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Venerdì, 24 Maggio 2024
Milano

A Milano si può fare la spesa direttamente cogliendo la verdura dall’orto della cascina

Si chiama Agrivis la cooperativa sociale che punta all’inclusione sociale di persone fragili e con disabilità attraverso l’agricoltura biologica. Inoltrela cascina trasforma e vende i prodotti della terra in succhi, conserve, nettari e passate

Praticamente dentro la città di Milano, nel Parco Agricolo Sud a pochi metri da Via Ripamonti nei pressi dell’affascinante borgo di Macconago, si trova una realtà sociale che unisce agricoltura biologica e inserimento al lavoro di persone svantaggiate, con disabilità e in condizioni di fragilità. Si tratta della cooperativa Agrivis, che fa parte del Gruppo L’Impronta un sistema di imprese sociali che si occupa di disabilità e disagio minorile. Abbiamo già avuto modo di parlare di loro con l’apertura di BUM – Buoni come il Mondo, laboratorio di panificazione e ristorante nel quartiere Vigentino, anche se la loro storia viene da lontano. Agrivis infatti è il punto di partenza di questa particolare filiera alimentare. Qui si coltivano ortaggi e piccoli frutti che poi vengono venduti e utilizzati nei punti commerciali del Gruppo (BUM incluso), oppure trasformati nell’adiacente cascina per farne conserve, sughi, passate e nettari. E tutto questo con l’obiettivo di fare inclusione sociale.

I prodotti di Agrivis

Agrivis: la cooperativa sociale che coltiva ortaggi e frutta alle porte di Milano

Agrivis nasce nel 2016 e si sviluppa su 4 ettari di terreno dove “coltiviamo in campo aperto e in serra verdure stagionali, ma anche fragole, lamponi, more”, ci spiega Andrea Miotti responsabile di Impronta. Qui il lavoro quotidiano è svolto da 16 persone “7 delle quali fragili, alcuni con disabilità altri con disagi sociali, e poi c’è un agronomo professionista che coordina il lavoro”. Ma l’attività di Agrivis non finisce qui: “Oltre alla produzione c’è la trasformazione dei prodotti coltivati da noi insieme a quelli che recuperiamo da aziende donatrici grazie ad un progetto contro lo spreco alimentare in collaborazione con Babaco” continua Miotti. Infatti nella cascina c’è il laboratorio dove altri 6 ragazzi insieme a una tecnologa alimentare lavorano le materie prime dandogli una nuova vita.

Il campo e la Cascina Agrivis

Il laboratorio di trasformazione di Agrivis e l’housing sociale

Passate, succhi, nettari, conserve, sughi, vellutale e creme, tanti sono i prodotti a marchio Agrivis. “Il laboratorio ha due linee di produzione. La prima con i nostri prodotti, la seconda con le eccedenze dell’industri agroalimentare” racconta Miotti. “Trasformiamo alimenti che stanno per scadere allungandogli il ciclo vitale fino a 2 anni. Questo grazie ai nostri macchinari, come i pastorizzatori, che ci permettono di recuperare le materie prime” e non solo. Infatti Miotti ci spiega che oltre alla rigenerazione alimentare qui si “rigenerano anche le persone”. A fronte di una vendita di 15 tonnellate di pomodori e 12 tonnellate di frutta si genera un utile tale che dà la possibilità di assumere un lavoratore in condizione di fragilità.

Inoltre, Agrivis è anche housing social: “Abbiamo 2 appartamenti con 10 posti letto dove ospitiamo persone richiedenti asilo in linea con le direttive del Comune di Milano per l’accoglienza”. In questo momento i migranti accolti sono 10 e possono rimanere all’interno di Agrivis per un massimo di 24 mesi anche se, come afferma Miotti, “molti poi rimangono a lavorare da noi”.

La produzione di passata di pomodoro da Agravis

Dove si vendono i prodotti Agrivis e le attività parallele

I prodotti Agrivis si possono trovare nella bottega all’interno del ristorante BUM al vicino quartiere Vigentino negli spazi del centro Riabila in Via Feraboli 15 e da RAB, il bar della cooperativa, in Corso San Gottardo 41. Ma le ambizioni di Agrivis sono molto più ampie: “Infatti a partire dall’11 maggio ogni sabato mattina organizzeremo delle attività aperte a tutti. Le persone possono venire, cogliere gli ortaggi in campo con il nostro ausilio e poi pagare quello che hanno preso secondo il peso. Negli altri giorni invece si potrà venire ad acquistare i nostri prodotti trasformati”. Inoltre si sta anche implementando il progetto di filiera corta, dal campo al piatto finale. Infatti Agrivis è un po’ il punto di partenza della filiera alimentare del Gruppo L’Impronta: “Tutti i nostri prodotti sono utilizzati all’interno dei ristoranti, laboratori, bar e bistrot del gruppo. Quindi la passata e i sughi per la pasta o le pizze, le confetture per i dolci, stesso discorso per le verdure o i nostri succhi”. In futuro, ci spiega Miotti, si vorrà anche raggiungere l’autosufficienza sul grano, producendo internamente anche farine e pasta, oltre alla coltivazione di piante officinali per trasformarle in tisane.

La serra di Agrivis

Tra le attività parallele di Agrivis ci sono anche quelle dirette alle scuole, famiglie e imprese: “Tanti sono i laboratori di educazione ambientale, alimentazione sana e promozione dell’inclusione rivolti a scuole, singoli e gruppi di famiglie. Al termine di queste attività è inoltre possibile acquistare direttamente in campo i nostri prodotti”. Inoltre Agrivis si rivolge anche alle aziende, “per team building in campo e allo scopo di sensibilizzare i brand e le persone al tema dell’inclusione sociale”.

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