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Martedì, 25 Giugno 2024
Milano

Le foto che raccontano tutti i cibi del mondo nei minimarket di Milano

La serie di 25 opere è stata creata dalla fotografa Margherita del Piano che ha immortalato e poi montato in modo del tutto personale gli oggetti gastronomici più identitari della sua città

Iniziato nel 2019 e finito nel 2022, il lavoro di Margherita del Piano, fotografa di origine sarda ma con base a Milano da anni, non è il semplice carosello di “fotine” che si trovano su Instagram, che raccontano gli angoli pittoreschi e internazionali delle nostre città. Del Piano ha voluto documentare tramite la creazione di 25 foto (collage in realtà, scatti realizzati in studio e poi montati con un criterio narrativo) la presenza di cibo internazionale tra le strade di Milano.

Leggere in trasparenza le storie sul cibo internazionale

La cover del libro di Margherita Del Piano

Tutti questi prodotti non sono mai solamente dei cibi, raccontano delle storie, di popoli in viaggio, persino di diaspore” spiega a CitoToday Del Piano “Qui il cibo non serve mai solo a sfamare, serve ad alimentare il senso di identità e di appartenenza. Attraverso un prodotto si possono leggere in trasparenza molte storie che parlano di politica, viaggi, economia, scambio. Quelli che ho girato sono negozi nati magari 30 anni fa a servizio delle comunità internazionali. Adesso, anche grazie al turismo e ai viaggi, ci ritrovi gli italiani che vogliono ritrovare a casa loro i sapori delle vacanze. Senza contare che molti gusti internazionali ormai sono diventati parte della nostra alimentazione”.

I minimarket più importanti di Milano

Una parte interna del libro Cose Buone dal Mondo

Il progetto, si chiama Cose Buone dal mondo, è stato ultimato e pubblicato in self publishing a novembre 2002, tramite un libro, che ha riunito i 25 collage digitali, “fatti da tanti pezzettini di foto” spiega Del Piano. I prodotti sono stati fotografati in still life uno per uno e assemblati insieme con tecniche di elaborazione digitale; dunque, le foto non sono mai scattate nei minimarket, posti che comunque l’autrice ha visitato e conosciuto nei suoi giri di Milano, a partire dai negozietti cinesi che affollano la sua area, ChinaTown. E poi ci sono le comunità sudamericane, indiane e russe. “Alcuni sono dei minimarket che vendono di tutto, altri sono negozi storici. Per esempio Kalinka è un indirizzo dove va tutta la comunità russa di Milano”.  

Una storia intorno a una papaya sciroppata

Il libro verrà presentato presso ADI Design Museum a Milano mercoledì 7 febbraio 2024 alle 18, una buona occasione per entrare in contatto con questi particolari elaborati, che mostrano soprattutto cibo industriale, qualche volta anche junk-food, che è diventato un neo-patrimonio delle città italiane più grandi. Per capire come è stato lavorato il tutto, prendiamo ad esempio l’immagine con la papaya sciroppata: “Fa parte di una serie di prodotti dello stesso marchio con la frutta tropicale sciroppata. Onestamente, li avrei fotografati tutti, perché danno bene il senso dell’esotico, che i cibi internazionali racchiudono. Tutto questo però, in modo prosaico, perché alla fine è un prodotto esotico ma messo in un barattolo, praticamente a portata di mano. La cultura dell’esotico ci attrae molto, ma può diventare anche una tecnica funzionale al consumo, che si ritrova moltissimo nel mondo dei viaggi. Io qui ho unito altri cibi dei minimarket, anche con diverse provenienze, per esempio frittelle e caramelle, composti non in maniera realistica, ma fantasiosa, creando un allestimento intorno all’oggetto”.+La papaya in Cose Buone dal Mondo ph. Margherita Del Piano

La sua peculiarità e la rappresentazione non convenzionale spinge proprio ad andare oltre il semplice cibo, a scoprire qualcosa di più sulla storia del prodotto e sulle mani attraverso le quali è passato. Leggendo le etichette si capirà, ad esempio, che spesso i prodotti gastronomici internazionali sono fatti in Europa e non nelle regioni da cui pensiamo provengano. E anche questa è cultura.

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