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Martedì, 25 Giugno 2024
Napoli

A Napoli si torna a fare la pizza nell’antico forno del bosco di Capodimonte

È tornato a cuocere pizze un pezzo di storia del GiardinoTorre, dove i progetti di ristorazione crescono portando qualità e produttori

La pizza napoletana arriva nel "GiardinoTorre", uno dei luoghi più belli del Bosco di Capodimonte, straordinario e antico polmone verde della città di Napoli. È qui infatti che, secondo la storia (o la leggenda), si trova il forno in cui sarebbe stata cotta la prima pizza napoletana, preparata per la regina Margherita nel 1889 dal pizzaiolo Raffaele Esposito della Pizzeria Brandi, una sorta di mito fondante di cui, attualmente, viene contestata la veridicità. In ogni caso oggi, dopo un'attenta e lunga opera di restauro, il forno è tornato perfettamente funzionante.

La restaurazione dell’antico forno di Capodimonte

Sylvain Bellenger, vulcanico direttore uscent del Museo e Parco di Capodimonte, non nasconde la soddisfazione per la prodigiosa operazione di recupero e restauro: "Il Giardino Torre” dice al microfono di CiboToday “era il giardino e l'orto della corte dei Borbone, una corte molto raffinata". E sono sinceramente emozionati i pizzaioli di DelizieReali Scarl, la società che per i prossimi 20 anni avrà in gestione l'intera struttura, dopo aver vinto un bando europeo, nell'impastare e lavorare di pala e legna con questo eccezionale reperto. "È un tipico forno a legna artigianale napoletano” spiega Salvatore De Rinaldi che, con il figlio, prepara pizze rigorosamente dell'antica tradizione con uno strumento “costruito interamente a mano. La struttura è in terracotta, dunque mattone refrattario. L'unica differenza è la forma della volta esterna, perché oggi i forni sono un po' più stilizzati, a cupola".  

L'antico forno del Bosco di Capodimonte ph. Alessandra De Cristofaro

Le pizze della pizzeria dentro il giardino storico

"Abbiamo una grande responsabilità nei confronti del forno e della tradizione della pizza", dice Nunzia Petrecca, amministratore di Delizie Reali: in menu ci sono le pizze della più rigorosa tradizione, ad iniziare dalla Mastunicola, probabilmente la prima pizza in assoluto, senza pomodoro, ma con strutto, formaggio e pepe; la classica Marinara che in origine era con aglio, acciughe, capperi e olive, che la tradizione indica come pasto dei pescatori di Santa Lucia al ritorno dal mare. La Margherita, chiaramente a protagonista, viene proposta in duplice versione: con salsa di pomodori antichi napoletani, basilico e mozzarella di bufala e anche nella versione più antica con la salsa di pomidoro della ricetta di Ippolito Cavalcanti, Duca di Buonvicino. Tutto con prodotti provenienti da filiera corta.

I progetti del Bosco di Capodimonte

Più che una pizzeria questo è un laboratorio aperto al pubblico che valorizza cultivar autoctone risalenti al '700, le produzioni di piccoli artigiani di cooperative sociali, inserita in un progetto che comprende La Stufa dei Fiori Tisaneria e Bistrot (l’abbiamo raccontata qui), nata dal recupero della serra Ottocentesca adiacente alla ex Palazzina dei Principi, inaugurata nella primavera del 2021, e si inserisce nel più ampio porgramma di sviluppo del Museo e Real Bosco di Capodimonte voluto da Bellenger per dare una nuova destinazione ai 17 edifici borbonici presenti nel sito e fino ad oggi inaccessibili.

Il pizzaiolo di Delizie Reali con una pizza appena uscita

Le antiche ricette delle corti borboniche

La gestione del Giardino e Casamento Torre prevede una serie di attività integrate (produzione agricola, lavorazione e trasformazione di ortaggi e frutti, didattica, promozione culturale, ristorazione consapevole e sostenibile, educazione alimentare ed etnobotanica) e la partecipazione di una comunità attiva costituita da associazioni culturali, cooperative sociali, piccole imprese virtuose del territorio, precisa una nota. Alcune proposte nascono dal recupero di ricette delle corti vicereali e borboniche: i Maccheroncelli alla Ferdinando II, ovvero pasta al forno imbottita e stufata con polpettine, ragù e mozzarella; il Presciutto allo Schidione, un delicato antipasto a base di prosciutto dolce marinato in vino con erbe e spezie e poi cotto al forno e servito con insalatina agrodolce di lattuga e arancia. Chiaramente il "lavoro grosso" lo farà un forno moderno, installato nella struttura. I prezzi sono quelli di una pizzeria d'eccellenza: 12€ il costo di una margherita. Decisamente impagabile, in ogni caso, poter mangiare la pizza nell'esatto luogo in cui è nata.    

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