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Sabato, 24 Febbraio 2024
Roma

La nuova pizzeria da provare a Roma è ispirata ad una nonna napoletana

Si chiama Donna Cira ed è la dedica di un nipote a sua nonna: la pizza contemporanea però la porta nel futuro

Una cordata di imprenditori che hanno già lavorato nel mondo della pizza si lancia in una nuova avventura: si chiama Donna Cira ed ha aperto nel quartiere Ostiense a maggio 2023. Fin qui una pizzeria come tante, ma dietro c’è una storia interessante.

Ce la racconta il pizzaiolo Gianluca Proietti, socio anche lui, da cui viene l’idea di dedicare il nome della pizzeria a sua nonna, Cira, originaria di Portici. “Mia nonna è stata l’artefice di tutto” ci spiega Gianluca “è stata lei a insegnarmi questo lavoro”. La signora Cira nel dopo guerra – come facevano tutti – vendeva la pizza in giro col carrettino a Napoli, una sorta di delivery ante-litteram. È una pizza che prepara e cuoce lei stessa sulla stufa, un prodotto semplice di cucina povera e di strada.

Daniele Mignano a destra, Gianluca Proietti a sinistra

Dalla stufa alla pizzeria, fino a Roma

Negli anni ’60 si decide ad aprire la prima pizzeria a Portici. È da lei che Gianluca fin dall’età di 11 anni impara a fare la pizza, una donna forte, importante, che ha formato tre generazioni di pizzaioli. Nel 1992 Gianluca si sposta a Roma, facendo parte di quella generazione di pizzaioli napoletani migranti che si sono spostati fuori Napoli. Un fenomeno di cui oggi vediamo ancora gli effetti, sia nei piccoli che nei grandi, da Gino Sorbillo a Michele, da Diego Vitagliano a Vincenzo Capuano. “Quando sono arrivato io c’erano solo due pizzerie napoletane: PizzaRè e la Bella Napoli a Viale Giulio Cesare. Dopo sono arrivati tutti”.

La pizza di Donna Cira nel forno a legna

La pizza di Gianluca Proietti da Donna Cira

Quella di Gianluca però è una strada che oggi ha una nuova forma: da pizzaiolo tradizionalista a moderno, dalla pizza napoletana a ruota di carretto a quella contemporanea che propone nella nuova insegna con l’aiuto del pizzaiolo Daniele Mignano. “Faccio un impasto indiretto in due fasi con un pre-fermento che garantisce una pizza scioglievole, con un cornicione pronunciato ma molto alveolato. I nostri clienti arrivano a mangiare la nostra pizza dopo 30 ore di maturazione, l’idratazione dell’impasto è al 75%”. I gusti di questa pizza sono tanti, più di 20, tra i 7 e i 12€ (a cui si aggiunge anche la cucina con i suoi piatti). Deve piacere a tutti ci dicono, dai bambini agli anziani, ed essere in grado di rimanere buona ogni volta che viene fatta, un prodotto ripetibile “anche se la pizza è impossibile da replicare”.

Una pizza in preparazione

Le pizze di Donna Cira: cosa si mangia

Dalla margherita semplice a La Dorata con pomodoro del piennolo giallo, bufala campana, parmigiano reggiano, basilico e zest di Limone, dalla marinara super classica, alla Pistacchiosa con provola campana, parmigiano, basilico e in uscita rose di mortadella, crema e granella di pistacchio. “A mia nonna abbiamo voluto dedicare una pizza storica, la cosacca, solo formaggio e pomodoro. Noi la facciamo con una salsa di pomodoro datterino cotta a bassa temperatura, in uscita pecorino toscano stagionato 24 mesi a scaglie. Ai tempi di mia nonna ce n’era poca di mozzarella. Oggi la clientela è molto cambiata”. Quando gli chiediamo se a sua nonna sarebbe piaciuta la pizza di oggi, ci risponde: “non posso saperlo ma era una donna molto intelligente, avrebbe capito che i tempi sono cambiati. Allora i prodotti erano veramente pochi”.

Un piatto di pasta da Donna Cira

Donna Cira
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