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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Roma

Il cocktail bar di Roma che distilla tequila e mezcal direttamente in Messico

La Punta è un cocktail bar a Trastevere che continua a fare scuola in fatto di distillati d’agave come tequila e mezcal. Grazie a lunghi viaggi nelle regioni più remote del Messico, Roberto Artusio e Cristina Bugiada portano in Italia prodotti rari e semi sconosciuti

Tra i locali che più hanno fatto scuola in tema di distillati d’agave in Italia c’è La Punta. Cocktail bar romano nato nel 2016 dalla passione comune dei sui proprietari: Cristian Bugiada e Roberto Artusio, già dietro a noti locali della Capitale come Freni e Frizioni e Jerry Thomas. Un sogno chiamato Messico, che i due hanno battuto in lungo e in largo irrobustendo la loro conoscenza su tequila, mezcal e tanti altri distillati meno conosciuti. Una lunga serie di viaggi che li ha portati a scoprire negli anni piccoli produttori, diversi stili di distillazione, metodi ancestrali di produzione venendo a contatto con popolazioni indigene e rituali antichissimi. Tutto questo continua a confluire a La Punta, non solo tramite la selezione dei migliori distillati di agave del Messico, ma anche grazie al loro progetto di imbottigliamento ora arrivato alla seconda produzione. Con una novità ci spiega Roberto Artusio: “Il nostro di sciroppo di agave che si chiama Agavecito”. Ci siamo fatti raccontare la loro storia.

Cristian Bugiada e Roberto Artusio de La Punta

I viaggi in Messico alla scoperta dei distillati d’agave più rari

La Punta è evoluta in questi anni con tanti progetti a lato, oltre all’ingresso di un nuovo socio Claudio Sblano, prima nostro direttore” inizia a raccontare Artusio. Negli anni ha viaggiato con il suo socio tra le terre di Jalisco e Oaxaca: “Jalisco è la stato del Messico dove c’è principalmente la produzione di tequila, con la sua denominazione. Anche se poi siamo andati sempre alla ricerca di prodotti che esulavano dal disciplinare”. Come la raicilla un prodotto raro che proviene da una pianta d’agave particolare, dalle sfumature aromatiche diverse. “Uno stato dalla storia antichissima anche in fatto di distillazione, che qui avveniva addirittura in epoca precoloniale, prima dell’avvento degli ispanici, in maniera rudimentale”, racconta Artusio. Dalle coste del Pacifico alle terre più aspre, scoprendo tradizioni diverse nella distillazione: “Qui grazie alla nostra guida sul luogo, Esteban Morales, un grande conoscitore di agave, abbiamo conosciuto produttori che distillano in alambicchi di terracotta, c’è chi fermenta all’interno di grosse buche di pietra, chi è più moderno e utilizza strumenti in rame. A cui si associa una ricca complessità di terroir, con suoli vulcanici, minerali, fino alle coste sull’oceano”. Da qui l’idea di imbottigliare questi prodotti e portarli a La Punta.

Roberto Artusio La Punta

Il progetto di imbottigliamento de La Punta: in arrivo la seconda produzione

Subito ci siamo resi conto di dover portare in Italia questa vasta cultura in fatto di distillati. E abbiamo iniziato già nel 2015 a imbottigliare grazie all’aiuto di Esteban, che ci ha messo in contatto con una miriade di produttori e coltivatori”. Il risultato 5 distillati prodotti nella zona di Jalisco, con caratteristiche e profili diversi, imbottigliati con il logo La Punta. “Abbiamo fatto solo 750 bottiglie, da 5 produttori diversi” continua Artusio raccontando come al tempo potessero ancora definirsi neofiti del sistema. Ora in arrivo il secondo imbottigliamentoportato a uno step superiore visto che con il tempo sono cresciute anche le nostre conoscenze. Arriveranno 600 bottiglie con il logo La Vuelta, che vuol dire il giro, a simboleggiare questo nostro viaggio nel Messico”.

La Punta a Roma

Infatti questa volta Artusio e Bugiada si sono spinti anche in Michoacàn, altro stato sull’Oceano Pacifico, e a San Luis Potosì, sulle altitudini messicane. “Presto troverete prodotti incredibili, lavorati con metodi antichissimi. In questa fase anche io e Cristian ci siamo impegnati nella produzione, distillando personalmente uno dei nuovi 5 prodotti che troverete per ben 19 ore di fila”. Tra i prodotti più particolari in arrivo un mezcal rituale, che si chiama pechuga de iguana, utilizzato per usi religiosi: “Nella parte alta dell’alambicco vengono messe in sospensione carne di iguana (si mangia comunemente nella costa del Pacifico) e spezie; mentre in macerazione abbiamo scelto un tocco tropicale con mango, ananas e maracuja”. Bisogna attendere giugno per provare questi distillati nei loro numerosi cocktail o in purezza, accompagnati da piatti tipici come tacos o quesadillas messicane.

Lo sciroppo d'agave Agavecito

Non da ultimo Artusio, Bugiada e Sblano hanno appena lanciato sul mercato Agavecito, uno sciroppo d’agave creato in collaborazione con la distilleria romana Pallini. “Lo sciroppo d’agave è un prodotto sempre sottovalutato, invece è fondamentale per la creazione di un drink. Se è fatto a regola d’arte deve esaltare gli aromi del mezcal o tequila non coprirli”, considerando poi che molto spesso rappresenta un terzo della ricetta, come nel Tommy’s Margarita. “Abbiamo lavorato su densità, consistenza, gusto, per ridurre al minimo tutti gli sprechi. Il prodotto arriva dal Messico, uno sciroppo bio di agave e poi lo finalizziamo a Roma”. Un mondo da anni in continua evoluzione quello de La Punta che continua a fare scuola a livello nazionale e non solo su distillati d’agave.

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