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Giovedì, 18 Luglio 2024
Roma

A Roma c’è un minimarket giapponese dove si può mangiare tra gli scaffali

Si chiama Kombinini ed è una gastronomia con cucina espressa di ispirazione nipponica in zona San Paolo. Per fare la spesa di prodotti orientali, ma anche ordinare e pranzare

Se in viaggio in Giappone vi trovate ad aver fame al di fuori dei soliti (e alquanto ristretti) orari di servizio, sappiate che è sufficiente infilarsi in uno dei tanti minimarket che costellano le città. Ci si trovano non solo snack e dolcetti confezionati, ma un repertorio di preparazioni fresche — tra onigiri, soba e udon — oppure noodles e zuppe da mangiare anche sul posto davvero di tutto rispetto. Aveva in mente proprio i combini nipponici Wang Jun Feng quando ha aperto 7 anni fa il suo Kombinini nel quartiere San Paolo di Roma, una bottega tappezzata di manga e cose buone da mangiare. Si fa la spesa, sì, ma anche il pranzo e la cena tra gli scaffali.

Le corsie del minimarket Kombinini

Cosa sono i “combini” in Giappone

Per capire meglio in cosa consiste Kombinini occorre raccontare i locali che l’hanno ispirato. Da 7-Eleven a Lawson, passando per Daily e FamilyMart, i convenience store (la crasi di termini difficili da pronunciare si tramuta, appunto, in combini) sono la versione giapponese delle nostre botteghe di vicinato. Ma con qualcosa in più. Si trovano a migliaia nella tentacolare Tokyo, nella vecchia capitale Kyoto, come nei paesini di montagna, e restano aperti a ogni ora del giorno, tutti i giorni. Per soddisfare un po’ tutte le necessità: da quotidiani e riviste agli ombrelli; dal caffè ai soft drink, sia caldi che freddi. E il cibo — e qui si stupiscono i turisti —, non è soltanto quello chiuso in buste multicolor con claim incomprensibili, ma anche quello fresco.

Ingresso tra le corsie di Kombinini

O meglio freschissimo, considerando il grande ricircolo di queste vere gastronomie take away, con banconi svuotati e riforniti di continuo. Si può scegliere un dolcetto melonpan da addentare per strada, un bento assortito, un egg salad sandwich (con la mitica maionese Kewpie) oppure una bowl di noodles e un bao ripieno. Da scaldare al microonde e consumare, volendo, in uno dei tavolini a disposizione nei minimarket appena più spaziosi.

La saletta nel retrobottega di Kombinini

La storia di Kombinini, minimarket orientale a Roma

Di origini cinesi, laureato in Economia, Wang JunFeng — anche se tutti lo chiamano Danilo — ha aperto 7 anni fa in zona San Paolo il suo Kombinini, a due passi dalla fermata metro. “L’ho chiamato così per richiamare subito i minimarket, ma anche la parola italiana ‘combinare’, perché per me si tratta proprio di questo”, spiega a CiboToday. “Di solito i ristoranti giapponesi qui sono posti formali e costosi, mentre noi volevamo proporre del cibo veloce, buono ed economico. Proprio come nei combini originali”. Ma, entrando in bottega, il primo passo è tra le corsie affollate di udon pronti da saltare, buste di alghe nori per il sushi e scatole di mochi al tè matcha e fagioli azuki. Poi scansie di sake, soft drink a colori fluo, bottiglie di jasmine tea e lattine di birra in fresco.

E infine, da una parte, una sezione di bacchette e strumenti per il servizio del tè. Il locale è stato chiuso nell’ultimo anno per una ristrutturazione importante e ora è tutto foderato da carta da parati a tema One Piece, Dragon Ball e manga vari. Impossibile non provare a seguire con lo sguardo i fumetti, rendendosi conto, infine, che ci sono anche tavolini a lato degli scaffali e in una saletta retrostante ai quali accomodarsi e ordinare. Vediamo cosa.

Ingresso tra le corsie di Kombinini

Cosa si mangia e quanto si spende da Kombinini

Il menu, dopo l’attesa riapertura del 1 gennaio 2024, è in una versione ridotta. “Presto lo amplieremo con altri piatti non solo giapponesi, ma anche di ispirazione cinese — sono le mie origini —e pure coreani e thai”. Wang (alias Danilo) consegna ai commensali un iPad dal quale inviare direttamente l’ordine in cucina. Dove no, non c’è niente di precotto, tanto che ogni piatto ha l’indicazione dei minuti che servono per prepararlo.

I prezzi? Da bottega pop, con gyoza di maiale e funghi shiitake a 3,80€, yakisoba piccante a 6,50€, riso con pollo teriyaki (8€) e zuppa di miso a 4€. Noi abbiamo assaggiato l’oubap di riso saltato con maiale tonkatsu (una cotoletta croccante, 8€) e gli udon saltati con verdure e maiale (6,50€). Invitante anche il bibimbap coreano, un sostanzioso piatto unico con carne, uova verdure fermentata (10€). Che fare nell’attesa? Scegliere uno snack da sgranocchiare, che si trova proprio lì, a portata di mano.

Kombinini

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