Ricevi la nostra Newsletter

L'unico modo per non perderti nulla sulle novità gastronomiche suggerite da Cibotoday. Ogni mattina nella tua e-mail.

rotate-mobile
Mercoledì, 24 Aprile 2024
Palermo

Sfince di San Giuseppe, il dolce tradizionale di Palermo per la Festa del Papà

Sono un'incarnazione della generosità e della tradizione culinaria siciliana, un dolce che è un omaggio all’omonimo santo e a tutti i papà. La ricetta de Le Angeliche

La sfincia di San Giuseppe è protagonista nei giorni che precedono il 19 marzo, data in cui la Sicilia si riempie di altari dedicati al Santo, tripudio di riti, simbologie e cibi tipici del periodo. Le festività religiose a Palermo, così come nel resto dell’isola, vengono spesso celebrate con prelibatezze gastronomiche: nel giorno dedicato a San Giuseppe e alla Festa del Papà questo dolce tradizionale e traboccante di ricotta fresca è immancabile, rappresentando un simbolo di devozione e convivialità. A Le Angeliche, bistrot e pasticceria nel cuore del mercato del Capo della città, ogni festa tradizionale dell'isola diventa un’occasione per rispolverare una storia millenaria, fatta di cibo, cultura e dominazioni che hanno forgiato il modo di vivere la tavola.

Storia e tradizioni legate alla sfincia palermitana

Si racconta che la sfincia sia di derivazione araba, essendo la parola isfang (spugna) la più chiara connessione alla consistenza spugnosa, sia della sfincia dolce che dello sfincione, un piatto dello street food tipico siciliano che consiste in una focaccia farcita con pomodoro, cipolle, formaggio e acciughe (ne abbiamo parlato qui e questa è la nostra mappa per i migliori di Palermo).

Gli ingredienti per realizzare le sfince a Le Angeliche

Tuttavia la storia delle sfince di San Giuseppe, poi reinventate in chiave sicula dalle monache del monastero delle Stimmate di Palermo, è possibile che sia da ricondurre alla tradizione ebraica, soprattutto in riferimento alla festa della luce di Hannuka in cui i sefarditi facevano dei dolci molto simili alle attuali sfince, dolci rigorosamente fritti visto che nel giorno di Hannuka si ricordava il miracolo dell'olio nel tempio di Gerusalemme. Quella che oggi chiamiamo sfincia, veniva soprannominata inizialmente sufganin, poi bunelos, nome per indicare genericamente le paste fritte dolci arricchite da miele.

La vicenda della carestia e la Tavola di San Giuseppe

La festa di San Giuseppe è molto importante in Sicilia e, secondo una leggenda, durante il Medioevo l’isola visse un periodo di grave carestia tanto che i siciliani iniziarono a rivolgersi al santo promettendo di celebrarlo ogni anno allestendo la Tavola di San Giuseppe, un altare imbandito con cibi succulenti e altri doni per ringraziarlo, evento che si ripete ogni 19 marzo insieme alla processione in onore del Santo.

Le Angeliche dolci al Volo è la seconda sfida de Le Angeliche

Sfincia di San Giuseppe vista da vicino

Per scoprire come si fanno le sfince di San Giuseppe abbiamo chiesto a una realtà molto apprezzata a Palermo. A 5 anni dall'apertura del bistrot in un vicolo nascosto del Mercato del Capo, le proprietarie de Le Angeliche decidono di mettere a frutto le ricette raccolte in anni di studio sul territorio, aprendo questo laboratorio proprio sull'asse del mercato, con vendita diretta di dolci antichi siciliani, alcuni espressi e fritti al momento, oppure con ricette e storie provenienti da tutta l'isola, comprese isole minori. Per tutto l'anno è possibile trovare il dolce che è ormai simbolico a Le Angeliche, il bacio pantesco, e poi la testa di turco di Scicli, la siringata di Santa Margherita Belice, la pasta Elena di Favara, la cassatella sfigghiuliata di Montevago, il cannolo con la sfoglia fatta all'interno del laboratorio e la cassata con il marzapane di pistacchio autentico e molto altro. Ecco come si preparano le loro sfince di San Giuseppe.

Ingredienti

500 gr di acqua
125 gr di strutto
7 gr di sale
400 gr di farina 00
500 gr di uova circa (bisogna smettere di aggiungere quando l'impasto risulta perfettamente liscio)
Per la crema di ricotta (ricotta di pecora, zucchero a velo e gocce di cioccolato fondente)

Procedimento
Mettere in casseruola lo strutto, il sale e l’acqua e, non appena arriverà a bollore, unire la farina setacciata versandola tutta in un colpo. Mescolare vigorosamente, prima con una frusta a mano e poi con un cucchiaio di legno, fino a ottenere un composto solido che si staccherà bene dalle pareti della pentola. Trasferire l'impasto nella ciotola della planetaria e lasciarlo intiepidire. Subito dopo montare con la frusta a foglia e iniziare a lavorare il composto e incorporare le uova, piano piano, aspettando che si assorbano gradualmente prima di versarne altre fino ad ottenere una pasta molto liscia. Scaldare l’olio in una casseruola capiente dai bordi alti e portarlo alla temperatura di 170°. Immergere 2 cucchiai nell'olio caldo e utilizzarli per prelevare una cucchiaiata di pasta choux che andrà fatta scivolare nell'olio. Friggere le sfince (talvolta si trova anche sfinci per il plurale) per circa 10 minuti, continuando a girarle e portandole sotto il livello dell'olio, con delicatezza. Non appena si saranno intiepidite farciteli con la crema di ricotta. Lavoratela qualche secondo con un mestolo e poi ricoprite la superficie dei dolci.

CiboToday è anche su Whatsapp, è sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

CiboToday è in caricamento