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Martedì, 21 Maggio 2024
Milano

La crescita di Ape Cesare, lo street food romano che ha conquistato Milano coi supplì

Nato dall’idea di Alessandro Favola nel 2016 come food truck che distribuiva supplì in giro per Milano. Oggi Ape Cesare ha 3 punti vendita, fa servizi di eventi e catering e ha una factory in costruzione pronta per il 2024

È stato uno dei primi locali di cucina romana a sbarcare a Milano, il primo in materia di street food. Tutto è partito da un’apecar, il veicolo con cui Alessandro Favola decide di servire i supplì, palle di riso croccanti e fumanti in giro per la città, prendendo spunto dai food truck americani. Il nome è presto fatto: Ape Cesare, con un evidente rimando al saluto romano rivolto agli imperatori. Così come il design del primo mezzo di trasporto e vendita: “Bianca e rossa come la toga latina. Non poteva mancà la corona d’alloro”.

Alessandro Favola_ph Federico Bontempi

La storia di Ape Cesare e il suo fondatore Alessandro Favola

Ape Cesare nasce nel 2016 come un food truck itinerante di cibo di strada tipico della capitale. L’intuizione vincente del fondatore Alessandro Favola è stata quella di accostare al cibo romano tradizionale, un modo di fare altrettanto autentico e verace. “Inizialmente pensavo di aprire a Roma, poi mi sono spostato a lavorare per Carlo Cracco (da Carlo e Camilla in Segheria), e ho deciso di fermarmi. Questa è stata una cosa positiva, perché portare in giro per le strade un prodotto romano a Milano è già una novità rispetto a farlo a Roma, dove i supplì si trovano a ogni angolo”, racconta Alessandro a CiboToday.

L'apecar di Ape Cesare

“Già dopo il primo anno il focus si è spostato. Siamo approdati nel mondo degli eventi e dei catering, abbandonando progressivamente la parte itinerante”. Un’evoluzione naturale potremmo dire, in quanto Alessandro si è presto reso conto che fare food truck in Italia non è per niente semplice, soprattutto a livello burocratico, e che non ci sono aree adibite a queste attività come invece succede in America. Una difficoltà iniziale che però è riuscito a trasformare in un’opportunità: “ci ha permesso di crescere e ci ha aperto una nuova strada”.

Ape Cesare a Isola_ph Federico Bontempi

L’evoluzione di Apecesare e l’apertura di 3 punti vendita a Milano

Nel 2020 arrivano due nuovi soci e inizia a svilupparsi parallelamente l’idea di aprire dei locali: “avendo smesso con i food truck volevamo comunque ridare un servizio simile ma in uno spazio fisso, dove servire la gente nel quotidiano”. Così nel 2021 si concretizza la prima apertura all’interno del collettivo di cucine Sidewalk Kitchen in Via Bonvesin de la Riva. “È stato il tester per poi aprire gli altri locali, ci ha permesso di prendere le misure con la cucina, il menu e il servizio”, afferma Favola. Nel frattempo si consolida ancora di più la parte di eventi e catering, sia privati che aziendali. I food truck diventano 4, di cui due apecar, una bike e una roulotte. Lo scorso settembre Ape Cesare raddoppia con un nuovo punto vendita in Isola, solo un paio di settimane fa ha inaugurato nel Certosa District.

“Lo staff è passato da 2 a 15 persone e questo è stato uno dei momenti più delicati, soprattutto per la formazione del personale”. Com’è stata possibile questa crescita? “Ape Cesare è stato subito bene accolto in città, siamo stati tra i primi a portare lo street food romano a Milano e abbiamo spinto molto sull’identità del supplì. Credevo nelle potenzialità di questo prodotto buonissimo, poco costoso e ancora poco conosciuto fuori dal Lazio – soprattutto in confronto al cugino arancino - e ho deciso di puntarci”.

Il supplì di Ape Cesare_ph Federico Bontempi

La proposta gastronomica di Apecesare, menu e prezzi

E se tutto è partito dal supplì (3€), il menu di Ape Cesare oggi spazia dai fritti ai panini (8-12€), dai primi piatti (10€) ad altri sfizi tipici della capitale (5-7,50€). “Per le nostre proposte partiamo sempre dalle ricette della tradizione, a cui affianchiamo ingredienti simbolo della cucina romana in base alla stagionalità. Fiori di zucca, baccalà, carciofi, puntarelle e cicoria sono alcuni di questi”. Con le nuove aperture del 2023 la proposta non è cambiata ma si è ampliata e differenziata in ogni location: da Sidewalk Kitchen e in Isola ci sono 5 tipi di panini tra cui il Cacio e pepe con pane artigianale del Panificio Bollani, hamburger di manzo Damini 120gr, salsa cacio e pepe, broccolo romanesco e radicchio, oppure il Porchetta con porchetta IGP, cicorino di campo, miele, pecorino romano e maionese alla senape.

Poi gli Sfizi: patatine fritte, bocconcini di pollo fritto con salsa al peperone e le polpette di porchetta e patate. “In Certosa invece, stiamo ampliando menu poiché è una realtà diversa con uno spazio molto grande. Abbiamo quindi introdotto i primi piatti classici romani: amatriciana, carbonara e cacio e pepe. E poi ci sono anche puntarelle e alici, la pizza con la mortazza e una selezione di vini naturali”. Il supplì invece, ha la precedenza su tutto e viene proposto in tutti e tre i locali nelle 5 versioni: classico con pomodoro e mozzarella, coda alla vaccinara, amatriciana, carbonara e cacio e pepe. Tra i dolcetti (5€) l’immancabile tiramisù e gli iconici maritozzi.

Il panino Cacio e pepe_ph Federico Bontempi

Novità in arrivo: nel 2024 Apecesare aprirà la sua factory

L’espansione di Ape Cesare continuerà nel 2024, questa volta con una factory di 350 metri quadrati da dove uscirà tutta la produzione a partire dalla prossima primavera. “Un passo fondamentale, legato alla standardizzazione dei prodotti sia per i punti vendita che per i catering. Stiamo sviluppano uno spazio con laboratorio, cucina, magazzino, stoccaggio e parcheggio mezzi che diventerà il nostro quartier generale””. Inoltre, questa novità permetterà un maggiore lavoro sul food cost e sulla riduzione degli sprechi; infatti tutti gli alimenti verranno prodotti direttamente in questo laboratorio per poi essere finiti nei locali. “Prevediamo un aumento di almeno di altre 5/6 persone per il 2024 non considerando altre nuove aperture”. Quindi ci saranno? “Per adesso ci siamo dati un freno, abbiamo aperto due locali in poco tempo e adesso vogliamo stabilizzarci, rendere standard la qualità del prodotto e migliorare servizio, torneremo a pensarci nella seconda metà dell’anno”.

Ape Cesare

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