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Martedì, 27 Febbraio 2024
Roma

L’antica fabbrica di cioccolato nel centro di Roma che ora compie 100 anni

Attiva nel quartiere San Lorenzo dal 1923, SAID è sopravvissuta ai bombardamenti e all’avvento della cioccolateria industriale. Ora ha anche un bistrot con piatti a tema e si sta espandendo all’estero

Dietro una porta a vetri ben nascosta in una traversa di Via Tiburtina, a Roma, si apre una bottega che profuma di cioccolato. Si trova lì dal 1923, e ha resistito ai bombardamenti della Seconda Guerra, alle vicende — a volte critiche — che hanno trasformato il quartiere di San Lorenzo, nonché all’avvento dell’industria dolciaria di massa, una minaccia ugualmente temibile. SAID però non ha mai fermato la sua fabbrica di tavolette e altre delizie alla Willy Wonka, e anzi nel tempo ha saputo reinventarsi, accogliendo anche un bistrot tutto dedicato al cacao ed espandendosi all’estero. Oggi compie un secolo, e vale la pena ripercorrerne la storia.

Il bancone di SAID

La nascita nel 1923 di SAID, Società Azionaria Industria Dolciumi 

Un nome che suona un po’ strano, SAID, ma che in realtà è un acronimo che ha conosciuto due versioni. “Mio nonno Aldo aprì nel 1923 insieme a un socio svizzero ebreo, col quale aveva una sede anche a Berna, chiamandolo Società Anonima Italo Elvetica”, racconta l’attuale proprietario Fabrizio De Mauro. “Durante il ventennio il suo collega ha dovuto abbandonare, e lui ha cambiato il nome in quello che è oggi: Società Azionaria Industria Dolciumi”. Un primo indizio sull’ampliamento, via via, della produzione dal cioccolato — che si è sempre lavorato totalmente a mano, a partire dalle materie prime e fino al confezionamento — fino a confetti e dolciumi di molti tipi.

Gli stampi per il cioccolato di SAID

Durante la guerra il laboratorio ha miracolosamente resistito all’atroce bombardamento del ’43, “perché aveva delle mura solidissime, dove si è rifugiata mia madre insieme alle operaie. Mio padre non era lì in quel momento, e quando è corso a controllare, vedendo il disastro di Via Tiburtina, ha pensato al peggio. Invece si sono ritrovati e abbracciati per strada”, ricorda il signor Bruno. È lui la seconda generazione dei cioccolatieri De Mauro, quella che ha rinforzato l’azienda durante il boom degli Anni Sessanta mantenendo però la portata familiare. Prima di lasciare il timone, nei primi Duemila, ai figli Fabrizio e Carla. 

La sala di SAID

Il nuovo corso di SAID negli Anni Duemila

Da una ventina d’anni cerchiamo di valorizzare il nostro marchio, che si era ingrandito ma che di fatto conoscevano in pochi”, racconta Fabrizio. Con lui SAID torna ancora più fedele all’artigianalità, “riprendendo vecchie ricette di famiglia, senza nessuno sconto in fatto di qualità e materie prime”. Ma non solo. “Oggi ci definiamo artigiani del cioccolato esperti in hospitality”, aggiunge, riferendosi alla ristrutturazione totale e alla destinazione, nel 2006, di una parte degli spazi ad attività al pubblico. Per la precisione un ristorante che valorizza il cioccolato — come diremo —, un bar con miscelati che prediligono il cacao e una linea di pasticceria sempre sul tema.

Alla sorella Carla De Mauro il compito di definire l’atmosfera e la qualità dell’accoglienza: “Ci troviamo in un angolo appartato, e chi arriva qui lo fa perché ci viene a cercare. Per questo vogliamo aprirci con calore e riconoscenza, lasciando parlare l’atmosfera del laboratorio e della vita della nostra famiglia. D’altronde, il cioccolato non può che generare empatia”.

Cioccolata in tazza di SAID

SAID oggi: dal bistrot a tema cioccolato di Via Tiburtina ai negozi nei paesi arabi

Il restyling del locale di Via Tiburtina è stato affidato ad Anna Taddei, che si è ispirata “all’artigianalità del posto, alla sua anima”, recuperando i vecchi stampi e macchinari e usandoli per arredare le sale del bistrot. La stessa firma contraddistingue anche i locali che SAID ha aperto all’estero. Già a Londra — dove l’attività però è stata sospesa in cerca di altre sedi — e più di recente a Dubai, Doha e Riyad.

Ancora un esempio della passione dei paesi arabi per il cioccolato italiano d’autore, di cui abbiamo già detto. Ma cosa si incontra, oggi, oltre la porta dell’antica cioccolateria? Innanzitutto un punto vendita con tavolette, dragées (ovvero praline di frutta secca ricoperte di cioccolato), nonché golose creme spalmabili. C’è poi la possibilità di sedersi a un tavolino per una tazza dall’elenco di cioccolate calde ai gusti più disparati, oppure una cena completa.

Drink al cioccolato di SAID

Con scelte filologiche: dalla caponata di melanzane al cioccolato (10€) alle fettuccine in dolce forte (una preparazione antica a base di cacao, 14€); fino al peposo al fondente 72% (13€). Per concludere (ovviamente) in estrema dolcezza, ci sono tortini al cuore caldo e profiterole; mini krapfen con ripieno ai tre cioccolati oppure cheesecake a base di cioccolato bianco (10€).

SAID dal 1923
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