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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Roma

Roma: nella vecchia oreficeria di nonna apre microscopico cocktail bar che serve solo classici

La storia di Lonely Avenue. Christian Comparone si è fatto le ossa nel mondo del bartending internazionale e poi è tornato a casa sua con un progetto fatto su misura. In tutti i sensi

Porta il nome di una canzone di Ray Charles, ma anche la storia di una famiglia che qui aveva un’attività da tempo immemore. Il proprietario di Lonely Avenue è Christian “Donny” Comparone, che ha deciso di aprire un cocktail bar dove prima si trovava l’oreficeria della nonna. Siamo a Via Luca della Robbia, Rione Testaccio di Roma. Fino a poco tempo fa al civico attaccato c’era l’Emporio delle Spezie, ancora l’insegna è ben visibile.

Due amici insieme con la passione per il bar e per il metal

16 metri quadrati di locale, solo 8 posti: è un micro-bar ma c’è tutto quello che serve. Apre a marzo del 2024 e insieme con Comparone troviamo l’amico e collega Maurizio Bernardini. “Alcuni pensano che siamo fratelli” ci dicono vista la somiglianza “invece siamo amici sin da bambini. Non si vede poi qui, ma condividiamo la passione per il metal”. Comparone in qualità di bartender ha girato parecchio il mondo, tra Londra, Australia e Giappone. Poi il ritorno a Roma, dove anche Bernardini era diventato bartender e l’inizio di una serie di consulenze insieme. Con questo proposito era nato già Lonely Avenue nel 2019, luogo dove fare training, club privato solo per tesserati, un luogo chiuso al pubblico almeno fino all’inizio del 2024.

Due cocktail dal menu di Lonely Avenue

Un cocktail bar senza signature: come si beve da Lonely Avenue

Quando invece si decide di aprire il bar e renderlo un luogo dell’accoglienza, che però serve solo cocktail classici. “Niente signature qui” spiega Bernardini “vi chiediamo cosa vi piace bere di solito e vi indirizziamo in un mondo di oltre 200 cocktail classici. Sono tutti quelli che noi stessi abbiamo studiato e sappiamo che con una buona bottigliera possiamo fare di tutto. Facciamo anche la mezza porzione dei cocktail”. Ad accompagnare le bevute ci sono una serie di snack da aperitivo che richiamano un po’ Testaccio un po’ il resto del mondo: le mandorle tostate e leggermente salate del panificio Passi, dei bretzel ma a forma di pop-corn, patatine con sale e aceto che si trovano in tutti i pub di Londra, che richiamano l’esperienza (e i gusti) del proprietario. In carta anche una piccola selezione di spezzafame, come conserve sott’olio con filetti di tonno e sardine, oppure verdure.

La vecchia Testaccio nel nuovo bar di quartiere a Roma

Una piccola parte del locale

La lista dei drink come abbiamo detto viene rimodellata sulle richieste della clientela, una clientela che viene invitata nel piccolo spazio a comportarsi come in un salotto, a socializzare senza timore. “Volevo creare una tipologia di accoglienza intima” che ricordasse quasi un salotto festoso di casa. Per questo il luogo ha ancora un po’ il sapore della vecchia insegna di famiglia, “mia nonna abitava qui accanto, quando chiudeva la serranda si buttava la pasta. Mi ricordo quando le signore di Testaccio portavano le teglie di patate in un negozio qua vicino per fargliele scaldare perché in casa non c’erano i forni”. E anche se il clima può apparire un po’ pettinato, c’è uno spirito di amicizia e di raccolta a condire la situazione.

Lonely Avenue

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