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Venerdì, 24 Maggio 2024
Roma

La nuova stagione di San Lorenzo, il quartiere di Roma che rinasce (anche) grazie ai ristoranti

Alcune nuove aperture dell’ultimo anno danno il metro di una “normalizzazione” in una zona complicata per molti aspetti. Ecco come stanno cambiando le cose

Spaccio, schiamazzi notturni, vandalismo, sporcizia e risse in strada: sono alcune delle parole che le cronache dei giornali utilizzano più di frequente per parlare, anche in modo grossolano, del quartiere San Lorenzo di Roma, un territorio complesso, con una sua storia e una narrazione ondivaga. Ne ha parlato spesso la scrittrice Melissa Panarello, che ha dato voce sia alle brutture della zona sia alle reti di cittadini che cercano di ri-costruire un tessuto relazionale, come Civico San Lorenzo. Anche se quando ti appicciano un’etichetta addosso, che qui recita “movida selvaggia” non è facile mostrare altro.

Negli anni del boom della ristorazione, sono tanti i locali che hanno aperto, alcuni chiusi, altri si trascinano un po’ tra le pieghe della notte. Di giorno lo scenario è completamente diverso, ma anni di (parziale) gentrificazione - perché di fatto San Lorenzo “fancy e glamour” non lo è mai diventata - hanno trasformato la zona in un luogo non-luogo. Difficile da abitare per i cittadini e facile da svalutare per chi viene da fuori.  

I migliori locali di San Lorenzo: quali sono

Tra le insegne che da tempo popolano il quartiere, ci sono diversi indirizzi. La birra di Artisan con burger e piatti golosi. Davanti la pizza di Farinè. La fabbrica di cioccolato Said, che da poco ha superato i 100 anni (l’abbiamo raccontata qui). L’inossidabile qualità di Osteria Da Marcello, scelta sia per i suoi piatti romani che per il clima informale, discorso che si può associare anche a Tram Tram o Pommidoro. Gelato San Lorenzo, che da qui è partito per allargarsi con altri negozi in città, ma da San Lorenzo ha preso anche il nome (l’abbiamo raccontato qui). Pastificio San Lorenzo, che da qualche anno ha cambiato gestione volgendo a una guida più riuscita e focalizzata. 

L'Artisan a San Lorenzo ph. Artisan

Ma da tempo ormai, sembrava che San Lorenzo fosse sparito dai radar dei romani, non fosse più una “destinazione” per chi vive anche al di fuori del quartiere. Una questione – anche questa – complicata. Perché la nascita di nuove insegne di ristorazione può portare vitalità, flussi e presidi sul territorio, ma rischia anche di travolgere intere comunità. Un quartiere dove si sta bene non vive di soli ristoranti e bar alla moda e infatti c'è da accogliere con entusiasmo le novità che riguardano il Nuovo Cinema Palazzo, storica insegna di quartiere che da tempo versava in stato di abbandono. In ogni caso qualcosa a San Lorenzo si è mosso, soprattutto nell’ultimo anno, capace di farci parlare non di una “rinascita”, parola un po’ “cheesy” che piace ai titolisti, o di rigenerazione, ma di normalizzazione piuttosto, quello che un quartiere come San Lorenzo avrebbe potuto permettersi da sempre.

L’arrivo di SoHo House a San Lorenzo

La lobby della Soho House di Roma

Nel 2021 proprio nella via dell’Università, ha aperto la prima Soho House in Italia, un edificio imponente che ha parzialmente cambiato lo skyline del quartiere, con la piscina sul tetto e una serie di ristoranti riservati ai membri del brand. Nick Jones, fondatore di Soho House, disse al Corriere della Sera che “volevamo un luogo diverso dai circuiti turistici, dal centro: cerchiamo sempre l’anima creativa delle città così la prima Soho House italiana sarà nel distretto post industriale di San Lorenzo vicino alla Sapienza allo studio d’artisti Pastificio Cerere”. Addirittura, definì la zona la Shoreditch italiana, facendo riferimento a un quartiere di Londra, con un volo pindarico un po’ troppo ardito. E anche se Soho House non è un posto, necessariamente, per romani è possibile che abbia leggermente cambiato il percepito dei cittadini su questa zona

Le nuove aperture a San Lorenzo: gli indirizzi

Un piatto da Nena, il nuovo ristorante di Cristiano Caccamo

Intanto sono successe cose più piccole di un palazzo costato 75 milioni di euro. Per esempio alcuni soci hanno rilevato nel 2023 lo storico pub del quartiere, il Serpente, per riportarlo alla sua natura di bar sport con cocktail e birre. Poi è arrivata una pizzeria con cucina e cocktail, Broccia, alla fine del 2023. All’inizio del 2024 ha aperto il ristorante dell’attore Cristiano Caccamo in società con Lorenzo Biancolella. Si chiama Nena, cucina & Mercato e parla anche il linguaggio delle vecchie osterie di zona, senza particolari schiamazzi, almeno nelle intenzioni. Infine, ma non in ordine cronologico, c’è stata l’attesa apertura dopo un lungo stop, di Mazzo di Francesca Barreca e Marco Baccanelli, che dopo aver dato molto a Centocelle oggi aggiungono una nuova pedina sulla loro mappa.

L’opportunità di creare un luogo di aggregazione

La pizza di Broccia

Quando abbiamo scelto di far sorgere il locale a San Lorenzo” ci ha spiegato il proprietario di Broccia Luigi Gallo “eravamo perfettamente consapevoli delle difficoltà che questo quartiere vive quotidianamente. Ma allo stesso tempo, l'idea di portare la buona cucina in una zona così amata e così ricca di storia cittadina ed umana, ci ha da subito motivato. Abbiamo deciso di partire dalle persone del quartiere, ed abbiamo visto nella facoltà universitaria e nella piazza vicina, l'opportunità di creare un luogo di aggregazione, con la speranza che iniziative come questa possano portare beneficio alla qualità della vita del quartiere intero”.

La fabbrica del cioccolato di Said

A fare da eco, anche le parole in una recente intervista a RomaToday, del proprietario di Said Fabbrica del Cioccolato Fabrizio De Mauro "Vedo San Lorenzo un po' come la 'sora Camilla', tutti la vogliono e nessuno se la piglia. È un'isola, a differenza di tutti i quartieri di Roma, ha una fortuna enorme, quella di essere racchiuso tra il Cimitero, la Dogana, lo Scalo San Lorenzo, il CNR e l'università. Circa 3000 persone, di cui la maggior parte anziani e studenti. Forse San Lorenzo non ha mai sfruttato a pieno il suo potenziale, ma questo sicuramente lo ha preservato". E anche se finora lo scenario sembrava fermo, abbiamo visto negli ultimi mesi molti cambiamenti, tanto da rimescolare le carte e tratteggiare una nuova strada. Anche a colpi di piatti e bicchieri.

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