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Sabato, 18 Maggio 2024
Roma

I migliori ristoranti dove mangiare nel quartiere San Lorenzo a Roma

Trattorie inamovibili e buone pizzerie, pub dove si può anche mangiare, raffinati bistrot, birrerie di quartiere, osterie moderne e gelato naturale. Itinerario in uno dei quartieri più movimentati della Capitale

È emblematico dello spirito inalterabile di Roma, il quartiere di San Lorenzo, che nel corso della storia ne ha viste davvero tante. Oggi resta il preferito dagli universitari, spesso additato come centro della ‘movida’ e, fino a non molto tempo fa, non altrettanto ricco di possibilità per mangiare bene. Ma le cose oggi stanno diversamente (abbiamo dedicato un approfondimento alla sua rinascita), e proprio qui, nel raggio di poche decine di metri, si concentrano insegne interessanti. Dalla pizzeria Fariné e il pub Artisan, che prima di altri hanno intravisto le potenzialità del quartiere, al nuovissimo Mazzo; senza tralasciare osterie storiche che sono qui da decenni, antiche cioccolaterie, gelaterie naturali, pub di quartiere dalla seconda vita, nonché raffinati bistrot. Ricordiamo però che non di ‘sola’ cultura gastronomica si parla in zona: oggi San Lorenzo ferve di gallerie, fondazioni culturali e studi d’artista. Da tenere in considerazione, tra un aperitivo e una cena.

Mazzo
Farinè
Artisan
Il Serpente Roma
Tram Tram
SAID dal 1923
Osteria Da Marcello
Gelato San Lorenzo
Pastificio San Lorenzo
Nena mercato&cucina
Broccia
Kiko Sushi Bar
Soho House Rome
Pinsa e Buoi dei... San Lorenzo
Ristorante

Mazzo

Sono ancora giovani, ma hanno una carriera solida alle spalle, Francesca Barreca e Marco Baccanelli, coppia di chef sul lavoro e nella vita che si è fatta conoscere col suo Mazzo e una varietà di iniziative (anche il pollo fritto to go). La loro storia l’abbiamo raccontata per esteso, così come la riapertura, a metà novembre 2024, della sede a San Lorenzo, dopo i primi passi nel quartiere di Centocelle. Ora si trovano negli spazi che furono di Uno e Bino di Giovanni Passerini, a poca distanza dai colleghi di Fariné e Artisan, con i quali condividono spunti ed energie. Un po’ trattoria moderna e un po’ vineria, si assaggiano ancora piatti-firma — tra tutti la trippa fritta — e qualche bella novità, come la spoja lorda di ispirazione romagnola rivisitata alla loro maniera. Scontrino medio intorno ai 50€.


Mazzo

Pizzeria

Farinè

Francesca Sarra e Carlo Teodori si dedicano alla pizza in tutto e per tutto, in un locale da una quarantina di coperti che con la bella stagione si allarga nei tavoli all’aperto. A dir poco intransigenti sulla qualità di farine, ingredienti per farciture e tecniche di lavorazione, apparecchiano senza fronzoli — niente piatti; la pizza arriva su carta oleata, già tagliata e pronta da mangiare con le mani. Ma in fondo che importa? — e offrono un elenco sintetico di proposte fisse, alle quali si aggiungono una pizza e un calzone speciale ogni settimana. Farine naturali di Molino Sobrino e pasta madre viva per le lievitazioni, oltre a una ricerca gastronomica decisamente appassionata su pomodoro, olio, salumi e formaggi. Le pizze si ordinano in formato piccolo e medio (consigliamo di provarne più di una, e poi condividere), scegliendo tra le immancabili margherita, marinara, Napoli e Agreste con verdure di stagione ripassata, oppure chiedendo quali sono le specialità, sempre diverse. Da qualche tempo si fa anche la romana, spianata sottile a mattarello. Birre artigianali, vini naturali e conto medio popolare; il giovedì si sforna il pane con farine di coltivatori virtuosi.


Farinè

Pub

Artisan

Su Via degli Aurunci, giusto di fronte a Fariné, c’è dal 2014 Artisan di Emanuele Repetto e Giuseppe Ricciardulli. Una bella infilata di vie al bancone, una saletta con tavolini e la possibilità di ordinare anche qualche piatto dalla cucina (d’altronde è uno dei pub in cui si mangia meglio, come spiegato qui). Le referenze alla spina cambiano spesso, poi c’è un frigo ugualmente fornito di lattine e bottiglie da produttori scovati in giro per l’Europa, e anche qualche proposta in fatto di sidro. Vanno seguiti sui social per restare aggiornati su eventi e brunch del fine settimana ed è da tener presente anche la possibilità di ordinare la pizza dirimpetto e gustarsela qui (e viceversa, per le loro birre).


Artisan-2

Cocktail bar

Il Serpente Roma

Abbiamo già raccontato la curiosa storia del Serpente, storico pub ‘di quelli di una volta’, al lavoro dal ’94 a fine 2022 a San Lorenzo. Dopo un momentaneo stop, la sua atmosfera da bar dello sport e punto di riferimento per il quartiere l’ha voluta tutelare Antonio Parlapiano, mitico barman romano fondatore dello speakeasy Jerry Thomas. Così, insieme a Francesco Petracci e Flavio Leuci l’ha riaperto nell’estate del 2023 come Members Only Club (per entrare bisogna dunque associarsi). La lista dei cocktail è ‘filologicamente’ ispirata ai decenni passati — Daiquiri, Cosmopolitan, Pina Colada e Bicicletta — senza far mancare birre e whiskey. Da guardare, in tv, c’è sempre qualche partita di calcio. 


Il Serpente Roma

Ristorante

Tram Tram

Gioca con la linea che attraversa il quartiere, il nome di Tram Tram, un’osteria a conduzione familiare dal ’91. E tutta al femminile, con mamma Rosaria che ha preso l’iniziativa, poi seguita dalle figlie Fabiola e Antonella Di Vittorio. È una versione evoluta dell’osteria di quartiere, dove trovare piatti tradizionali eseguiti con tecnica e imitatati con cura, inspirati tanto a Roma quanto alla tradizione pugliese marinara. La Carbonara (con tonnarelli o mezze maniche, secondo noi una delle migliori di Roma) è sempre disponibile su richiesta, e costa 12€.


Tram Tram-2

Negozio-Bottega

SAID dal 1923

Ha da poco spento la bellezza di 100 candeline, la storica fabbrica di cioccolato SAID, che dal 1923 resiste a San Lorenzo incurante di guerre, bombardamenti e voracità dell’industria dolciaria. Potete apprendere tutto sulla sua lunga storia leggendo il nostro articolo, mentre ricordiamo come l’antica Società Azionaria Industria Dolciumi oggi non consegni esclusivamente tavolette, uova, praline e dragée in cioccolato, ma anche una linea di pasticceria, un bar con tanto di cocktail a tema e un bistrot che dimostra come il cacao possa diventare un ingrediente gastronomico a 360°. Altro che ‘soli’ cioccolatini. 


SAID dal 1923
 

Osteria-Bistrot

Osteria Da Marcello

Come tanti dei locali in voga nella Capitale tra i Cinquanta e i Sessanta, l’Osteria da Marcello era pensato per i ‘fagottari’. I gestori, in pratica, mettevano a disposizione tavoli e vino sfuso, mentre gli avventori pensavano da sé al cibo, trasportato qui, appunto, chiuso in fagotti. Marcello Santececca e la moglie Alessandrina rilevarono questa piccola insegna di Via dei Campani nel ’61, cominciando via via a preparare le pietanze — per la clientela un po’ più abbiente — che ancora sono cavalli di battaglia. C’è la pajata, la coda alla vaccinara, la trippa alla romana e l’amatriciana; e ci sono ancora gli arredi dell’epoca, quasi tutti originali. Prezzi a portata di ogni portafoglio.


Osteria da Marcello

Gelateria

Gelato San Lorenzo

Maurizio Dattilo, fondatore e proprietario di Gelato San Lorenzo (qui la storia) fa il gelato con vari tipi di zucchero, stabilizzanti naturali a base di fibra di bambù e carruba e salse per semifreddi e variegature fatte in casa dalla A alla Z. Lo si può definire un gelato naturale, senza temere di usare l’aggettivo a sproposito. Proviene da altri settori ma è diventato un professionista apprezzato, allargando l’attività a diversi punti vendita che portano avanti stessi prodotti e qualità. Nella gelateria di Via Tiburtina si trova un lungo bancone con gusti stagionali a rotazione — ad esempio, in questo periodo, la mandorla cn crumble vegano e senza zuccheri — poi torte-gelato, bon bon, e pure praline e barrette.


Gelato San Lorenzo-2

Ristorante

Pastificio San Lorenzo

All’interno della più antica fabbrica di pasta del quartiere, qualche anno fa parte degli spazi al piano terra sono stati recuperati e trasformati in un ristorante (quelli adiacenti ospitano una fondazione d’arte e parecchi atelier). Con l’ultima gestione il Pastificio è stato ripensato come un’osteria contemporanea, che gode di un’atmosfera retrò e che per il suo menu non bada tanto alle distinzioni tra antipasti, primi e secondi. L’ideale, qui, è ordinare piatti diversi e assaggiare un po’ di tutto: dai gyoza di coda alla vaccinara (12€) ai bignè di baccalà mantecato (13€); dalla fregola con patate e provola (14€) all’agnello con melograno e radicchio alla brace (22€), per terminare con crema catalana al sambuco e spuma di latte di capra (8€). Lo consigliamo anche per un aperitivo con drink creativi e qualcosa da mangiare dalla carta dedicata, da sorseggiare direttamente al bancone.


Pastificio San Lorenzo
 

Ristorante

Nena mercato&cucina

Una delle ultime passioni degli attori italiani pare essere quella di aprire un ristorante. Lo abbiamo raccontato anche a proposito di Cristiano Caccamo, che lo scorso 7 gennaio ha scelto San Lorenzo per aprire le porte della sua Nena. Un’osteria accogliente e arredata con gusto, familiare ma curata, alla quale il reggino classe ’89 ha pensato insieme alla Zia Carmela, un asso in cucina. Tra spunti domestici e ricette di casa, qui però lavora uno chef di professione, Salvatore Greco, forte di esperienze - anche stellate - in Inghilterra. Classici e golosi, con qualche trovata innovativa, i piatti comprendono cacio e pepe con carciofi e bergamotto, maltagliati ceci e castagne, frittatina di pasta. Ma anche cavolfiore in pastella al caramello salato e, per dessert, sontuose coppe di tiramisù.


Nena mercato&cucina (1)
 

Ristorante

Broccia

Una bella novità, datata novembre 2023, che ha affiancato caffetteria, ristorazione e pizza. L’imprenditore di origine calabrese Luigi Gallo ha infatti preso la gestione di un indirizzo esistente, declinandolo su un’offerta che copre tutto il giorno: dalla colazione con caffetteria, lievitati e dolci al pranzo con portate svelte; poi, appunto, tonde ‘contemporanee’ dal cornicione pronunciato (7-15€) e una carta da ristorante curata da chef Alexander Urizio. Tanti coperti, possibilità di smart working, in un contesto gradevole che si presta un po’ a tutto.


Broccia

Ristorante

Kiko Sushi Bar

Pur nel popolare quartiere romano, da Kiko Sushi Bar si respira aria giapponese, in un paio di sale da una cinquantina di coperti a Piazzale del Verano. Qui si viene per la proposta del maestro Atsufumi Kikuchi, capace di unire tradizione nipponica ed esperienze newyorkesi, in un contesto di design che rispecchia la modernità della proposta. Da una parte c’è il tipico sushi bar con tanto di bancone e dell’altra una sala con tavolini, dove affidarsi al percorso di degustazione (da 60-80€) con zuppa di miso, tartare, nigiri assortiti, tempura e pescato teriyaki, oppure ordinare alla carta. Da abbinare, naturalmente, a un assaggio di sake.


Kiko Sushi Bar

Altro

Soho House Rome

Uno dei member’s club più rinomati al mondo ha aperto le sue porte nel 2021 proprio nel quartiere San Lorenzo, dimostrando quanto la zona sia diventando sempre più attraente. Per accedere è necessario registrarsi, per poi usufruire della piscina di 15 metri, spazi di condivisione e lavoro, nonché diversi outlet gastronomici. C’è il The Club, che offre proposte internazionali, tra insalate, panini e piatti alla griglia; poi il Cecconi’s, con specialità italiane come cicchetti, pizza e naturalmente pasta. Infine un bar per drink, vini e Champagne selezionati.


Soho House Rome

Ristorante

Pinsa e Buoi dei... San Lorenzo

Per non rischiare di avere brutte sorprese, un’insegna solida è Pinsa e Buoi. Ha altre due sedi, a San Giovanni e ai Parioli, ma quella di Viale dello Scalo San Lorenzo è forse la meglio integrata nel suo quartiere. La cucina del territorio è protagonista dappertutto, con la specialità della casa che è, appunto, la pinsa (per i non romani: una ‘focaccia’ oblunga a base di un impasto di varie farine di cereali). Si trova all’Amatriciana (10€) o con broccoletti e salsiccia (11€), alla capricciosa (12€) e con un buon assortimento di combinazioni salumi&formaggi. C’è però anche un menu da vero e proprio ristorante con fritti, bruschette, primi genuini e una selezione — davvero notevole — di carni selezionate da fare alla brace.


Pinsa e Buoi
 

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