pasticceria Balzola

Questo biscotto al cioccolato e nocciole viene creato nel 1919 da un pasticcere di zona. Parliamo di Rinaldo Balzola, figlio di Pasquale che nel 1902 dal Monferrato si trasferisce ad Alassio dove inizia la sua fortunata pasticceria. Il nome Balzola infatti in quegli anni era sinonimo di innovazione e nuove abitudini, come quella dell’aperitivo con l’amaro dei Saraceni, invenzione di Balzola a base di erbe officinali e fiori della Riviera di Ponente. Inoltre questo caffè, che ancora sorge nella piazzetta Matteotti di Alassio, fu uno dei primi caffè concerto dell’epoca dove ogni sera si esibivano concertisti e musicisti. In questo ambiente creativo che il figlio di Pasquale Balzola, Rinaldo, mette a punto la ricetta dei baci. Non è un caso che quest’ultimo avesse frequentato la scuola di Gustavo Pfatisch, celebre pasticcere piemontese e fondatore dell’omonima pasticceria ancora presente a Torino. Un’invenzione dolciaria che frutta a Rinaldo Balzola anche la chiamata alla Corte Reale dei Savoia, che lo vollero come capo pasticcere.

La Pasticceria Balzola, ad Alassio

La Pasticceria Balzola in quegli anni vedeva seduti ai suoi tavoli tanti personaggi in voga: letterati, scrittori, uomini politici, tra cui Gabriele D’Annunzio. Il vate infatti frequentava Alassio a causa della sua storia d’amore con Eleonora Duse, e leggenda vuole che per non pagare il conto (forse) inventò lo slogan: “i suoi baci sono i baci della galanteria” per anni claim pubblicitario della Pasticcera. Curiosa anche la causa che la Perugina fece infruttuosamente ai Balzola per il diritto sul nome baci. La disputa legale si concluse negli Anni ’40 a favore della famiglia ligure, in quanto il brevetto dei Baci di Alassio era antecedente a quello dei Baci Perugina.

Un immagine storica di Balzola

Come si preparano i baci di Alassio: la ricetta

I baci di Alassio ancora oggi sono prodotti secondo l’antica ricetta originale di Rinaldo Balzola. Due piccoli biscotti dalla forma tondeggiante che racchiudono una delicata ganache al cioccolato. L’impasto è a base di nocciole, mescolate con zucchero e uova, fino a ottenere un composto omogeneo e morbido, al quale si aggiunge miele e cacao. Il risultato viene lavorato a forma di rosella su una teglia e lasciato riposare una notte intera prima di essere infornato. La preparazione del dolce si conclude unendo i gusci rigorosamente a mano, con una la morbida crema al cioccolato nel mezzo. Un’invenzione golosa che sottolinea ancora la lungimiranza della famiglia Balzola, che nel secolo scorso capì già le potenzialità turistiche di questa terra e a cui dedicò un dolcetto ancora oggi simbolo della città.

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