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Martedì, 18 Giugno 2024
Milano

A Milano la storica rosticceria di quartiere riapre grazie a un dream team di investitori

Rosticceria Palazzi, storica gastronomia vicino Corso Buenos Aires, riapre grazie ai fondatori di Tannico e allo chef Matias Perdomo e soci. Ricette della tradizione e la possibilità di fare l’aperitivo al bancone

Rosticceria Palazzi è una vecchia gastronomia di quartiere, aperta nel 1992 a Milano in Via Plinio. È stata gestita per oltre 30 anni dall’omonima famiglia fino a questo momento, che segna un nuovo corso grazie a una cordata di ristoratori e imprenditori. Infatti Rosticceria Palazzi apre oggi 3 febbraio 2024 con una nuova veste che non va però a snaturare l’essenza delle gastronomie di un tempo, concepite per l’asporto. Dietro la rinascita c’è Marco Magnacavallo e Juliette Bellavita, co-fondatori di Tannico l’e-commerce leader nel vino poi ceduto, e il super chef Matias Perdomo insieme ai soci Simone Press e Thomas Piras, anche sommelier. A cucinare nella nuova Rosticceria Palazzi, la chef Arianna Consiglio precedentemente in forza da Exit Pastificio Urbano, brand di Matias Perdomo e soci.

La nuova Rosticceria Palazzi

Rosticceria Palazzi: la rivincita della gastronomia di quartiere

Ma come è nata l’idea di (ri)aprire una storica gastronomia di quartiere? “L’idea è venuta perché ci siamo resi conto di un particolare momento del mercato in cui le rosticcerie erano bloccate. Nessuna evoluzione, nessun cambiamento” ci spiega Marco Magnacavallo. E se infatti vinerie, enoteche, trattorie sono evolute inglobando nuovi format e modelli imprenditoriali, le rosticcerie sono rimaste ferme sullo stesso punto. Con un boom tra gli Anni ’70 e ’80, Milano risulta costellata di questi negozi di alimentari che vendono pasta fresca, salumi, formaggi e prodotti di gastronomia, senza però una vera e propria trasformazione da quegli anni. “L’occasione è arrivata con questa rosticceria storica, chiusa da poco a causa della morte del suo proprietario, il signor Palazzi”, così Marco Magnacavallo, che abita in zona, è venuto a contatto con la moglie che le ha ceduto l’attività. “Abbiamo ovviamente mantenuto il nome, in ossequio alla sua storia. E anche perché gli anziani del quartiere ci lincerebbero se provassimo a modificare qualcosa” continua Juliette Bellavita che si è anche occupata del restyling del locale mantenendo lo stile retrò.

I mondeghili

Cosa si mangia alla Rosticceria Palazzi e l’ingresso dell’aperitivo

La nuova Rosticceria Palazzi rimane nel solco della tradizione, cercando di aggiornare e modernizzare la fruizione di posti come questi. “Non viene snaturata la funzione d’asporto classica della rosticceria, con i piatti tipici della tradizione gastronomica italiana. Abbiamo però aggiunto un bancone con posti a sedere per poter bere un calice di vino e mangiare qualcosa” racconta Juliette Bellavita che proprio nel consumo all’interno del locale vede l’evoluzione di questo format. Non si tratta di un semplice aperitivo, perché in realtà il concetto che si vuol far passare è quello di poter consumare a tutte le ore mangiando qualcosa o bevendo un calice di vino mentre si aspetta il proprio turno.

Il cocktail di Rosticceria Palazzi

Da Rosticceria Palazzi tutti i giorni dalle 10:30 alle 21.30 troverete tra i 15 e i 20 piatti, più delle ricette che cambiano giornalmente. Vitello tonnato, insalata russa, polpo e patate, lasagna, parmigiana, gnocchi alla romana, cannelloni, mondeghili, pollo arrosto, tra gli immancabili della gastronomia. E in onore della vecchia gestione viene anche mantenuto il forno a legna che servirà pizze in teglia. “Vogliamo mantenere prezzi bassi e popolari, nonostante una materia prima eccellente proveniente dalla rete di distributori e produttori che conosce Matias Perdomo”, racconta Marco Magnacavallo. La cantina vanta più di 80 referenze tra vini naturali e convenzionali e c’è anche il cocktail della casa, ovvero Campari e vino bianco. E ora l'apertura: “Attendiamo tutti, soprattutto i vecchi clienti della Rosticceria Palazzi il cui giudizio è sicuramente importantissimo per noi”. Che sarà una nuova era anche per le rosticcerie?

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