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Sabato, 24 Febbraio 2024
Napoli

Bop. Il posto a Napoli che fa i ravioli cinesi con ripieni napoletani

È diventato un punto di riferimento per la città di Napoli con la sua proposta di dumpling cinesi dai ripieni più eccentrici. Siamo andati a capire com’è

Bop Dumpling, nomen omen, è un piccolissimo locale senza coperti, senza menu scritto (e fino a pochi mesi fa senz’acqua, si beveva solo birra), nel centro esatto tra i quartieri Avvocata e Arenella a Napoli, precisamente in via Caracciolo 47. Luca Affatato, partenopeo doc, conosciuto ormai come Luca Bop, ne è titolare, chef e anche social media manager. Aperto nel settembre del 2021, il locale offre solamente dumpling, ravioli cinesi ripieni di carne, pesce e verdure. 

Un ritratto di Luca Affatato ph. Francesco Sammarco

Quando mi chiedono perché ho scelto di vendere dumpling a Napoli rispondo in modo semplice: mi serviva un contenitore versatile, dal gusto neutro e facile da preparare per poter inserire i miei ripieni speciali” ci ha spiegato Luca. Dunque la pasta dei ravioli si fa scrigno e mezzo di espressione di una stravaganza che si traduce in ripieni molto napoletani, ma anche ispirati alle cucine orientali, cinese, giapponese, thailandese e indiana. Luca li serve solamente cotti al vapore, impostando un timer di 9 minuti esatti per ogni vaporiera.

Bop Dumpling a Napoli: ravioli cinesi, ripieni stravaganti

Non esiste menu, Bop è un posto molto anarchico, però ogni settimana compare nelle stories del suo profilo Instagram l’offerta della settimana: i ripieni cambiano spesso, ogni cinque o sei giorni, dipende dalla fantasia di Luca e dagli ingredienti che riesce a reperire. Così, una settimana ci sono i dumpling con ripieno di pollo e tofu fermentato, di coratella con curry, di chimichurri, di carnitas argentine; un’altra, i gyozellini, ovvero gyoza (ravioli di carne giapponesi) al gusto tortellini con ripieno di mortadella e parmigiano; un mesetto fa si poteva assaggiare un dumpling con ripieno di lumachine al formaggino MIO, grandissimo feticcio per gli amanti dei sapori infantili.

A volte gli arrivano ingredienti difficili da reperire, come la morcilla di Burgos, una sorta di salsiccia di sanguinaccio e carne di maiale, o le umeboshi (prugne salate giapponesi) o il fagiolo Mungo (legume conosciuto anche come soia verde). Ovviamente, senza dimenticare che siamo a Napoli, si possono trovare anche dumpling con salsiccia e friarielli, zuppa forte (sugo di pomodoro e frattaglie di maiale), pizzaiola e persino cicoli e ricotta.

Quanto costano i ravioli di Bop Dumpling a Napoli

L'esterno di Bop Dumpling ph. Francesco Sammarco

Ad accompagnare le proposte sempre diverse, Luca propone dei pezzi fissi, i suoi cavalli di battaglia: il classico gyoza, il dumpling con ripieno di char siu (preparazione d’origine cantonese che prevede la cottura della carne di maiale su una brace appesa a un uncino), il dumpling con baccalà mantecato e limone e infine quello ripieno di agnello piccante. Fa tutto a mano, dalla pasta ai topping. Dello staff fanno parte anche Paola, che lo aiuta a chiudere la sfoglia, e Antonio alla cassa che prende le ordinazioni. Costano 1,50€ al pezzo e ogni ripieno ha una chiusura di sfoglia diversa, così da distinguerli. Il venerdì, Luca propone la formula “omakase”: dumpling scelti da lui a sorpresa più una birra su cui c’è grande attenzione. Da Bop si trovano birre dal gusto acido, affumicato o agrumato, da accompagnamento ai sapori molto forti o molto piccanti dei ravioli.

L'ispirazione dei ravioli 

Si tratta di un luogo conviviale, nonostante sia sprovvisto di sedute, dove si mangia per strada in ciotoline di carta riciclata ed esclusivamente con le bacchette. Si potrebbe dire che Bop sia una sorta di taverna informale alla Yaro Abe, mangaka della fortunata serie di fumetti “La taverna di mezzanotte – Tokyo Stories”, resa famosa da un’omonima serie Netflix.  Lo conferma Luca stesso: “Ho visto la serie per la prima volta in pandemia e me sono innamorato. Provenivo già da una lunga esperienza come chef, ho sempre lavorato nella ristorazione, ma volevo qualcosa di mio. Così, complice il lockdown, ho iniziato a consegnare i ravioli a casa delle persone col motorino. Hanno avuto così tanto successo che aprire un locale è stato il passo successivo”.

Gli esterni interni del locale ph. Francesco Sammarco

E poi c’è una selezione musicale che rispecchia l’animo estroso di Luca. “L’ho chiamato Bop perché prima facevo musica. Avevo scelto il nome Bop Singlayer, per assonanza col ben più famoso Bob Sinclair. L’amore per la musica mi è rimasta e quindi ho deciso di portare in questa nuova avventura un po’ del mio passato” ci racconta a conferma del suo talento e del carattere estroso, rispecchiato alla perfezione in piccolo e in grande, in un raviolo come nell’affetto dei suoi clienti. Un mix esplosivo di musica, tradizioni culinarie asiatiche e creatività napoletana.

Bop Dumpling
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