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Venerdì, 19 Luglio 2024
Roma

"Troppo degrado, meglio Milano”. A Roma (non) chiude il mitico ristorante Dal Bolognese

La famiglia Tomaselli cede ad altri lo storico locale meta di star, intellettuali e politici a giovani proprietari. Resiste la gestione della sede milanese, ma non quella della Capitale, “dove c’è troppo degrado”

Un ristorante di cucina emiliana, diventato in 64 anni uno dei simboli gastronomici invece di Roma. Si riassume così la traiettoria di Dal Bolognese, storico locale al civico 1 di Piazza del Popolo, che ha visto passare, numerose volte, il gotha politico, intellettuale e artistico della città. Immortale? Più o meno. Perché è di poche ore fa la notizia che Dal Bolognese — almeno per come lo conosciamo oggi — a Roma non ci sarà più. Mentre la sede milanese, inaugurata nel 2005, prosegue il suo corso con gli storici proprietari. Come succede spesso in questi casi in cui si urla alla “chiusura” di ristoranti storici, in realtà l’insegna capitolina non chiude affatto, ma passa a una nuova gestione. Come mai? “Resistere al degrado del centro di Roma era diventato troppo faticoso”, sostengono i vecchi titolari.

Il dehors di Dal Bolognese in Piazza del Popolo

Dal Marocco a Roma, a bordo di una Ford celeste: la storia dei Tomaselli

Vieni qui in Marocco, è un bel vivere, c’è lavoro per tutti”, disse qualcuno a Ettore Tomaselli. Il primo patron di Dal Bolognese era, appunto, emiliano. Nato a Bazzano, in provincia di Bologna, decise di lasciare il lavoro di operaio in Ducati per spostarsi a Casablanca. Lì, insieme alla famiglia, prese in gestione il circolo del tennis della città, ebbe un buon successo — la zia Cesarina era già ristoratrice a Roma — e ottenne un prestito per aprire un vero ristorante. Inaugurano così Il Chianti e il Don Camillo (ancora in attività), presi d’assalto per via di paste fresche e grandi carrelli di bollito. Nel 1955 nasce il figlio Alfredo, ma i Tomaselli nel momento caldo dell’indipendenza marocchina ritengono di lasciare il paese. Con la loro Ford celeste raggiungono l’Italia e si fermano a Roma, dove nel ’60 comprano un bel locale in Piazza del Popolo, ad oggi ancora la loro sede.

Il bollito misto di Dal Bolognese

Artisti, politici e cucina emiliana: storia di Dal Bolognese

Dai primi 20 coperti messi insieme a fatica, la cucina di classici petroniani convince dapprima Alberto Moravia con Elsa Morante. Seguono Ennio Flaiano e gli artisti Mario Schifano, Tano Festa, oltre ad altri esponenti della “Scuola di Piazza del Popolo", sodali di una corrente artistica che in quella zona si dava appuntamento. “Grandi discorsi intellettuali, ma magnano come gli altri”, commentano i fondatori, che in quel momento conducevano un locale non troppo somigliante a quello odierno. “Ma quella era un’altra Roma, il ristorante era un posto dove non si spendevano cifre astronomiche, bevevi il vino della casa. Oggi il ristorante è un’industria”.

Le lasagne emiliane verdi di Dal Bolognese

Dunque un posto dove si viene sì per mangiare, ma anche per vedere e farsi vedere. Dagli attori e registi americani del periodo della Dolce Vita — Marlon Brando, Alain Delon, Jean Paul Belmondo e Orson Welles — a Maria Callas, Sartre e Guttuso. Ancora, gli Agnelli, Elton John, e tutta l’élite che a Roma viene a fare politica. Cossiga, Bossi, Silvio Berlusconi, “che cenò all’aperto poco prima dell’11 settembre”, passando per Bertinotti, Di Pietro e il già sindaco della Capitale Francesco Rutelli.

Dal Bolognese a Milano, e anche a Miami

Nel 2005 Alfredo e il figlio Ettore decidono di replicare la carta di tagliatelle al ragù, lasagne verdi, polpette e guancia brasata a Milano. Con loro Angelo Moratti, col cui sostegno inaugurano una sede a Palazzo Recanati, pochi passi dal Duomo. Un locale elegante provvisto di una corte interna in cui si trova il dehors. Dopo le due sedi italiane c’è lo slancio per provarci anche all’estero. E dunque nel 2019 i Tomaselli scelgono Miami Beach, con un’operazione studiata che porta Il Bolognese - Italian Restaurant e i suoi classici italiani a buoni esiti. Passi importanti e ben ragionati quelli dei Tomaselli, pur diluiti nel giro di 60 anni. E come mai, quindi, la proprietà del primo, storico locale a Roma è stata messa in vendita?

Dal Bolognese a Milano

Dal Bolognese non resiste al degrado di Roma e cede la gestione

Lo condivide il giornalista Guido Barendson sul suo profilo Facebook e anche sul sito Dagospia: "Ci pensavamo da un po', ma resistere al degrado del centro di Roma, la piazza invasa da manifestazioni di ogni genere, popolata da ladruncoli e taglieggiatori, era diventato troppo faticoso", ha raccontato il patron Alfredo con un pelo di enfasi di troppo. La serranda però non è a chiudere per sempre, perché si apprende che sono già entrati due giovani titolari, forti sulle pubbliche relazioni, e in particolar modo su cinema e spettacolo. E in effetti sul sito è ora indicata la società Dal Bolognese Roma srl, costituita lo scorso marzo e di proprietà al 100% di Martino Benvenuti, general manager & executive producer presso Think Cattleya, casa di produzione pubblicitaria del gruppo Cattleya.

Le tagliatelle al ragù di Dal Bolognese

Probabilmente una buonissima offerta commerciale, che ha convinto i primi gestori a cedere il passo in una zona che — va detto — dal ‘peggiore’ degrado romano non è poi nemmeno così toccata. Anzi probabilmente è toccata da un incremento senza pari del turismo di lusso. Senza soluzione di continuità, non dovrebbe cambiare la classica formula, che tratterà probabilmente ancora cucina bolognese. Quella che si continua a fare a Milano, "Dove restiamo, sempre più convinti. Una città vivace, dove gira il denaro e dove ci divertiamo di più". Però sia a Milano che a Roma delle differenze si accorgeranno davvero in pochi. 

Dal Bolognese Roma

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