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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Roma

Tutta la storia di Sancho, mitica pizzeria a taglio di Fiumicino (che ora apre a Roma)

La teglia di Sancho è un classico a Fiumicino dal 1969. Emiliano Di Lelio, terza generazione di una famiglia di ristoratori da un secolo, racconta la storia, le novità e i progetti per il futuro. A partire dal nuovo locale nel Rione Prati

Soprattutto nel fine settimana, statene certi: davanti alla vetrina di Sancho — pizzeria al taglio a Fiumicino, a pochi chilometri dalla Capitale — si fa la fila. Un po’ da tutto il litorale, dal centro di Roma, e anche da più in là, sono in molti a correre il rischio di trovare il cartello ‘sold out’ per assaggiare uno dei migliori tranci che si trovi in giro. E i fritti, tra supplì, crocchette e frittatine di pasta, non sono da meno. Merito di un’esperienza lunga 55 anni, che in realtà per la famiglia Di Lelio parte ancora prima, insieme alle idee di una terza generazione che ha contribuito a ‘svecchiare’ immagine e percepito della teglia romana. Insieme si apprestano, a fine maggio 2024, ad aprire una seconda sede anche nel Rione Prati a Roma. Il racconto di Emiliano Di Lelio.

Una teglia farcita tipo tramezzino tonno e pomodoro di Sancho

La famiglia Di Lelio, pizzaioli da 55 anni e ristoratori da un secolo

Negli Anni Venti, quando Fiumicino somigliava più a un borgo di pescatori che alla cittadina aeroportuale in piena accelerazione turistica e gastronomica che conosciamo, i bisnonni Di Lelio conducevano già un ristorante. “Quella che oggi è la pizzeria era la cucina”, spiega il 38enne Emiliano, “c’era una stufa a legna, e pensa: siccome era la stanza più calda, nonno Emilio l’hanno fatto nascere proprio qui. Praticamente sul bancone!”. È il signor Emilio a partire nel ’69 con la pizzeria — “il 10 maggio abbiamo compiuto 55 anni” — preparandola in teglia e servendola al taglio, come prevede la ‘scuola romana’. “Nostro papà Franco, per tutti Sancho, ci lavora da quando aveva 12 anni”, prosegue Emiliano, “e l’attività è andata sempre molto bene”.

La lasagna fritta di Sancho

Lui e il fratello Andrea, più giovane di 7 anni, completano gli studi ma non hanno dubbi su cosa fare da grandi: “I nostri avrebbero preferito ci dedicassimo ad altro, ma per noi la strada era segnata. Sono appassionato di buon cibo in generale, e per me stare in cucina tutto il giorno non è un sacrificio. Anzi”.

Emiliano e Andrea Di Lelio: le idee della terza generazione 

Quando Emiliano entra a tutti gli effetti da Sancho — “Andrea è arrivato un po’ dopo, ma siamo sempre stati allineati” — la prospettiva non è quella di ‘vivere di rendita’. “Siamo figli d’arte e alla famiglia dobbiamo tanto. Ma più ci dicevano che il successo in fondo c’era sempre stato, più volevamo dire la nostra”.

Emiliano e Andrea Di Lelio, terza generazione di Sancho

Non facile far digerire a papà Frano qualche idea nuova, ma alla fine, “tra test ben riusciti e conferme sul campo”, Emiliano e Andrea riescono ad aggiornare l’impasto — “la tradizione è importante, ma oggi abbiamo più strumenti e conoscenze” — pur mantenendo il ‘crunch’ e insieme la ‘scioglievolezza’ che è la cifra di Sancho. Dal pallino della cucina di livello arriva invece la varietà di farciture cucinate che rendono ancora più interessanti i tranci, oltre al repertorio di fritti, “che fino a 15 anni fa non c’erano proprio”. 

La porchetta in crosta di patate e le altre pizze iconiche di Sancho 

I giovani Di Lelio, inoltre, hanno deciso di ridisegnare il logo e insieme ‘mettere la faccia’ sui social, allargando la fama di Sancho e parlando un bel numero di follower (oggi su Instagram sono quasi 55mila) che poi li vengono a trovare a Fiumicino. Probabilmente è così che alcune delle loro ricette di punta si scoprono “e a volte si ritrovano paro paro” sul bancone di altre pizzerie. Come l’ormai mitica teglia con porchetta in crosta di patate, “che spesso trovo in giro. Però non mi arrabbio, perché significa che abbiamo fatto una cosa così perfetta che non possiamo volerla fare solo noi. È come aver inventato la carbonara”.

La mitica porchetta in crosta di patate della pizzeria Sancho

Sulla teglia c’è molto altro da dire, con idee che arrivano dal mare vicino (tipo la porchetta di mare con ventresca di tonno o lo stufato di seppie e piselli), oltre a creazioni ‘che osano’, come la pizza ripiena di bucatini con le polpette. Anche sui fritti si spazia, “ogni giorno ne facciamo almeno 5, quasi sempre diversi”: dal risotto astice e pomodoro al nostalgico panna, funghi e salsiccia; poi lasagna fritta, supplì di ramen e frittatina di pasta al ragù di costine al bbq.

Il nuovo Sancho nel Rione Prati a Roma e i progetti per il futuro

Sarà gemello di quello di Fiumicino, con la stessa dimensione e il servizio per l’asporto”, spiega Di Lelio circa l’imminente apertura a Roma, in Via Giuseppe Gioacchino Belli 3A. A coordinare il tutto il cugino Stefano Salzano, affiancato dal quarto socio Michele Longobardi, “un super esperto di comunicazione che ci segue da tempo; fa un lavoro fondamentale”.

Per la pausa pranzo dei tanti uffici del quartiere, “ma anche per i giovani che ultimamente frequentano tanto Prati; c’è un grande fermento”, pizza e fritti — promettono — saranno gli stessi della ‘casa madre’. D’altronde, per garantire la coerenza dell’offerta, dal 2020 c’è il laboratorio di Fiumicino, dove i Di Lelio preparano gli impasti che poi vengono finiti in pizzeria, oltre a tenere lì corsi per pizzaioli. Che sia la prima apertura di una serie? Le premesse ci sono; la voglia e l’energia pure.

Pizzeria Sancho

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