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Giovedì, 18 Aprile 2024
Milano

Storia della Fiera degli Obej Obej di Milano. Cosa si mangiava (e non si mangia più)

La fiera di Milano più antica di tutte, frutto di una lunghissima tradizione che si rinnova ogni anno dal 1510 nei giorni di Sant’Ambrogio. Ecco la storia, le origini e il perché del nome

Tradizione vuole che, nei giorni del ponte di Sant’Ambrogio – il santo patrono del capoluogo lombardo – nei pressi del Castello Sforzesco di Milano si riuniscano centinaia e centinaia di espositori per i mercatini natalizi della città. Anche quest’anno torna quindi la Fiera degli Obej Obej, dal 7 al 10 dicembre, con stand che vendono oggetti e cibi di ogni tipo. Ma se oggi è l’atmosfera natalizia a fare da padrona, questo evento era nato con tutt’altre intenzioni.

Le bancarelle di Natale

La storia della Fiera degli Obej Obej e perché si chiama così

Gli Obej Obej sono una delle più antiche tradizioni meneghine, le cui primissime notizie in merito risalirebbero addirittura al 1288, quando questa festa in onore di Sant’Ambrogio si svolgeva nella zona di Santa Maria Maggiore, una delle primissime chiese di Milano, la più importante prima della costruzione del Duomo. Ma le origini della festa sono da collocarsi qualche secolo più tardi, nel 1510, quando arrivò in città Giannetto Castiglione, il primo Gran Maestro dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro di Casa Savoia. Era stato mandato da Roma nella città meneghina da Papa Pio IV, con un lungo corteo di guardie papali e nobili, con il compito di riportare i cittadini ambrosiani sulla strada della fede e della devozione verso i Santi che pareva essersi affievolita.

Giannetto, dopo un lungo ed estenuante viaggio a bordo del suo carro arrivò alle porte di Milano. Era il 7 dicembre, il giorno di Sant’Ambrogio, data in cui si ricordava l’elezione vescovile del santo avvenuta nel 374. Poiché temeva di non essere ben accolto dal popolo, che aveva sempre manifestato una certa antipatia nei confronti del Papa, decise di fare il suo ingresso distribuendo dolciumi e giocattoli ai bambini. Il corteo quindi raggiunse la Basilica di Sant’Ambrogio in trionfo con una folla in festa. E il nome attuale della fiera deriva proprio dalle esclamazioni piene di gioia dei più piccoli che avevano apprezzato i doni al grido di "Oh bej! Oh bej!", che in italiano significa appunto "Oh belli! Oh belli!". Giannetto Castiglione si assicurò così la popolarità tra i milanesi, realizzando la missione incaricatagli dal Papa. Da allora, ogni anno nel periodo di Sant’Ambrogio si iniziò ad organizzare la fiera degli Obej Obej durante la quale c’erano bancarelle di vestiti, giocattoli e soprattutto prodotti gastronomici. Tra i più venduti c'erano le mostarde, il castagnaccio e i tipici firòn, cioè la versione lombarda delle collane di castagne secche.

Foto storica della vendita dei tipici firòn

Cosa sono i firòn, le collane di castagne che venivano vendute durante la Fiera degli Obej Obei

La traduzione sarebbe quella di “filoni”, si tratta di castagne che venivano affumicate lentamente al forno ancora con la buccia e coperte da sacchi di juta umidi. Poi venivano infilate in lunghi spaghi usando un ago da calzolaio. Un prodotto tipico delle feste paesane autunnali e invernali, soprattutto della fiera degli Obej Obej di Milano, durante la quale apparivano in città i venditori di castagne, i Firunàt con al collo queste lunghe collane di castagne infilate, che per interessare i possibili acquirenti modellavano con forme di ogni tipo. I firòn quindi venivano acquistati in queste ricorrenze, per poi essere appesi in cucina e consumati nel tempo. Il sapore pare che fosse simile a quello del cioccolato,  per questo erano considerati dei dolci, anche molto apprezzati dai bambini.

La Fiera degli Obej Obej in Piazza Sant'Ambrogio negli anni '80, foto di L. Villani

La Fiera degli Obej Obej di Milano oggi

In principio gli Obej Obej si svolgevano in Piazza dei Mercanti, è solo nel 1886 che la fiera fu spostata in Piazza Sant’Ambrogio, proprio di fianco all’omonima basilica. Qui è rimasta per 120 anni, poi nel 2006 fu nuovamente trasferita lungo il Foro Bonaparte, intorno al Castello Sforzesco. Uno spazio di 25.000 metri quadrati dove ogni anno si radunano circa 400 espositori. Ma se in origine le bancarelle erano principalmente di prodotti di tradizione lombarda e artigianali, oggi si è un po’ persa questa tipicità. Adesso è piuttosto l’atmosfera natalizia la grande protagonista, che negli anni ha identificato questa fiera come dei veri e propri mercatini natalizi di Milano che per 4 giorni animano la città (dalle 8.30 alle 21). Ciò che è rimasto invariato è che si possono trovare e acquistare oggetti di ogni tipo: dai libri alle stampe, dai fiori ai giocattoli, ma anche dolci e prodotti enogastronomici da comprare o da mangiare sul momento, come le immancabili caldarroste e il vin brulè.

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