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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Milano

Nel concept store di design più grande di Milano c’è un ristorante cingalese

Si chiama Tanishka e lo gestisce un giovane cuoco di soli 24 anni che viene dallo Sri Lanka, Milan Hitihamy. Propone ricette tipiche cingalesi insieme a piatti che mixano oriente e occidente, per una storia di integrazione che parte dalla cucina

Scoperte in periferia. All’interno di uno dei più noti e grandi negozi di design e arredamento a Milano, ovvero Cargo in via Meucci in zona Crescenzago, c’è un ristorante di vera cucina srilankese. Si chiama Tanishka e a gestirlo un giovane cuoco, Milan Hitihamy, di anni 24 arrivato in Italia direttamente dallo Sri Lanka. In tavola i piatti tipici di questa colorata e affascinante nazione a sud del continente indiano, con un mix inedito che guarda anche alla cucina italiana. Milan è un ragazzo che ha fatto sacrifici e grazie alla cucina ha trovato la sua strada, fatta anche di riscatto sociale ed emancipazione. Lo abbiamo sentito per farci raccontare direttamente di questo ristorante aperto da un anno all'insegna della cucina cingalese.

Taniska

Tanishka: dalla Sri Lanka a Milano, la storia di Milan

Sono arrivato a Milano dallo Sri Lanka perché tutta la mia famiglia era qui. Sono stati anni difficili perché non parlavo la lingua. Ho studiato molto frequentando l’Istituto Alberghiero Vespucci che mi ha fatto appassionare a questo mondo e trovare la mia strada” ci confida Milan che nella sua nuova vita a Milano ha superato molte difficoltà iniziali. “Ho iniziato a cucinare per le suore di San Basilio, in via Magistretti, le aiutavo negli eventi perché loro hanno aiutato me dandomi un posto dove stare, quando parte della mia famiglia è tornata in Sri Lanka” aggiunge. Poi la formazione alberghiera, le stagioni negli hotel a 5 stelle, soprattutto a Madonna di Campiglio e Bordighera, fino al ritorno nel 2019 a Milano.

Non avevo mai lavorato in un ristorante vero e proprio, solo nelle cucine di hotel. A Milano l’occasione si è presentata da Le 9 Scodelle, in Viale Monza” qui Milan impara molto della cucina cinese ma anche italiana grazie allo chef Alberto De Marchi, che segue al ristorante Wonton in zona Porta Venezia. Poi la chiusura a causa del Covid e l’arrivo da Cargo, dove prima gestisce Yamtcha, sempre della stessa proprietà de Le Scodelle, con cucina tradizionale cinese poi trasformato in Tanishka. “Mi hanno dato carta bianca per il mio progetto. L’occasione della vita che non potevo sprecare” conclude Milan.

Un dettaglio della sala di Tanishka

Cosa si mangia da Tanishka, locale di cucina cingalese a Milano

Ma cosa vuol dire Tanishka? “È semplicemente uno dei miei 4 nomi” ride Milan aggiungendo che Tanishka significa anche unione, stare bene con le persone, quindi un augurio per chi varca la soglia di questo ristorante. “Propongo i piatti tipici della cucina casalinga cingalese, quella che ho conosciuto fin da bambino guardando mia mamma lavorare in cucina” una cosa non tipica per i ristoranti srilankesi a Milano che invece propongono una cucina ibrida tra Cina e India, ci dice Milan. “Non bisogna mai confondere la cucina dello Sri Lanka con quella indiana: la prima è più delicata, ci sono meno salse, non si usano tante spezie come il cumino e il coriandolo che invece vengono utilizzati in India, e non usiamo i latticini nelle preparazioni” tende a precisare visto la confusione che si genera sul tema.

Il batmule, piatto tipico cingalese

Tanishka è aperto sempre a pranzo mentre a cena solo su prenotazione il giovedì, venerdì e sabato “perché devo fare i conti con i prodotti e le materie prime, che mi arrivano dallo Sri Lanka” afferma Milan. Il menu del pranzo cambia mensilmente: 2 piatti tradizionali cingalesi e 5 piatti che sono invece un mix tra Oriente e Occidente. “Tra i piatti cingalesi tradizionali c’è il batmule un piatto composto da riso basmati, poi c’è sempre una verdura cotta, una cruda e un legume cucinato nel latte di cocco. Può essere a base di carne, verdure o di pesce. Si completa con una cialda di pane tipica, il papdan, che si sbriciola sul piatto per poi mischiare”. Oppure il kottu, una piadina fatta in casa e poi tagliata con la mannaia, saltata con uova, cipolle, carote, e sfumata con brodo di gallina piccante, tagliata grossolanamente e con l’osso alla maniera dei paesi orientali. Prezzi che vanno dai 14 ai 20€.

Un viaggio culinario nei sapori dello Sri Lanka

A cena invece il viaggio è nelle ricette più ortodosse di questo paese: oltre al batmule (25€) e il kottu (22€) curiosa la selezione di fritti che prende spunto dagli snack serviti nei treni cingalesi. “Quando si viaggia in treno vengono serviti dei piccoli bocconi fritti: polpette di carne, pesce, cialde di riso, che io servo con salse home made molto piccanti” ci racconta Milan oltre al fatto che qui si può mangiare tutto con le mani secondo la tradizione dello Sri Lanka, anche se non mancano le posate. I ragazzi che lavorano hanno in medi 18 anni e vengono tutti dalla scuola alberghiera Vespucci, dove ha studiato Milan, per offrire un momento di crescita e confronto. Una bella storia che parla di integrazione partendo dalla cucina.

Tanishka

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