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Lunedì, 4 Marzo 2024
Milano

A Milano dopo 15 anni riapre tutto nuovo il ristorante che ha democratizzato la cucina creativa

Matteo Fronduti ha aperto Manna nel 2008, ristorante con cucina d’impronta milanese ma di grande personalità e con il quinto quarto ben presente. La scorsa estate Manna è morto. Dopo 4 mesi è resuscitato. Con tanto di cocktail bar, nuovi spazi e qualche novità in cucina

“Manna chiude. Per sempre”, questa la frase sul post pubblicato sui social del ristorante lo scorso 16 luglio 2023. Scorrendo la seconda foto però, già si capiva che non era un addio quanto piuttosto un arrivederci: “Per sempre, per come lo conosci tu”. Così il patron e chef Matteo Fronduti, che aveva aperto Manna nel 2008, annuncia l’imminente chiusura del 28 luglio, aggiungendo “Però poi tornerà, come ancora non lo conosce nessuno”. Un messaggio un po’ irriverente, in pieno stile Fronduti, dove si annunciava la riapertura prevista per ottobre. Da lì solo un video il giorno dopo la chiusura al grido di “Manna è Morto. Viva Manna” e un post il 2 novembre dove si vede il cantiere. Ma adesso, seppur con qualche settimana di ritardo, possiamo dire che “Manna è tornato”. Dopo 4 mesi di assenza e la festa di riapertura del 30 novembre, riapre ufficialmente al pubblico venerdì 1 dicembre.

Il ristorante Manna prima della ristrutturazione

La storia del ristorante Manna a Milano

Manna ha aperto nel 2008 in Piazza Governo Provvisorio, nella zona nord-est di Milano. Un progetto piuttosto lungimirante di Matteo Fronduti, che fin da subito ha proposto una cucina creativa riletta in chiave super pop, con un linguaggio davvero innovativo per l’epoca. L’obiettivo? Rendere l’alta cucina più accessibile e democratica. Ciò che rende Manna così particolare è il suo chef che, oltre a mettere una firma riconoscibile in ogni suo piatto, si trova spesso in sala a consigliare ai clienti e a prendere le ordinazioni con un fare che alterna l’amichevole e il bonariamente brutale.

La sua filosofia di cucina negli anni si è sempre mantenuta solida, pochi piatti dai nomi originale compongono un menu in cui ai risotti è sempre stato riservato un posto d’onore. Tra i più celebri il Quasi Milano. Riso Carnaroli, zafferano e midollo di bue crudo. Quello che è cambiato, o per meglio dire si è evoluto è la sala, diventata negli anni più calda e accogliente, con un servizio ancora più attento e preciso. Questa è la sua storia, durata fino a qualche mese fa poi hanno deciso di andare in vacanza come recita la frase sul sito: “MANNA è chiuso. Siamo in vacanza. Rimarrà chiuso più del solito perché stiamo facendo cose. Ci rivediamo a ottobre. Che giorno? Chi lo sa”, su uno sfondo con una bagnante che legge il giornale.

Lo chef Matteo Fronduti

Chi è lo chef Matteo Fronduti

Classe 1980, nato a Rho nella periferia milanese, Fronduti fa diverse esperienze in ristoranti stellati per poi aprire il suo Manna. Noto per il suo carattere all’apparenza un po’ burbero e molto distinto, uno non scende a compromessi - da apprezzare proprio per questo - e poi per aver vinto la prima edizione di Top Chef Italia nel 2016. Nel celebre programma in onda sul Nove, Matteo batte in finale il collega Matteo Torretta vincendo 50.000€, con un menu molto spinto conquistando la giuria pluristellata del programma composta da Annie Feolde, Mauro Colagreco, Moreno Cedroni e Giuliano Baldessari. Dopo la televisione ha dichiarato che i clienti del ristorante hanno avuto un’impennata del 300%. Alla televisione Fronduti non ci è arrivato a caso anzi, ha affrontato casting su casting perché aveva intuito la potenza di questo strumento e lui aveva un obiettivo ben preciso: aumentare la visibilità del ristorante… e, a quanto pare, ci è riuscito.

Il nuovo bancone del cocktail bar di Manna

La (ri)apertura di Manna e il nuovo cocktail bar

“Semplicemente rifacciamo Manna. Cambiamo tutto, per non cambiare niente”, questa era la premessa con cui ci avevano lasciati. Ma effettivamente è cambiato qualcosa? Decisamente sì. Manna è nuovo, innanzitutto nell’ambiente: gli spazi sono stati rivoluzionati, la cucina è molto più grande e si intravede da una delle due sale, il legno del pavimento si è trasformato in piastrelle grigio scuro, dello stesso tono di pareti, tavoli e boiserie. Il verde ritorna nelle sedie, le lampade sopra i tavoli sono diventate nere e anche il soffitto ha cambiato faccia. E poi c’è una nuova cantinetta in sala.

Il bartender di Manna Mattia Mizzi

Ma la grande novità è il cocktail bar che si trova proprio appena entrati dal nuovo ingresso del locale, una parte che prima non esisteva (acquisita in seguito) completamente dedicata alla mixology e che vedrà dietro il bancone Mattia Mizzi, bartender prima in forze da Rita. “Il bar lavorerà a due velocità. In maniera autonoma con uno spazio dedicato da 8 posti a sedere dall’aperitivo alle 18 fino alla chiusura alle 1. E poi in simbiosi con il ristorante, quindi ai tavoli si potrà ordinare direttamente dalla cocktail list studiata da Mizzi”. Il pairing quindi potrà essere fatto esclusivamente con il vino, esclusivamente con i drink in formato mini, oppure un mix di entrambi. Gli orari sono rimasti quelli di sempre, aperti a pranzo e a cena con la stessa proposta, e per pranzo rimane la possibilità del business lunch con due piatti a 25€. Anche lo staff è rimasto lo stesso, ma questa volta con le scarpe di Adidas (frutto della nuova collaborazione con il brand).

La nuova sala

Cosa si mangia nel nuovo Manna, i menu e i prezzi

“Prima avevamo solo il menu alla carta 4x4, ovvero 4 piatti per portata, adesso l’abbiamo ristretta portandola a 3 antipasti (16-18€), 3 primi (18-19€), 2 risi (17-18€), 3 secondi (22-26€), formaggi e 3 dolci (10€). Ma abbiamo inserito i menu degustazione”, ci racconta Matteo Fronduti. Saranno tre percorsi differenti: il Menu 15 (76€), dove 15 sta per 15 anni che è il tempo trascorso da quando questi piatti sono entrati in carta (che quindi diventerà 16 nel 2024 e così via). “Sono i 4 piatti che facciamo da più tempo, quelli storici, che non volevo più tenere in carta ma non potevo toglierli per ovvie regioni di affezione”. Qui troviamo lo storico Uovo affogato, purea di patate 1:1 e salsa al vino rosso e il celebre Riassunto di Bollito.

Uno dei cocktail di Manna

Poi il menu L’altro da 6 corse (94€), un po’ più strutturato e “con qualche azzardino”. Esempi? Il Cavolfiore arrosto, liquirizia, acciughe, uvetta e dragoncello e la Minestra di molluschi e crostacei, bacon, latte e aneto. Infine il più iconico da 8 piatti che si chiama Porcherie (112€), “quello con intestini, budella, abbinamenti sbagliati e gli eccessi”, che inizia con la Battuta di cuore, nocciole, senape e erba ostrica, e termina con lo Spaghetto in bianco. Inoltre, ci sarà un menu dedicato esclusivamente all’aperitivo (dalle 18 alle 20), con una piccola proposta in abbinamento ai cocktail. Insieme ai drink arriva comunque “un piattino con un pezzo di porco, un pezzo di pane, olive e arachidi”

Manna
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