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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Palermo

L'avvocato e l'architetta che cambiano vita con un’osteria sulle Madonie in Sicilia. In casa del bisnonno

Roberto Albanese e la moglie Mattia Cozzo, avvocato e architetta di Palermo cambiano vita e aprono una trattoria a Petralia Sottana, nelle Madonie, nella vecchia “casa e putìa” del bisnonno. Qui fanno una cucina di territorio con un menu diverso tutte le settimane

Roberto Albanese e la moglie Mattia Cozzo, lui avvocato e lei architetta, entrambi nati e cresciuti a Palermo hanno deciso non solo di cambiare professione ma di cambiare totalmente vita. Complice il caos di una città da 1 milione di abitanti, la difficoltà delle loro professioni, e un’occasione nata quasi casualmente, si trasferiscono a Petralia Sottana, un borgo nelle Madonie a 1000 di altitudine. Qui aprono Nicuzza Piccola Osteria Contemporanea, recuperando l’antico concetto di “casa e putìa” (casa e bottega).

La sala di Nicuzza

Com’è nata Nicuzza Piccola Osteria Contemporanea a Petralia Sottana

“Il nostro progetto è nato da una grande voglia di cambiamento”, esordisce Roberto, “abbiamo colto al volo un’opportunità di cambiare vita arrivata quasi casualmente, senza pensarci troppo”. Un’opportunità che è nata dal recupero della casa del bisnonno risalente a fine ‘800, che Roberto e la sua famiglia avevano ristrutturato prima del covid con l’idea di ricavarci una locanda. “Il mio bisnonno era fabbro ferraio e aveva la classica putìa a pian terreno, sormontata dalla zona abitativa. Noi abbiamo mantenuto questa conformazione e dopo 120 anni abbiamo riaperto la sua bottega in forma di osteria, al primo piano abbiamo realizzato un b&b da 3 camere e al secondo piano abbiamo fatto il nostro piccolo appartamento”.

La mise en place di Nicuzza

Così, circa 1 annetto fa nasce Nicuzza e già dal nome si capisce l’amore e la passione con cui è stata creata; infatti, il termine nicuzza è il vezzeggiativo di nica, espressione dialettale che significa “piccola” e viene spesso rivolta ai bambini con un’accezione dolce. “Inoltre, Nicuzza è una famosissima serenata d’amore molto antica che ci piaceva ricordare perché qui c’è ancora la tradizione di farla la sera prima delle nozze”. Prima di diventare osteria era una casa abbandonata da oltre 70 anni, da quando il nonno di Roberto era andato a vivere in città, e si era trasformata in una miniera di cimeli e testimonianze storiche che la coppia ha voluto conservare per raccontare la storia e il contesto in cui è nato il loro progetto di ristorazione e di vita. Da sempre appassionati di cucina e frequentatori di ristoranti, si sono totalmente reinventati: lei in cucina e lui in sala.

Rigatoni con zucca, gorgonzola, guanciale croccante e amarettiCosa si mangia e cosa si beve da Nicuzza

Roberto e Mattia hanno una loro rete di fornitori locali e a cortissimo raggio che si sono creati quando si sono traferiti. “A Petrolia non esiste il supermercato, sembra un difetto ma in realtà è un grande pregio. Perché ha fatto in modo che ancora resistano tutte le piccole botteghe che rivendono prodotti di piccole realtà della zona e non i marchi della GDO. Quindi semplicemente facendo la spesa, abbiamo scovato le materie prime che oggi utilizziamo in cucina”, racconta Albanese a CiboToday. Quella di Nicuzza è una cucina tradizionale siciliana, con qualche nota contemporanea, fatta di prodotti semplici e genuini che trovano il loro compimento in piatti come la Caponata di mele, “il nostro cavallo di battaglia in assoluto che non riusciamo a togliere dal menu, dove sostituiamo le melanzane con le mele per un piatto più fresco e leggero”. E poi ci sono la zuppa di cipolle, la buccia di fichi d’India in agrodolce (in estate), e la focaccia di pane nero fatta con un mix di farine antiche. 

Ma qui tutto gira con grande velocità, ad esempio adesso Mattia sta lavorando su un primo a base di cachi che sostituirà le Linguine ai fichi d’India con fonduta di Parmigiano, guanciale e timo. Il menu di Nicuzza non è stagionale, è super stagionale; infatti, cambia settimanalmente in base a quello che offre il territorio e i suoi piccoli produttori. Per iniziare le selezioni di salumi e formaggi locali (12-20€), poi 5 antipasti (5-7€), 5 primi (8-16€), 5 secondi (10-20€), e i contorni (5-7€). Adesso è il momento della tipica Zuppa di pane cotto al pomodoro, della Pasta alla Bud (Spencer) con macinato di maialino e salsiccia cotto lentamente con fagioli e patate o delle Polpette della Nonna con salsa e basilico (senza carne!). La carne però c’è, e viene dalla Fattoria Agroverdi, a pochi chilometri da Petralia, con cui fanno ad esempio le Scaloppine di maiale in salsa agrumata e coriandolo. Ai piatti si affianca una piccola cantina con una ventina di referenze solo siciliane, tutti nell’arco di 100 km dall’osteria, spesso biologici o biodinamici. Poche etichette ma scelte con cura tra i migliori produttori locali, tra cui Regaleali e Tasca, di cui Roberto parla con passione.

La filosofia di Nicuzza

Roberto e Mattia si sono lanciati in questo progetto non avendo esperienza nel settore, e questo rende ancora più straordinario il lavoro che stanno facendo, in fatto di etica e sostenibilità. “Venire a vivere qui, ancora prima di aprire Nicuzza, è stato un enorme cambio sociale e culturale che ci ha coinvolto tanto. Abbiamo riscoperto i vecchi valori di un tempo, i ritmi lenti, e il piacere di poter assaporare il giorno senza rincorrerlo”, ed è quello che cercano di trasmettere anche con la loro cucina e il servizio. “Da Nicuzza siamo in 4, anche troppi per un posto da 30 coperti, ma ci piace il concetto di slow food, sia per quanto riguarda il cibo che per l’accoglienza. Vogliamo dedicarci ai nostri ospiti e raccontarli quello che facciamo quotidianamente, da dove arrivano i nostri piatti e le materie prime che utilizziamo”.

La preparazione di un piatto

Petrolia non si trova una zona della Sicilia destinata al turismo di massa, quanto piuttosto a un turismo green e di montagna, per chi ama la natura e le passeggiate, perfetto in ogni stagione. E, nonostante in alcuni periodi ci sia poca clientela durante la settimana, Mattia e Roberto hanno deciso di stare aperti tutto l’anno e tutti i giorni – escluse le ferie e il giorno di chiusura. “Qua la maggior parte dei locali apre nel weekend mentre a noi fa piacere esserci sempre, offrire un servizio anche per l’avventuriero di passaggio. Come se tu andassi in una montagna sperduta e ti spunta questa lucina dal fondo della via rassicurante, me lo immagino così…”.

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