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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Napoli

Cosa sono i Susamielli. I biscotti napoletani a forma di “s” che si fanno a Natale

Biscotti a base di mandorle e miele della tradizione partenopea, la cui origine potrebbe risalire ai tempi dell’Antica Grecia. La loro particolarità? La forma a “s” e il profumo intenso di spezie

A Napoli impossibile non farsi tentare dall’incredibile quantità di dolci tipici da assaggiare. Tra sfogliatelle, babà e zeppole, la città è famosa di certo anche per il suo patrimonio dolciario unico, che nel periodo natalizio si arricchisce ulteriormente. Ecco che spuntano fuori mostaccioli, roccocò e struffoli, ma anche raffiuoli – dolci pan di spagna con marmellata di albicocche inventati nel ‘700 dalle benedettine del monastero di San Gregorio Armeno – e susamielli. Quest’ultimi sono i tipici biscotti speziati e profumatissimi che si riconoscono nelle vetrine delle pasticcerie per la loro caratteristica forma a “S”.

Un vassoietto di dolci tipici di Natale napoletani della pasticceria Bellavia

Storia dei susamielli, i biscotti napoletani del Natale

Sembrerebbe che gli antenati di questi biscotti esistessero già ai tempi dell’Antica Grecia. Erano dei dolci rituali che venivano preparati e portati nei santuari in omaggio alla divinità dei Misteri Eleusini, Core e Demetra. Venivano quindi offerti in cambio della loro protezione. Il nome potrebbe derivare dagli ingredienti principali con cui venivano fatti un tempo, ovvero sesamo e miele: “sesamelli” secondo alcuni, perché erano ricoperti di sesamo, oppure “sesameli”, dall’unione delle due parole. Ancora oggi sono conosciuti anche come sapienze, prendendo il nome dal Convento di Santa Maria della Sapienza - nel centro storico della città partenopea - dove venivano preparati dalle clarisse a partire dal 1600 con una forma ellittica. Infatti, secondo l’umanista Antonio Altamura, questi dolcetti furono sfornati per la prima volta a forma di “S” come dedica allo scrittore e patriota napoletano Luigi Settembrini, vissuto nella prima metà del 1800.

Gli ingredienti principali dei susamielli

Come si preparano i susamielli e le 3 versioni di questi dolcetti di Natale

L’origine dei susamielli quindi, si perde un po’ nella notte dei tempi, e non sappiamo esattamente quando sia stata codificata la prima ricetta scritta (forse in un ricettario del 1788). Oggi questi biscotti si preparano essenzialmente con farina, zucchero, mandorle, miele e pisto, ovvero una miscela di spezie a base di cannella, chiodi di garofano, noce moscata, semi di coriandolo e anice stellato. Una preparazione della tradizione culinaria partenopea che può avere molte varianti sia in fatto di ingredienti che percentuali. Di certo c’è che viene utilizzata anche in altri dolci natalizi, dai roccocò ai mostaccioli, che sono quindi accomunati dagli stessi profumi e aromi.

Il pisto napoletano

Storicamente esistono tre versioni di questo dolce: “i susamielli dello zampognaro”, la ricetta più povera che prende il nome dal fatto che venivano regalati al agli zampognari che passavano per le case ad annunciare il Natale. Questi venivano preparati con farina grezza e ingredienti di riciclo come le bucce degli agrumi. “I susamielli del buon cammino” invece, erano ripieni di marmellata o amarene e venivano destinati ai chierici. Infine, la versione che conosciamo tutt’ora: “i susamielli nobili”, ottenuti da farina bianca, pisto e pasta di mandorle che, come si può intuire dal nome, venivano mangiati dalle famiglie della nobiltà.

I susamielli della pasticceria Vincenzo Bellavia

Dove assaggiare i susamielli a Napoli

Secondo la tradizione questi biscotti si preparavano in casa nei giorni precedenti all’8 dicembre per poi consumarli durante tutto il periodo natalizio, insieme a marsala e altri vini dolci. Oggi si trovano nella maggior parte delle pasticcerie e forni della città, tra queste c’è l’insegna (quasi) secolare di Vincenzo Bellavia. Indirizzo storico della città attivo da quasi un secolo con 3 sedi a Napoli (la storica di pizzata Muzii e altre due) e altre 4 in Italia. Qui si possono acquistare tutti i dolci natalizi, dai grandi lievitati ai classici della tradizione tra cui appunto i susamielli. Anche il super pastry chef Sal de Riso in Costa d’Amalfi realizza la sua versione. Si chiamano S di miele e sono una versione contemporanea in cui c’è anche vaniglia delle isole Bourbon e Tahiti, cubetti di arancia candita e bucce di agrumi.

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