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Martedì, 16 Luglio 2024
Milano

Il precursore delle vinerie milanesi in realtà è toscano e vendeva vino sfuso a Siena

Bottega di vino sfuso e tipicità toscane a Siena, il Vinaio di Furio è diventato il marchio per due locali milanesi in Porta Romana e Porta Venezia. Prodotti toscani di qualità a prezzi non eccessivi e il calore delle botteghe di una volta sono stati la chiave del successo

In principio fu una piccola attività di vicinato con vendita di vino sfuso a Siena. Il Vinaio di Furio, fondato da un personaggio locale molto amato, è diventato presto un punto di riferimento per gli abitanti della città. Ma è grazie alla visione imprenditoriale di Giacomo Guidi, coinvolgendo poi anche il suo amico d’infanzia Giulio Marraccini, che è cresciuto e si è evoluto fino a diventare un'azienda di successo che ha conquistato anche Milano.

I due soci - amici Giulio Marraccini e Giacomo GuidiLa storia del Vinaio di Furio da Siena a Milano

Il viaggio de Il Vinaio di Furio inizia a Siena, appena fuori dalle mura del centro storico, dove Furio fondò nel 2009 un’attività di vendita di vino sfuso e prodotti alimentari. Dopo la sua scomparsa, nel 2013, l'attività viene rilevata da Giacomo Guidi: “tutto parte dalla voglia di intraprendere un’attività imprenditoriale per la vendita e la valorizzazione dei prodotti enogastronomici del territorio”, ci racconta. Negli anni, senza mai abbandonare l’identità di bottega autentica e tradizionale, Giacomo e la sorella Elena hanno trasformato il negozio in una meta dove trovare non solo ottimo vino sfuso ma anche chicche gastronomiche che vengono dalle campagne circostanti.

Il Vinaio di Furio a Siena

L’espansione del Vinaio di Furio e l’arrivo a Milano

È nel 2015 che inizia l’attività di espansione: si spostano di qualche civico per aprire in un locale più grande e iniziano a distribuire il vino sfuso nella ristorazione. Il passo successivo? Nel 2017 Il Vinaio di Furio sbarca a Milano. È qui che entra in scena Giulio Marraccini, senese pure lui e amico d’infanzia di Giacomo che nel frattempo si era trasferito nel capoluogo lombardo. Dopo un po’ di ricerche trovano uno spazio che fa al caso loro nella affascinante Via Crema, zona Porta Romana. Così Giacomo raggiunge l’amico, affiancandolo nell’avviamento dell’attività per quasi un anno.

Giacomo e la sorella Elena Guidi

Com’è il Vinaio di Furio a Milano

Si tratta a tutti gli effetti di vinaio rustico toscano, di cui conserva tutta la genuinità. Un locale piccolo con circa 30 coperti all’interno e una ventina nel dehors, ma caldo e super accogliente. Tutto pieno di oggetti che rimandano alla città di Siena, a cui Giulio è profondamente legato. Ci sono stampe sul palio, foto d’epoca e paesaggistiche, magliette della squadra di calcio del Siena, quadri, barberi (tipo biglie di legno) delle contrade, ferri di cavallo e altri oggetti che danno un’identità molto forte al locale. E questo accade non solo nell’ambiente, ma anche nel ruolo di Giulio che è a tutti gli effetti un vero e verace oste che fa gli onori di casa. Motivo per cui, anche a Milano, Il Vinaio di Furio si è fatto un bel giro di clienti fissi che vanno anche solo per il piacere di stare in compagnia.

Il Vinaio di Furio a Porta Romana-2

La proposta del Vinaio di Furio a Milano

L’idea è stata quella di, non solo portare il Vinaio di Furio da Siena a Milano, ma anche di trasformarlo in un ristoro a tutti gli effetti, che Giulio definisce ‘tavola fredda’. L’offerta gastronomica si basa sulle tipicità toscane, in primis taglieri di salumi dell’azienda agricola Rabissi e i formaggi di Santino Corbeddu pastore di Montaperti. In più ci sono tutti piatti pronti da gastronomia che qui vengono solo riscaldati (10-15€): pappa al pomodoro, ribollita, trippa e lampredotto de I’ Trippaio di Firenze, ma anche pici, tordelli, cinghiale umido e pappardelle al cinghiale. “Tutti primi piatti della tradizione toscana vengono fatti per noi da un’azienda di Prato”. Tra le proposte fredde: acciughe sotto pesto, tonno del chianti e tartare di Chianina. Sulla provenienza dei prodotti non ci si sbaglia, arrivano praticamente tutti dalla Toscana fatta eccezione per qualche birra, e il pane.

Questo perché il pane deve essere sempre questo, ma Giulio e Giacomo hanno trovato una soluzione anche a questo: “ci siamo fatti dare la ricetta del classico pane toscano dal Forno di Ravacciano – storica insegna senese – e l’abbiamo tramandata alla Forneria Passeroni che si trova a pochi metri da noi”. La stessa regola sull’origine vale per i vini, tutti rigorosamente toscani, di cui 8 sfusi alla mescita (5€ a calice) e una selezione di circa 25 etichette in bottiglia (19-52€), tutte di piccoli produttori. Oltre al vino, ci sono cocktail classici (6-8€) – dallo Sprizze di Furio al Negroni, Gin Tonic e Americano – e qualche birra.

La sala de Il Vinaio di FurioLa crescita imprenditoriale del Vinaio di Furio

Gli affari vanno così bene che nel 2019 Giulio apre un altro locale a Porta Venezia, in via Pisacane. Questa volta insieme a Marco Serra, socio di questo punto vendita al 50% insieme a lui. Nel frattempo, anche a Siena, le cose vanno a gonfie vele: il punto vendita è stato spostato in una location ancora più grande e hanno implementato con dei magazzini impiegati per la distribuzione di vino in tutta Europa. Il progetto oggi ha raggiunto un tale successo grazie alla capacità dei proprietari di scoprire eccellenze gastronomiche e proporle a prezzi accessibili, supportata da una comunicazione goliardica e da iniziative come gli "aperifurio” e la musica dal vivo.

Un angolo de Il Vinaio di Furio

“Facciamo ricerca dettagliata dei prodotti e offriamo cose buone a prezzi competitivi, per cui sul rapporto qualità/prezzo siamo quasi imbattibili. E poi abbiamo una forte identità”, spiega Giulio. Ci sono comunque altri progetti in vista; infatti, ci confida che non gli dispiacerebbe aprire un terzo negozio nella zona nord di Milano, e soprattutto c’è l’idea di arrivare anche all’estero. “Ci siamo resi conto che il format è vincente; infatti, molti mi chiedono di aprire un locale con il nostro marchio in franchising”. Potrebbe essere questa un’evoluzione futura?

Il Vinaio di Furio

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