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Sabato, 24 Febbraio 2024
Roma

Il pizzaiolo che si inventò il concetto di pizza gourmet sta aprendo a Roma

Si chiama Vico Pizza e Vino il nuovo locale che porta la firma di uno degli interpreti più importanti in Italia, Enzo Coccia. Fondatore dell’Associazione Pizzaiuoli Italiani e ambasciatore della tradizione napoletana nel mondo

La notizia circola da un po’ e ora è ufficiale: il maestro della pizza Enzo Coccia ha aperto nella Capitale. Artigiano alla vecchia maniera, interprete magistrale della lievitazione che ha fatto scuola e continua a farla, a partire da Napoli la sua città d’origine. Il suo nuovo locale si chiama VICO Pizza e Vino in collaborazione con la famiglia De Angelis nota nel mondo dell’hotellerie. VICO sorge nel cuore di Roma, al piano terra di Palazzo Rondanini, a pochi passi dal Pantheon, ed è il frutto della progettazione dell’Architetto Roberto Antobenedetto dello studio Rpm Proget. Enzo Coccia porta dunque in tavola la cultura gastronomica napoletana mettendo al centro l’ingrediente e le materie prime del territorio, per una filosofia di cucina tradizionale ma innovativa e che guarda al futuro. Scopriamo di più sulla nuova apertura.

Vico a Roma, la nuova paertira con Enzo Coccia

VICO Pizza e Vino: cosa si mangia e com'è il locale

VICO Pizza e Vino si trova all'interno di un palazzo risalente ai primi anni del 1500, fatto costruire dal cardinale Thomas Wolsey sulle antiche rovine delle terme Neroniane. Ambienti eleganti e contemporanei, statue e opere d'arte, due sale per gli ospiti, mobile d'antiquariato e un bellissimo forno a legna che riprende i mosaici a motivi circolari chiamati Costa Amalfi, fatto realizzare su misura dai maestri napoletani. La cucina del maestro porta tutta la sua esperienza in un menu che parte dalla materia prima: “Si fa presto a dire pomodoro e mozzarella, ma sono due ingredienti fondamentali per i topping della pizza e noi italiani abbiamo la fortuna di poter avere varietà e qualità di queste due eccellenze spesso bistrattate" spiega Coccia.

ViCo a Roma,Enzo Coccia a destra mentre prepara la pizza

Tanti gli ingredienti che infatti arrivano da un'accurata selezione di produttori: dai latticini del Caseificio Il Casolare ai salumi Il Norcino, dall’olio extra vergine del Frantoio Torretta al tonno rosso e acciughe di Armatore, dai taralli e grissini di Malafronte ai pomodori San Marzano de La Fiammante. Tra le pizze, un buon insieme di classiche e pizze gourmet. Immancabile la Nerano con fior di latte, crema di zucchine, zucchine fritte, Provolone del Monaco, olio evo Penisola Sorrentina dop e basilico, oppure la Santa Lucia, con pomodorini del Piennolo del Vesuvio dop, acciughe di Cetara, olive nere di Gaeta, olio evo Penisola Sorrentina dop, prezzemolo, origano, basilico e aglio. Non si dimenticano i fritti: dal Piscitiello, il calzoncino fritto napoletano, al classico calzone passando per le montanarine. Grande spazio anche alla cantina, per abbinamenti tra pizza e vino: oltre 130 etichette con focus su Campania e Lazio, le due regioni principali di VICO.

Enzo Coccia: vita e traguardi del maestro della pizza napoletana

Coccia proviene da una famiglia di ristoratori che gestivano una trattoria nel centro storico di Napoli, Trattoria La Fortuna, crescendo quindi tra impasti, ricette e cucina. Un corredo genetico che si porta dietro, unico di 10 fratelli ha raccogliere l’eredità di famiglia, che fa propria e che evolve virando verso il mondo della pizzeria. Studia, si perfeziona, sperimenta con coraggio, tanto da diventare uno dei nomi più importanti per il panorama italiano e non solo. Curiosità: Coccia sembra essere anche il pizzaiolo preferito della moglie del Presidente degli Stati Uniti Jil Biden, che ha ordinato ben 19 pizze durante una sua visita a Napoli a inizio anno.

Una vita completamente dedicata alla pizza. Nel 1992 apre in via Caravaggio 53, La Notizia la sua prima pizzeria per poi fare il bis pochi civici più avanti al numero 94, con una nuova sfida. Una pizzeria gourmet in un locale più moderno e più ampio tutto dedicato a nuove sperimentazioni e abbinamenti. Insomma trent’anni fa Enzo Coccia fu il primo maestro degl impasti a puntare su prodotti di qualità, non convenzionali, scelti e selezionati.

Enzo Coccia (a destra) e il figlio Marco

Maestro e ambasciatore della cultura napoletana della pizza nel mondo, negli anni si è battuto nel processo di certificazione della “regina” napoletana come Specialità Tradizionale Garantita, riconosciuta dall’Unione Europea nel 2009. Oltre a essere fondatore dell’Associazione Pizzaiuoli Italiani, fonda poi una società di consulenza e formazione, Pizza Consulting, per insegnare alle future generazioni l’arte di fare la pizza. Altro traguardo che gli rende onore, il riconoscimento dell“Arte dei Pizzaiuoli Napoletani” come patrimonio Unesco nel 2017 di cui lui stesso si è battuto fin dall’inizio.

La scia dei pizzaioli napoletani a Roma

Non certo una novità invece la colonizzazione dei pizzaioli napoletani nella capitale. Ricordiamo la recente apertura di Giuseppe Vesi, in via Flaminia 479, il pizzaiolo che vuole sperimentare tanto da proporre nel format “Vulcano, con la pizza di Giuseppe Vesi” una pizza napoletana su una base più croccante, alla maniera romana. Una vera e propria invasione di pizza che risponde ai nomi di Diego Vitagliano in Via Flaminia, Ciro Salvo con la sua pizzeria 50 Kalò, imprenditori come Gino Sorbillo e Michele Condurro di Da Michele, Angelo Pezzella in via Appia Nuova, Ivano Veccia e La Masardona di Cristiano Piccirillo. Ognuno con il proprio stile di pizza, tutti nel segno di una qualità che è figlia di innovazione, studio e ricerca anche nella pizza.

VICO Pizza e Vino
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