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Giovedì, 18 Aprile 2024
Milano

La catena di bar Panini Durini di Milano chiude all’improvviso (per sempre?)

Nata nel 2011 grazie all’intuizione dell’imprenditore brianzolo Stefano Saturnino, la storia della catena di bar Panini Durini sembrerebbe giunta al termine. Nel 2018 era stata acquisita da un fondo con l’obiettivo di far crescere ulteriormente l’attività: cosa è andato storto?

“Ragazzi, siamo giunti alla fine di questo meraviglioso viaggio. Da domani, tutta la catena Panini Durini – Durini Milano, chiuderà le porte al pubblico. 12 anni di storia finiscono. Dal primo bar in via Durini, a Torino, a Genova. Fine”, questo l’annuncio sui social della catena di bar Panini Durini, fondata nel 2011 a Milano. “Vogliamo rubarvi questi ultimi 5 minuti del vostro tempo senza foto, senza reels, senza panini invitanti, senza cappuccini con latte art bellissima per fare un’ultima cosa: ringraziare tutti voi”. A cui seguono una serie di ringraziamenti per quello che sembra a tutti gli effetti un addio. Ma riavvolgiamo un attimo il nastro.

La storia di Panini Durini a Milano

Panini Durini è stata la prima creatura imprenditoriale di Stefano Saturnino, di origini brianzole prima avvocato penalista, a 30 anni approda in uno studio di architettura, poi la carriera da imprenditore. Tutto parte dall’esigenza di creare un luogo adatto alla pausa pranzo, una via di mezzo tra il ristorante e il bar tabacchi, che si realizza nel 2011 con l’apertura del primo punto vendita in via Durini, che ha dato il nome all’impresa. Nel progetto, insieme a Saturnino, dal 2013 Ilaria Puddu che ha curato il marketing e la comunicazione, e Alessandro Di Pace, primo gastronomo del primissimo locale, che negli anni ha pensato alla formazione di tutti i dipendenti in cucina.

I piatti di Panini Durini

Cosa è Panini Durini

Panini Durini nasce come un nuovo concept di ristorazione nel segmento delle caffetterie dove si punta sui prodotti italiani, un ambiente piacevole senza troppe pretese e la replicabilità. "Il primo lunch bar dedicato unicamente al panino declinato in innumerevoli varianti che si caratterizzavano tutte per la freschezza delle materie prime made in Italy", ha affermato il founder. Un luogo aperto tutto il giorno, dalle 8 di mattina alle 8 di sera con un’offerta gastronomica che si adatta a ogni momento della giornata. Si parte al mattino con brioches, lievitati da colazione, torte, pasticcini e tutto il comparto caffè, ma il fulcro è appunto la pausa pranzo. Un ampio menu con insalate, toast, tramezzini, focacce ripiene, bagel e una lunga lista di panini con tante farciture differenti. E poi una serie di piatti stagionali variabili. Il tutto a prezzi piuttosto competitivi per la città: si va dai 5,50€ del panino base ai 12€ di quello con il salmone, toast e tramezzini a 5€ e insalate dai 9 ai 12€. 

Uno dei punti vendita di Panini Durini a Milani

L’espansione della catena e il cambio di proprietà

Negli anni i punti vendita si moltiplicano fino ad arrivare a 14 negozi distribuiti nelle aree centrali di Milano, più altri tre all’interno di centri commerciali, per poi continuare l’espansione fuori regione conTorino e Genova. Un format che pare essersi consolidato nel capoluogo lombardo e che nel 2017 chiude l’anno con un fatturato di 9,5 milioni euro e una proiezione di chiusura prossima agli 11 milioni per il 2018. Nel 2017 le quote di Pancioc spa, proprietaria del marchio Panini Durini, sono state cedute dal fondatore Saturnino – che nel frattempo ha investito anche nel mondo pizza dando il via a numerose insegne divenute celebri, quali Pizzium, Marghe, Crocca, Giolina, nonchè la pasticceria Gelsomina – alla società veicolo Bac Uno S.r.l. (non più coinvolti nella gestione di Panini Durini dal 2021, e usciti definitivamente dalla società a marzo 2023), promossa da Nino dell’Arte attraverso la sua società di advisory indipendente Astraco. 

Nell’acquisizione ha co-investito il Fondo Impresa Italia gestito da Riello Investimenti Partners SGR, un club deal, ovvero un insieme di imprenditori legati da uno scopo comune. In questo caso l’obiettivo strategico era quello di promuovere un ulteriore sviluppo del brand, in particolare con l’apertura di 20 nuovi punti vendita in Italia e all’estero nel corso di un triennio, con un investimento di 5 milioni. Progetti che non si sono mai stati realizzati e che anzi, dalle ultime notizie sembrerebbe avessero portato alla chiusura della catena. "La notizia della chiusura di Panini Durini mi dispiace molto perché, quando ho lasciato la società, erano presenti tutte le premesse per sviluppare sempre di più un format che era stato il precursore di diverse catene contemporanee di fast food di qualità. C’erano tutte le condizioni per continuare sulla strada tracciata fino alla mia uscita e mantenere Panini Durini un brand di successo e di rifermento per tanti nel settore della ristorazione", ha dichiarato l'imprenditore Stefano Saturnino. Possiamo parlare con l’amministratore delegato?, chiediamo ai social media manager che gestiscono il profilo instagram della società: “si è dimesso a novembre e nessuno l’ha sostituito…

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