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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Milano

Una blogger e una scrittrice hanno inventato i ritiri gastronomici. Weekend dedicati al cibo

Appuntamenti in giro per l’Italia dove per un weekend si cucina, si fanno corsi gastronomici e attività sul territorio. L’idea è della blogger e cuoca Myriam Sabolla e della scrittrice Sara Porro, partendo dalle ricette dello chef Yotam Ottolenghi

Con il termine retreat si indica solitamente un ritiro di tipo spirituale, molto spesso associato alla pratica dello yoga o meditazione. Una pausa dai ritmi della vita, condividendo esperienze in luoghi ameni e bucolici con altre persone con la stessa passione. Da qui che è partita Myriam Sabolla, in arte The Food Sister: food blogger milanese, content creator, cuoca e anche fondatrice dei ritiri a tema gastronomico. Insieme alla scrittrice Sara Porro, l’idea è quella di portare gli appassionati a condividere per alcuni giorni corsi tematici, lezioni di cucina, esperienze territoriali in giro per l’Italia. “I nostri ritiri hanno però un tema fondamentale: sono ispirati alla cucina di Yotam Ottolenghi, cuoco britannico di origini israeliane e tra i padri della cucina vegetale moderna”.

Myriam Sabolla a destra e Sara Porro

La storia di Myriam Sabolla: da social media manager a cuoca

Mi sono occupata di comunicazione del cibo per 12 anni, lavorando come social media manager e poi come responsabile della comunicazione di California Bakery e altre realtà” ci racconta Sabolla. Poi nel 2015 sente la necessità di sviluppare qualcosa di più concreto e si butta nella cucina, sua passione da sempre, diplomandosi alla scuola di Joia il ristorante vegetariano e vegano dello chef Pietro Leemann. “Nel frattempo ho anche frequentato un corso da Professional Organizer, che aiuta a organizzare le persone nella gestione delle proprie mansioni quotidiane. E ho continuato parallelamente a creare contenuti digitali rivolti a chiunque volesse imparare a cucinare. Sia privati che aziende”. È inoltre anche una scrittrice con all’attivo due libri: Mangia bene, lavora meglio edito da Cairo nel 2021, e La Stagione Vegetale di Slow Food Editore nel 2022.

Myriam Sabolla durante il ritiro a Matera

Poi l’incontro con Sara Porro, scrittrice di libri enogastronomici e penna per diverse testate italiane come La Repubblica, Amica, Corriere della Sera. “Abbiamo capito di avere una passione comune: la cucina vegetale di Yotam Ottolenghi, per noi grande fonte di ispirazione”, e da qui l’apertura di un canale Telegram dedicato alle sue ricette. Ottolenghi è uno dei cuochi più famosi d’Inghilterra, di origini israeliane, che negli anni ha costruito un vero e proprio impero. Imprenditore, scrittore, personaggio televisivo, Ottolenghi comunica un’idea di cucina che parte dal vegetale e lo compone di spezie e sapori dal bacino del Medio Oriente e del Mediterraneo.

Il retreat a Matera

Il retreat gastronomico in Italia: come funziona

Tutto è partito a ottobre 2023, con il primo retreat a Matera al quale è seguito uno a Borgoluce nelle colline del Prosecco veneto. “Ora saremo a Teggiate sulle montagne vicino Madesimo, per poi andare sul Lago di Garda a luglio e successivamente in Sardegna” ci spiega Sabolla. L’idea di base è condividere un weekend, da venerdì a domenica, insieme a persone che non si conoscono ma che hanno gli stessi interessi. “Ci sono due corsi al giorno, uno di panificazione e uno di fermentazione con temi sempre diversi”, a cui si aggiungono due lezioni di cucina. Infatti le cene e il brunch della domenica vengono preparate dai partecipanti “prendendo spunto dal ricettario di Ottolenghi. Si fa il babka, il pane lavash, la shakshuka che è un piatto ebraico molto speziato con pomodoro e uova, l’hummus con condimenti diversi e tantissimi piatti vegetariani”. Ci sono anche delle attività sul territorio, volte a scoprire il posto che le ospita: “A Teggiate faremo foraging con una guida esperta e utilizzeremo le erbe spontanee per creare il kombucha” continua Myriam Sabolla.

Corso di panificazione nel retreat-2

Il prezzo del retreat varia molto a seconda della struttura: “Può andare dai 300 ai 500 euro per tre giorni tutto compreso, e dipende anche molto dal tipo di camera che si vuole scegliere”. Inoltre nel costo sono compresi i corsi di cucina, le attività, i laboratori, pranzi e cene. Con una speranza nel futuro: “Vorremmo creare una vera e propria community di appassionati e sviluppare i nostri ritiri anche nei luoghi più vicini alla cucina di Ottolenghi. Come Madeira in Portogallo o il Marocco”.

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