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Martedì, 25 Giugno 2024
Palermo

Riapre il leggendario ristorante Charleston di Palermo. E torna nella sua sede storica

Lo storico locale palermitano riapre dove tutto iniziò. Si chiama Casa Charleston e si sviluppa su due piani dedicati alla caffetteria, cocktail bar, bistrot e alta cucina gestiti dal giovane chef Gaetano Verde

Il Charleston di Palermo ha una fama che lo precede. Un ristorante che è stato protagonista della vita mondana e non solo della città siciliana, meta di artisti, letterati, uomini e donne dello spettacolo per più di 50 anni. Tutti ricordano il Charleston nella sua sede più nota: l’antico stabilimento balneare in stile liberty che si trova sulla spiaggia di Mondello, ma non tutti sanno che in realtà la sua sede storica non era sul mare ma in pieno centro città. Il Ristorante Charleston nasceva infatti sull’area di una parte della storica Pasticceria Mazzara, è più precisamente la parte con accesso in Piazzale Ungheria 28/30. Ed è proprio qui affianco che il Charleston dopo mesi di chiusura ha riaperto, in Via Magliocco, con due piani pieni di contenuto e attività. Caffè, cocktail bar, bistrot e ristorante gastronomico: “Il Charleston torna nella sua prima via storica, dove originariamente iniziò la sua storia” dice a CiboToday il giovane e talentuoso chef Gaetano Verde, chiamato a gestire questo nuovo capitolo del Charleston. Ci siamo fatti raccontare di più.

Il nuovo ristorante Charleston

Casa Charleston: il restyling del nuovo indirizzo nel centro storico di Palermo

La novità riguarda in primis il cambio di sede, da Mondello a Palermo. Il Charleston si sposta dove tutto ebbe inizio nel lontano 1967, quando proprio qui in Via Migliocco partì la sua storia. Il nuovo ristorante si svilupperà su due piani, ognuno dedicato a un’offerta gastronomica diversa. La progettazione degli spazi è firmata dal designer Sergio Colantuoni, che ha plasmato gli ambienti con elementi di modernità e richiami del passato: “Mi sono ispirato alla memoria del luogo, all’eredità del Charleston, studiando la stratificazione di stili, per dare nuova identità al luogo, per cui troverete la carta da parati di inizio secolo scorso e gli stucchi in tutto il locale, ma utilizzati in chiave innovativa”, spiega il designer. Materiali di recupero e naturali come legno, marmi, ceramiche e ottone, che ripercorrono la storia di questo luogo simbolico della Sicilia intera.

Una vetrata storica del Charleston

Due piani e tante offerte gastronomiche diverse per il nuovo Charleston

Casa Charleston si sviluppa su due piani. Al piano terra troviamo il Charleston Caffè che accoglie tre proposte diverse, a partire dal mattino. Infatti tutto inizia a con la colazione d’autore firmata dallo chef con la viennoiserie internazionale (3,50€) e gli specialty coffee (6€), passando alla linea di pasticceria con proposte mignon (2,50€) e monoporzioni (8€).  Al caffè c’è anche una proposta salata con insalate (dai 10€ ai 14€), sandwich (dai 6€ ai 12€) e tramezzini (5€). Si passa poi al business lunch del bistrot (40 coperti), che ripropone i grandi classici del ristorante come l’Involtino di pesce spada creato nel 1971 (16€) e la melanzana Charleston (14€). Nel pomeriggio il Charleston Caffè diventa uno spazio per l’afternoon tea (8€) o il rito della cioccolata calda (8€), mentre la sera si trasforma in cocktail bar grazie alla drink list ideata dal bartender Flavio Giamporcaro (prezzi dai 15€ ai 17€). Dalle 19 all2 23:30 è inoltre possibile accompagnare i drink con una proposta di tapas: tartare di tonno crudo (8€), focaccia e salsiccia palermitana (4€), alici marinate (4€), yakitori di diaframma (6€).

Lo Chef Gaetano Verde

Al primo piano invece sorge il nuovo ristorante gastronomico, il Ristorante Charleston con soli 30 coperti, guidato dal giovane Executive Chef Gaetano Verde, palermitano classe 1995 che propone una versione rinnovata dell’alta cucina italiana con un accento territoriale. Dopo varie esperienze nei migliori ristoranti del mondo, tra cui le cucine di Taverna Estia, due stelle Micheli a Napoli, a Londra al celebre Lebury e infine a Parigi, presso il Ritz, Gaetano Verde torna a casa e firma la nuova carta del Ristorante Charleston. Una cucina dove l’ingrediente è al centro: “Lavoro sul territorio e sul gusto, ricerco personalmente i prodotti, li seleziono, sono sono necessariamente a km zero, ciò che cerco è la straordinarietà dei sapori, una cosa che ho imparato in Francia” spiega lo chef. Una carta che segue la stagionalità dei prodotti e che si approvvigiona nell’orto di Villa Spina, un vero e proprio campo sperimentale a cui si aggiunge nella terrazza del Ristorante Charleston un orto urbano e un erbolario da cui provengono le erbe aromatiche.

L'esterno di Casa Charleston

I menu degustazione del Ristorante Charleston firmati da Gaetano Verde

Tre sono i menu degustazione del nuovo Ristorante Charleston. Tra i prodotti che si trovano in carta c’è tanta Sicilia, dal pesce alla carne. Tonno rosso ma anche pesci poveri come alici o sugarelli, tra le carni agnello, maialino nero dei Nebrodi, la vacca cinisara (razza bovina tipica dell’isola) che provengono dalla macelleria La Paisanella gestita da Luisa Agostino e suo marito Sebastiano. I tre menu differiscono del numero di portate: la scelta ricadrà tra 5 piatti, 7 oppure il menu a mano libera. Tra i signature: il carpaccio di pomodoro, acido e fresco, con olio di lavanda e more, che utilizza 5-6 tipologie di pomodoro diverse, servito in più passaggi; oppure la ventresca di tonno e farinello, a base di jus di vitello, pancia di tonno e spinacio selvatico, croccante, condito con aceto di mele non pastorizzato e limone maturato al sale di Mozia per la parte acida, e cotto con il faggio della Sila. Da segnalare anche il gelato al pane, un dolce di recupero fatto con il pane vecchio, arancia candita, servito con due alghe croccanti col sesamo.

Uno dei piatti del Ristorante Charleston

La storia del Charleston di Palermo

Icona immortale, simbolo di uno stile di vita che forse non c’è più, il Charleston è un ristorante leggendario nato nel 1967 proprio in Via Migliocco. Qui infatti si lega alla storia del Bar Mazzara, della stessa proprietà, altro luogo caro ai palermitani per le sue granite caffè e panna: nato nel 1909 e chiuso nel 2014 dopo oltre 100 anni di vita. Il Charleston nacque successivamente e subito divenne punto fermo per l’alta società del momento: Pertini, Saragat, volti noti della politica ma anche dello spettacolo, come artisti, aristocratici, frequentavano quello che era il ristorante più famoso della Sicilia.

Il ristorante Charleston a Mondello

Rimase qui fino al 2000 anche se tutti sono soliti associare il nome del Charleston alla sua seconda sede quella a Mondello. Nata nel ’69 all’interno dell’antico stabilimento balneare appena fuori Palermo, dove ebbe il suo massimo periodo di splendore. Fondatori storici “nseparabili sino al 2008 il Cav. Angelo Ingrao e Antonino Glorioso, seguiti dallo storico Maìtre Carlo Hassan e il primo chef Rosario Guddo e l’ultimo Chef Nino Tantillo, che portarono il Charleston al podio delle due stelle Michelin. Fu con loro che il Charleston andò alla ribalta e alcuni dei suoi piatti come la melanzana Charleston, la carbonara e la gramigna lido ebbero notorietà nazionale. Nel 2008 cessò l'attività dei soci fondatori che non passò alle generazioni siccessive, ma ad altra proprietà. Una storia giunta fino al 2010 e poi trasferitasi nella villa dei conti Bernard De La Gatinais, sempre a Mondello, dove nel 2017 il Charleston ha festeggiato i suoi primi cinquant'anni di attività. Ora un nuovo capitolo che porta questa insegna nel futuro.

Casa Charleston

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