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Giovedì, 22 Febbraio 2024
Milano

A Milano due trentenni lasciano il mondo della moda e aprono un wine bar in un ex gommista

Si chiama Bar Nico il nuovo wine bar di Milano aperto da due giovani imprenditori che prima lavoravano nella moda. Non è un ristorante ma un’osteria contemporanea d’ispirazione nordica dove si serve vino e piccoli piatti

A Milano negli ultimi tempi non è raro sentire storie come questa. Due giovani che mollano il vecchio lavoro, molto spesso in campi affini alla moda, design e alla creatività, e si buttano nella ristorazione. È anche il caso di Chiara Pino leccese, e Riccardo Ganelli lombardo di Codogno, tutte e due appena trentenni che nel fiore della carriera hanno deciso di cambiare vita e di aprire Bar Nico. “Non eravamo più soddisfatti della vita che facevamo, ci alzavamo la mattina non contenti. Abbiamo deciso di seguire uno dei nostri sogni, aprire un wine bar” e così è nato Nico, in Via Cesare Saldini in zona Argonne, in onore del loro amatissimo levriero afgano. Ci siamo fatti raccontare di più.

L'ingresso di Bar Nico a Milano

Bar Nico: dalla moda il sogno di aprire un wine bar

Chiara Pino e Riccardo Ganelli sono una coppia anche nella vita oltre che nel lavoro. “Io facevo la modella mentre Riccardo ha lavorato per Sunnei, un brand di moda nato a Milano ricoprendo diversi ruoli gestionali” spiega Chiara Pino ricordando la propria storia. “Abbiamo sempre viaggiato molto per lavoro e in ogni luogo dove siamo stati abbiamo fatto ricerca: siamo due grandi appassionati di cibo e vino e ci siamo fatti ispirare da ciò che abbiamo visto nelle più grandi capitali europee, cercando di replicarlo a Milano” continua Riccardo Ganelli che gestisce la parte vino di Bar Nico, mentre Chiara Pino si occupa della parte cibo. C’è anche un altro socio dietro Bar Nico: “Si tratta di Marco Manaccio, che non lavora qui con noi e ci ha curato tutta la progettazione dello spazio. È un architetto e gestisce lo Studio Sagoma a Milano”.

La sala e il bancone di Bar Nico Alessandro Saletta - DSL Studio

Bar Nico sorge all’interno di uno spazio particolare: “Abbiamo trovato questo ex gommista e ci ha colpito per le ampie vetrine che danno su una piazzetta. Il locale è a mezzaluna, una forma particolare, e ha un interior non classico per un wine bar”. Infatti tutto è bianco, minimale, pulito ed essenziale, e ricorda molto i locali del nord Europa, ci spiegano i due proprietari.  “I lavori sono duranti un po’ di mesi e poi abbiamo aperto a ottobre 2023: il nome è un omaggio al nostro amatissimo cane, un levriero afgano che è anche nel logo del locale e a breve sarà anche nel merch” spiega Riccardo.

Nico, il levriero afgano simbolo del locale

Cosa si mangia e cosa si beve da Bar Nico

Chiara Pino e Riccardo Ganelli non hanno mai avuto una formazione in ambito dell’hospitality e tutto quello che sanno l’hanno imparato in giro per il mondo. “Bar Nico non è un ristorante, vogliamo sottolinearlo, non è proprio il nostro ambito. È un wine bar dove si può mangiare qualcosa che non ha bisogno di trasformazione” spiegano i due mentre leggiamo il menu di Bar Nico. Le etichette di vino che si trovano qui sono quelle che Riccardo e Chiara hanno assaggiato e amato nei loro viaggi: “C’è tanta Francia perché pensiamo che sia una bevuta che si lega come stile ai nostri piccoli piatti: tanto Beaujolais, qualcosa dalla Borgogna, poi Jura e Rodano. Ovviamente Italia con una selezione dal Piemonte, Puglia, Lazio, soprattutto. Poi qualche birra e il kombucha Mia per chi non vuole bere”.

Bar Nico, wine bar con piccoli piatti a Milano

Bar Nico non è un ristorante: “Lavoriamo con produttori che abbiano delle materie prime buone e che non dobbiamo trasformare proprio perché non abbiamo una cucina” ci spiega Chiara che si occupa di questa parte. Nel menu di Bar Nico c’è la parte con gli snack come mandorle Marcona tostate (3€), olive (3€) e la gilda ovvero lo spiedino tipico dei Paesi Baschi con oliva, peperone e acciuga (2,5€); una selezione di formaggi dall’Azienda Il Boscasso (14€), vicino Pavia, e tante conserve di pesce dal Portogallo come cozze in escabeche, calamari al nero, sardine affumicate, che ruotano di tanto in tanto (8/11€). Non mancano i taralli pugliesi (3€), i salumi dall’Azienda La Malintesa di Cremona presi di settimana in settimana dai due proprietari (10€), e una selezione di snack vegetali come hummus e verdure di stagione (6/7€). “Non volevamo creare un posto dove si spendesse tanto, ma un semplice wine bar dove se vuoi puoi fermare la fame niente di più. Non siamo un ristorante” concludono Chiara e Riccardo. E se volete andare non c’è bisogno di prenotare: “Vogliamo che tutti si sentano liberi di venire e rimanere quanto vogliano, non diamo a disposizione il tavolo a ore, questo è un locale dove si arriva in 5 e finisce in 10 e ci piace così”.

Bar Nico
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