Ricevi la nostra Newsletter

L'unico modo per non perderti nulla sulle novità gastronomiche suggerite da Cibotoday. Ogni mattina nella tua e-mail.

rotate-mobile
Lunedì, 4 Marzo 2024
Roma

Il casolare di campagna che rinasce come caseificio e gelateria. Al centro di Roma

Edificato nel ‘500 come casa colonica, il Casale della Vaccareccia ritrova la sua vocazione agricola pur in piena città con un investimento da 6,5 milioni. Ristrutturazione totale degli spazi, per un laboratorio lattiero-caseario e punto ristoro 

Città dall’incredibile patrimonio archeologico e architettonico, Roma, considerando il quale ci si ritrova a volte a pensare come nuove costruzioni potrebbero essere addirittura superflue. A patto, però, di progetti di riqualificazione ponderati, con l’apertura dell’amministrazione alla partecipazione di privati che li gestiscano con visione e spirito imprenditoriale. Promette di soddisfare i requisiti la campagna di restauro e rifunzionalizzazione del Casale della Vaccareccia, un complesso di epoca rinascimentale il cui fascino (oggi ancora decadente) non sfugge a chi passeggia nel Parco della Caffarella a pochi passi dalle Mura Aureliane. Il 26 novembre 2023 è stato presentato per l’area tutelata dal Parco Regionale dell’Appia Antica un progetto che ne segna la definitiva rinascita, passando per l’attivazione di un caseificio, un bar gelateria e molto altro.

Veduta del Casale della Vaccareccia, all'interno del Parco della Caffarella

La storia del Casale della Vaccareccia nel Parco della Caffarella

Ripercorrendo la storia del Casale, che con la sua fabbrica composita occupa il centro del parco appena fuori le mura romane, tra Via Appia e Via Latina, si arriva al 1500. In quegli anni la famiglia dei Caffarelli inglobò una torre medievale del XIII secolo in un casale che crebbe nel corso dei secoli. Un’aia con portico retto da colonne antiche, una casa colonica con tetto a spiovente, una loggia cinquecentesca e infine un fienile, rinforzato da poderosi muri di sostegno. Nel 1695 il fondo passò ai Pallavicini, poi, nel 1816, ai Torlonia, i quali operarono una prima ristrutturazione bonificando il fondovalle e accorpando una grande stalla lungo uno dei lati. Un totale di 3.200 metri quadri coperti gravemente danneggiati da un incendio una ventina di anni fa, per il quale lo scorso maggio la Giunta Capitolina ha stanziato un investimento di 6,5 milioni di euro che — nella sua fase operativa in partenza la prossima primavera — ne asseconderà la naturale vocazione agricola e produttiva.

Il progetto di recupero del Casale della Vaccareccia

Questo intervento rientra a pieno titolo nel programma di valorizzazione dei tanti beni pubblici dismessi e abbandonati che si trovano nei nostri parchi e nelle ville storiche”, spiega Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti, riferendosi al patrimonio piuttosto unico di Roma, ricca di zone verdi e potenzialmente “agricole” come poche altre capitali: “Un patrimonio enorme, che attende solo di essere riqualificato e restituito alla fruizione dei cittadini”. Mentre si lavora su progetti affini anche per edifici a Villa Ada, come i Casali della Finanziera e della Tribuna e il complesso delle ex Scuderie, l’ingente sforzo economico qui guarda a quanto fatto al Casale dei Cedrati di Villa Pamphilj, da poco riaperto per ospitare bistrot, caffetteria e libreria in locali inaccessibili da anni.

L'assessora Sabrina Alfonsi davanti ai progetti di riqualificazione del Casale della Vaccareccia

Un modello costituito da un partenariato tra pubblico e privato”, precisa l’Assessora, “dove i cittadini in forma associata, soggetti del terzo settore e del privato sociale propongono progetti per il riutilizzo di questi spazi per destinarli ad attività culturali, ambientali e sociali appunto avvalendosi della collaborazione delle tantissime realtà dell’associazionismo di cui questa città è ricca”. 

La rifunzionalizzazione del casale della Vaccareccia con il caseificio e la gelateria 

Sono diversi gli edifici della Vaccareccia interessati. Il casale e la torre medievale; la stalla grande e il fienile; mentre la stalla piccola non sarà compresa, in quanto già ripristinata in operazioni precedenti. Il progetto vedrà un restauro conservativo, per mantenere le caratteristiche originali nonché recuperare la vocazione originale, senza trascurare l’integrazione con il contesto naturalistico. Cosa ci sarà, concretamente, all’interno degli edifici rinnovati? Nel corpo del casale aule didattiche, sale conferenze e una foresteria a disposizione di studiosi e ricercatori. Nella stalla grande un punto ristoro, una ludoteca e un bar gelateria aperti al pubblico. Nel vecchio fienile, invece, un laboratorio per la produzione lattiero-casearia; un vero e proprio caseificio, quindi, con annesso punto vendita per fare la spesa. Anche le pertinenze esterne saranno risistemate, con la terrazza panoramica che affaccia sulla Valle della Caffarella, un’area di sosta con tavoli e panche e infine aree di parcheggio con colonnine per auto elettriche e rastrelliere per le biciclette, per favorire — come ci si auspica — una mobilità meno impattante.

Per info: www.comune.roma.it

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

CiboToday è in caricamento