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Lunedì, 17 Giugno 2024
Roma

Scoprire i jiamo, i panini cinesi croccanti che fanno impazzire Roma

Siamo andati a filmare come si fanno i panini "jiamo" di JiamoLab a Roma. Chen davanti a servire i panini. Suo zio dietro nel laboratorio a produrre queste deliziose “sfogliatelle cinesi”. Il video

Arriviamo spesso a servire 200 jiamo al giorno, ma se mi chiedi di dichiarare un numero ti dico 150 così siamo più prudenti”. Eccolo Chen, l’inventore di Jiamo Lab a Roma: gentilezza e umiltà sempre. Ci concede un’intervista in cui ci racconta tutto sul jiamo, un ‘panino sfogliato’ cinese del tutto particolare. Ma le cose più rilevanti ce le dice quando chiudiamo le telecamere: “alle volte vengono altri imprenditori della comunità cinese e mi chiedono se visto il successo di questo prodotto sono arrivato a fare 1000 o 2000 panini al giorno; ma quali 1000 o 2000, io voglio rimanere piccolo, sia come produzione sia come dimensione del locale altrimenti non riuscirei a tenere alta la qualità”.

Tanti jiamo in preparazione da Jiamo Lab

Come si producono i jiamo croccanti di JiaMo Lab a Roma

E allora in questo locale piccolo piccolo di Via Bergamo siamo entrati e abbiamo iniziato a filmare. Chen è stato il primo a rendere famosi i jiamo a Roma. Si tratta di un tipico panino sfogliato del nord ovest della Cina: si fa l’impasto di farina e uovo, si stende, si trasforma in tagliatelle e poi si crea un panetto con queste tagliatelle. Quindi si cuoce in forno rendendolo straordinariamente croccante e friabile. Infine si farcisce con maiale, manzo o verdure aprendolo a tasca.

Il Jiamo prima della farcitura

La storia di Chen Hu

Chen Hu viene dal sud est della Cina come gran parte della comunità cinese di Roma, ma ad un certo punto suo zio si ritrova in un’altra regione dell’enorme paese orientale, scopre i locali panini “Jia Mo” e impara a farli. Una volta tornato a Roma ne parla col nipote e insieme decidono di aprire questo laboratorio dove ancora oggi lavorano fianco a fianco: Chen davanti a servire, dietro lo zio a produrre gli jiamo in un piccolo spazio di produzione e con solo forno.

La carne con cui si farcisce il panino proviene dal mercato di Piazza Vittorio (“ormai abbiamo fornitori di fiducia, da anni, ordiniamo una quantità di prodotto davvero elevata” racconta Chen sempre sempre a telecamere spente) e viene cucinata con una speziatura molto complessa che rende questo panino semplicemente delizioso oltre che inconfondibile.

I jiamo farciti di manzo, maiale o verdure costano tra i 6,5 e i 7€, dentro c’è una tale quantità di condimento che bastano per un pasto. Ma questo piccolo laboratorio di cucina cinese del Nomentano pur avendo i jiamo come prodotto di punta, propone anche ravioli, noodles e, udite udite, anatra alla pechinese tutti i giorni. Il successo è tale che ormai all’ora di pranzo le attese sono notevoli ma ciononostante in parecchi pensano che ne valga decisamente la pena. Un bel riscatto per un progetto che, iniziato nell’estate nel 2019, era subito inciampato nell’emergenza Covid.

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