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Giovedì, 18 Aprile 2024
Roma

Nascosto dietro Via Nazionale c’è uno dei segreti meglio custoditi della pausa pranzo a Roma

In una traversa del centro, PiaDina e Crescione ha scommesso sulla piadina romagnola 11 anni fa. Rotoli, crescioni e cappelletti dolci. Ma anche zuppe, primi fatti in casa e arrosti, con una piccola fila a ogni pausa pranzo

Da PiaDina e Crescione — locale minuscolo tra il Palazzo delle Esposizioni e il Teatro dell’Opera, nel centro di Roma — in pratica funziona così: se a un cliente affezionato scappa un “sai Carlo, è proprio da tanto che non mangio la pasta con le cozze!”, può capitare che il giorno dopo il (fortunato) cliente se la ritrovi in menu. Sì, perché Dina Petrangeli e Carlo Facchinetti non sono stati solo tra i primi a scommettere sulla piadina romagnola nella Capitale, ma ci hanno affiancato una cucina senza fronzoli, portando una proposta casereccia in una zona in cui di posti “genuini” ce ne sono proprio pochi. La loro storia.

Sfoglie di piadina per i clienti di PiaDina e Crescione

Dina Petrangeli e Carlo Facchinetti, dalla Romagna a Roma

Mentre Dina, il cui nome fa capolino sull’insegna, è nata a Roma, suo marito Carlo è milanese, “ma ha vissuto per tanto tempo in Romagna, tra Forlì e Cesena, e di esperienza con la piadina ne ha fatta tanta”. Cuoco di professione, ha gestito in zona molti locali tra l’86 e il 2000, poi ha aperto con alcuni amici a Marina di Ravenna il DonnaRosa, uno di quegli stabilimenti moderni (ma lì si chiamano “bagni”) in cui si mangia anche parecchio bene.

Dina Petrangeli e Carlo Facchinetti di PiaDina e Crescione, al centro

Spostatosi a Roma, è entrato in società insieme a Pietrangeli all’Antica Trattoria Santo Padre, un ristorante storico non lontano da Porta Pia. Nel 2013, però, quando i fondatori sono venuti a mancare, i due hanno pensato di mettersi finalmente in proprio. Tornando a parlare proprio di piadina.

La piadina romagnola a Roma, da 11 anni

Il romano, si sa, è ‘pizzettaro’, e quando abbiamo aperto la piadina non era contemplata come street food. Non si trovava per niente”, ricordano a CiboToday Petrangeli e Facchinetti. Oggi le cose sono senz’altro cambiate, e la piada — pur con qualità altalenante — è un'alternativa alla pizza al taglio, al tramezzino o al sandwich, in pressoché tutti i bar. E c’è anche il grande franchising La Piadineria (la cui storia è descritta qui) che ha puntato tutto sulle sue potenzialità, tanto gastronomiche quanto imprenditoriali.

Crescioni e rotoli di piadina di PiaDina e Crescione

Ma 11 anni fa non è che i clienti se la filassero tanto. Abbiamo capito subito che soltanto con quella non saremmo sopravvissuti, e diversificato l’offerta”. PiaDina e Crescione, come detto, nasce in una zona particolare di Roma, una traversa di quella Via Nazionale affollata di negozi e baretti impersonali, dove i turisti passano di corsa. Tutt’al più cascando in un ristorante-trappola di quelli con le foto dei piatti sul menu. “A noi invece devi venirci a cercare, perché siamo un po’ nascosti. Perciò puntiamo su chi qui ci lavora e ormai ci frequenta da anni”. La piccola folla già alle 12.30 lo dimostra: i clienti sembrano conoscersi tutti e si rivolgono ai proprietari come ad amici.

Cosa si mangia e quanto si spende da PiaDina e Crescione

Una vetrina con rotoli e crescioni (le piade farcite e sigillate a metà, anche chiamate “cassoni"), qualche mensola per appoggiarsi e un tavolinetto all’esterno. Poi la cucina proprio dietro, “dove gli spazi non ci permettono di impastare”. Per questo la piadina — quella sottile, di tipo riminese — arriva da un artigiano di Bellaria, “un amico che ha un piccolo laboratorio e fa un lavoro eccezionale”.

Il menu di piadine, rotoli e crescioni di PiaDina e Crescione

Il pezzo forte? “Quella ‘storica’ con crudo, squacquerone e rucola” (5,50€), ma ce ne sono tante altre, con ventricina, bresaola, mortadella, oppure vegetariane con verdure grigliate (6,50€), zucca e patate (6€) e spinaci e gorgonzola (6,50€). Si trova anche in forma di rotolo, di “cono” (un po’ insolito, con insalata, mais, tonno e mozzarella, 7€), di crescione salsiccia, scamorza e porcini, nonché alla diavola (6€). Finanche dolce, con piade con Nutella e cocco e anche chiuse in forma di “cappellettoni” con crema di nocciole (5,50€).

Le proposte del giorno di PiaDina e Crescione

Tutto ciò resta fisso, mentre a destra dell’ingresso è ben visibile un foglio di carta paglia con le proposte cucinate, “che cambiano ogni giorno, a seconda delle idee mentre facciamo la spesa”. Ecco quindi, per variare, porzioni di pasta patate e provola (8,50€), gnocchi fatti in casa al pomodoro e basilico (8€) e zuppa con riso integrale ed erbette di campo (8,50€). Ma anche secondi, tra sovracosce di pollo arrosto (9€), roast beef con rucola e funghi (9,50€) oppure frittata col primosale (8€). “Il complimento più bello di tutti? Quando i clienti ci dicono che da noi si mangia come a casa”.

PiaDina e Crescione

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