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Giovedì, 20 Giugno 2024
Milano

La caffetteria sociale dentro un’officina per bici. Da scoprire nella periferia di Milano

Si tratta di Ciclocaffè, un’officina che ripara biciclette e con una forte impronte sostenibile. Dentro c’è anche una caffetteria che promuove la socialità di quartiere, dove si può fare colazione, pranzo, fino all’aperitivo

Ciclocaffè si trova a Crescenzago, quartiere periferico di Milano est, e nasce dalla passione per la caffetteria e per le bici dei suoi due proprietari. Francesco Soave, che prima di iniziare questa nuova attività facevano tutt’altro, e la sua compagna . Parte così Ciclocaffè – Bici, Caffè e Amici, sottotitolo che sintetizza questa piccola caffetteria con officina per biciclette che promuove la mobilità sostenibile e la socialità di quartiere. Si trova in Via Angelo Rizzoli 47 ed è un locale dove fare la colazione, fermarsi per un pranzo veloce fino all’aperitivo. E nel mentre si possono anche riparare le bici.

Francesco Soave e Marilucy Saltarin

La storia dei proprietari di Ciclocaffè: da Londra a Crescenzago

Francesco Soave, veronese classe 1990, si laurea in informatica musicale e decide di traferirsi poco dopo a Londra per un dottorato. “Qui ho lavorato in un’officina di riparazione per bici, una mia grande passione da sempre, e mi sono avvicinato al concetto di cicloturismo”, oltre a rendersi conto dell’esistenza di un format sconosciuto all’epoca in Italia. “Londra era piena di caffetterie con officina, aperte ai ciclisti ma anche a una clientela attenta ai concetti di mobilità sostenibile” e da qui l’idea di tornare a Milano e riproporre il format. “Ero stanco della vita digitale, volevo tornare alle cose semplici, quindi con la mia ragazza Marilucy Saltarin che lavora in un’azienda di moda, abbiamo aperto Ciclocaffè nel 2023”.

L'ingresso di Ciclocaffè a Milano

Il quartiere di Crescenzago e la nascita di Ciclocaffè come spazio sociale

La scelta di Crescenzago non è stata casuale: “Una zona di Milano in espansione, quartiere ora attento ai concetti di housing sociale, che però mancava di spazi d’aggregazione”. Poi la scelta del locale, che è inserito inoltre nel percorso ciclabile AbbraciaMI del Comune di Milano, itinerario di 70 km che letteralmente circonda la città. “Abbiamo trovato questo spazio e così è nato Ciclocaffè: c’è l’officina da una parte dove ripariamo le bici e facciamo somministrazione” continua Soave. Gli ingressi sono separati per ragioni logistiche, anche se gli spazi sono comunicanti: “Anche la clientela si amalgama. Chi viene a fare aggiustare la bici poi si ferma per un caffè”. Tutto è dunque guidato da una filosofia green, dalla scelta di non avere plastica all’inserimento di alcuni piccoli produttori, fino al progetto parallelo di recuperare piante. “Abbiamo sviluppato una collaborazione con Re Plant, un’associazione che recupera piante da eventi e allestimenti, che altrimenti andrebbero buttate, e gli da una nuova vita”. Da Ciclocaffè si possono portare a casa le piante recuperate dietro una donazione libera.

La ciclofficina con la caffetteria dentro

La proposta gastronomica di Ciclocaffè: dalla colazione all’aperitivo

Ciclocaffè è aperto tutti i giorni della settimana dalla colazione all’aperitivo, mentre nel weekend solo la mattina. “Cerchiamo il più possibile di rifornirci da piccole realtà che condividono la nostra filosofia, quindi cantine biologiche e piccole aziende agricole” ci spiega il proprietario. Il caffè è quello della torrefazione milanese Ernani: “L’espresso costa 1,20€ e presto introdurremo anche gli specialty coffe. Produciamo lievitati e sfoglie in casa, insieme a torte vegane e non”. A pranzo Ciclocaffè punta sulle ricette in vasocottura, anche per ottimizzare il lavoro visto che non c’è una vera e propria cucina. “La vasocottura ci permette di preparare piatti gustosi e leggeri. Abbiamo una proposta che cambia regolarmente: pollo al limone, riso salmone e avocado, cous cous a un prezzo di 9€”, poi anche panini, piadine e insalate (dai 6 ai 9,5€).

Ciclocaffè, dalla colazione all'aperitivo

I vini sono tutti biologici, e visto le origini venete dei due, la selezione proviene esclusivamente da questa regione. “Utilizziamo solo prosecco biologico dell’agricola fratelli Corvezzo oltre ai vini di una cantina molto piccola, Tenuta Solar, che lavora in modo responsabile”. C’è anche una parte di cocktail per l’aperitivo, e vengono utilizzati solo prodotti italiani come il Gin Lacus prodotto sulle rive del Garda, oltra a una lista di bibite tradizionali come la spuma Paoletti 1922, la Molecola di Torino (ve ne abbiamo parlato qui) e il birrificio artigianale Brigà, sempre piemontese. Una bella esperienza di quartiere.

Ciclocaffè

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