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Martedì, 27 Febbraio 2024
Milano

A Milano si sono inventati il primo delivery che consegna solo pane artigianale

Si chiama Pawi ed è una startup di delivery in cui il pane è l’unico protagonista. Selezionano panifici di qualità in città, ritirano le pagnotte crude dagli artigiani e le cuociono presso il loro hub al momento dell’arrivo dell’ordine. Così il pane viene consegnato caldo

Ormai con un click è possibile farsi recapitare a domicilio qualsiasi cosa: dalla colazione alla spesa, dalla cena alla frutta. Ma il pane, o meglio il buon pane artigiano, è una categoria che ancora si fa fatica a trovare. “Quante volte capita di tornare a casa e sentirsi chiedere: ‘hai comprato il pane?’. E puntualmente l’hai dimenticato, il forno era già chiuso quando sei uscito da lavoro oppure c’era troppa coda”, spiega il founder di Pawi Domenico Mazza. E allora succede spesso di accontentarsi del pane del supermercato, del pane in cassetta confezionato o peggio ancora di sostituti del pane come gallette e crackers. L’idea di Pawi parte proprio da qui: “valorizzare l’artigianalità del pane dando l’opportunità al commerciante locale di estendere il suo business e al consumatore di usufruire facilmente di un prodotto di alta qualità con la comodità del delivery”.

L'hub di Pawi in Corso di Porta Vigentina

L’arrivo di Pawi a Milano: la prima app delivery di pane

“Il progetto è nato perché in famiglia siamo tutti amanti del pane, a partire da mia figlia di un anno e mezzo. Il nome infatti, l’ha inventato lei. Dopo mesi e mesi a pensare una sera mi ha detto: papà comprato pawi?”, racconta Domenico a CiboToday. E così, dopo 18 mesi per mettere a punto la start up, creare l’app (Domenico è un esperto di informatica), trovare un hub e i fornitori, il servizio di Pawi è ormai attivo da i primissimi giorni del 2024. Ma Pawi non è una dark kitchen, o meglio non lo è del tutto. “Noi non facciamo il pane, l’obiettivo è quello di creare un network di produttori nelle città che garantiscano una fornitura di pane anche per noi”. Per adesso hanno 4 partner: Egalitè, Tone – Bread Lab, GustaMi e Ticozzi. Ciò che differenzia questa start up dagli altri food delivery è che non disturba il lavoro quotidiano dei forni e delle panetterie poiché ritira in un'unica volta al mattino le pagnotte crude e le cuoce nel proprio hub di Corso di Porta Vigentina 32. Perciò i commercianti non hanno nessun ordine da gestire direttamente, l’unico onere è quello di preparare un po’ di impasto in più.

Le pagnotte di pane crudo che arrivano da Pawi

Come funziona Pawi

Pawi ordina il pane dai propri fornitori due giorni prima e ogni mattina le forme di pane arrivano presso l’hub. Qui viene fatto nuovamente lievitare, poi precotto e conservato fino al momento in cui ricevono l’ordine. “Il pane conservato così può durare anche 2 o 3 giorni ma noi vogliamo dare solo quello di giornata. Per l’invenduto stiamo creando una rete di ristoranti”, spiega Domenico. I clienti scelgono la tipologia di pane tramite l’app e finalizzano l’ordine. A questo punto viene ultimata la cottura e nel giro di mezz’ora arriva a casa (nel raggio di 2,5 km) appena sfornato e tiepido. I fattorini di Pawi consegnano il pane  nella fascia oraria prescelta con gli scooter elettrici. Oppure, i clienti possono scegliere di ritirare il proprio ordine presso l’hub, ma sempre pagando online. Inoltre, sull’app si ha la tracciabilità completa: chi è il produttore, quando è stato fatto l’impasto dal forno, quando è arrivato da Pawi, gli ingredienti e gli allergeni.

il Pane Campagne

I prodotti offerti da Pawi e i progetti futuri

Sull’app di Pawi attualmente di può scegliere tra una decina di tipologie di pane diverse alla volta che cresceranno e andranno anche ad alternarsi. Si può scegliere tra la pagnotta da 250 o da 500 grammi, “abbiamo optato per questi formati non troppo grandi perché trattengono meglio il calore e così arriva il pane a casa ancora caldo. Inoltre, vogliamo riavvicinare le persone al piacere di avere un buon pane fresco a casa ogni giorno, per questo proponiamo formati non troppo grandi”. Si va dal Pane Campagne di Egalitè (12€ al kilo), il più classico pane rustico, al tradizionale Pane clandestino di Tone, per arrivare a proposte più particolari come il low carb fatto da Ticozzi (15€ al kilo), quello alla canapa e saraceno (12€ al kilo), il toscano senza sale e il Pane Scully & Mulder (12€ al kilo), entrambi di Tone. E poi ci sono i vari aromatizzati: alla curcuma, alle ortiche, limone e zenzero (perfetto con burro della Normandia e acciughe, ma anche con la marmellata!). GustaMi invece, fornisce quello alle olive e quello alla carota viola (12-16€ al kilo). Come si può notare prezzi non economici, corrispondenti alla qualità del prodotto e alla comodità di farselo recapitare a casa.

Oltre al pane si possono acquistare una serie di prodotti da dispensa abbinabili al pane, in altre parole il companatico sia dolce che salato: olio EVO classico e aromatizzato al bergamotto, salse e patè di verdure da spalmare, passata di pomodoro, sottoli, sac à poche con ‘nduja di Spilinga, marmellate, composte artigianali “Tuttafrutta” di Stringhetto e la crema di nocciole. E poi i taralli pugliesi di Cannito. “Più avanti vorremmo fare anche delle box con l’impasto crudo della pizza, qualche buon ingrediente per farcirla e la ricetta tutorial per farla a casa”. Insomma, i progetti per il futuro sono tanti ed entro la fine del 2024 Domenico ci anticipa che l’intenzione è quella di aprire altri due hub: “abbiamo già individuato le zone d’interesse per coprire tutta l’area di Milano: Repubblica e Citylife. E poi vorremmo espanderci in altre città, forse anche in altri paesi, e diventare una garanzia per il pane". Quello artigianale e di qualità.

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