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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Roma

Ha aperto a Roma una bottega-ristorante coi prodotti di tutte e 20 le regioni italiane

Si chiama Tipico20 il locale aperto a Porta Maggiore, non distante dalla Stazione Termini che unisce ristorazione e vendita di speciality. "Non è vero che siamo un doppione di Eataly, siamo diversi”

Un progetto coraggioso, quello di Fabio Larocca che ha dato forma sul territorio a una grande passione per l’enogastronomia, coltivata a suon di corsi sul vino, sulla birra, sui formaggi e di viaggi in giro per le regioni italiane. Tutto confluisce in Tipico 20 (20, come sono 20 le regioni dello Stivale) che ha aperto vicino Piazza di Porta Maggiore a Roma il 1 dicembre 2023. Un locale che è negozio di specialità enogastronomica ma anche bar e ristorante.

Tipico 20: i prodotti delle regioni italiane

Una piccola parte degli scaffali di Tipico 20 a Roma

Siamo alla fine di Via Giolitti. Il ristorante prende sede all’interno di un complesso di edifici che vengono dalla ristrutturazione di un edificio industriale storico, una pagina dell’urbanistica della città poco conosciuta. Sono 3 padiglioni su due piani, un cortile interno, un cancello che fa da ingresso a quello che un tempo era un magazzino adiacente al fascio dei binari, poi sede di un organo afferente alla Regione Lazio fino ai primi anni 2000, successivamente abbandonato all’incuria e alle occupazioni. Oggi ospita una serie di sigle, tra cui Epas, Caf e Infap. E qui lavora anche, per il suo primo lavoro, proprio Fabio che in virtù della professione primaria gira l’Italia “dalla Valle d’Aosta alla Sardegna”, racconta a CiboToday. In 10 anni di viaggi, corsi sull’enogastronomia italiana (ma anche estera) incasella visite e scoperte sul territorio di aziende agricole, cantine, birrifici, distillerie e produttori. Oggi sono negli scaffali del suo locale.

Un legame indissolubile tra ristorante e bottega

Struncatura con alici, pachino, granelli di olive dell’Etna e briciole alla nduja

Molte persone non conoscono le cose buone che abbiamo in Italia” ci racconta Larocca. “Certo, qualcuno potrebbe dire che c’è già Eataly per fare questo, ma io penso di offrire la selezione di una qualità diversa, che ho cercato per diversi anni”. L’idea di unire vendita al dettaglio alla ristorazione non è, in effetti, cosa nuova. Qua prende piede in uno spazio di circa 160 metri quadrati, che lavora dalla mattina al dopo cena. Si parte con la colazione con caffè monorigine di Caffè Rinaldi a Ciampino (ne abbiamo parlato qui) e cornetti fatti in pasticceria, a pranzo c’è la tavola calda, a cena si mangia alla carta, si fa aperitivo scegliendo il vino, si prende un cocktail dopo cena. Gin, pasta, marmellate, sott’olio, formaggi, salumi, vino, tisane e infusi, cioccolato, birra, fino a ketchup e maionese artigianale: c’è di tutto, per gli amanti delle ricercatezze. “La ristorazione è legata ai prodotti in vendita e viceversa” ci spiega Fabio.

I produttori artigianali in tutta Italia e i loro prodotti a Roma

Un dolce della colazione sfornato dalla pasticceria

Chi mangia nelle sedute - “le capsule” come le chiamano i proprietari, perché sono tavolini ricavati proprio all’interno delle scaffalature - ritrova nel piatto le stesse cose che può osservare in vendita. Il locale si sviluppa utilizzando molto legno, sia per conferire un’idea di artigianalità e calore, sia per lasciare visibilità alle etichette e ai prodotti. Circa un centinaio i produttori coinvolti, senza dimenticare regioni meno note come Calabria e Sardegna, tutte hanno pari dignità. “Di produttori ne avrei altri da inserire, almeno una quarantina, ma non ci stanno sugli scaffali. Faremo un po’ alla volta, l’idea è quella di turnare. Per qualcosa su Roma abbiamo anche l’esclusiva” dice Fabio. E poi anche di organizzare eventi con i produttori, per il vino c’è anche una sala delle degustazioni.

Una grande scommessa, nei pressi della Stazione Termini

Una piccola parte degli scaffali di Tipico 20 a Roma

Grande importanza la rivestono le birre, pallino di Fabio, con spillatori ma anche bottiglie e lattine a scaffale per trovare interessanti proposte artigianali. Al soffitto c’è una sfilata di pali di castagno recuperati e trattati che imitano un po’ i supporti a cui si appendevano in cantina i salumi. Per fare la spesa ci sono delle ceste fatte a mano. “Non vogliamo vedere solo il vino, vogliamo anche raccontarlo”, e questo discorso si può applicare anche a tutto il resto. Una comunicazione non commerciale, non infografica, ma basata molto sull’interazione fra cliente e personale. Ci sono anche tavolini all’esterno da godersi durante la bella stagione dove, ci si augura qui, non si siederanno solo i turisti ma anche i romani, proprio per fare la spesa o per mangiare qualcosa. Il progetto è veramente una grande scommessa, soprattutto per la zona sfidante in cui si trova e per la particolarità della proposta, ma può piacere a un pubblico attento e ricettivo.

Tipico 20

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