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Venerdì, 19 Luglio 2024
Roma

Nuovo ristorante apre nelle serre ottocentesche di un grande museo di Roma

Nei giardini delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Palazzo Barberini, che custodiscono capolavori celeberrimi di Caravaggio e Raffaello, riapre l’antica serra per piante e fiori. Con Serre Barberini, un ristorante e cafè per colazione, pranzo e aperitivo

Quanti sono i luoghi di Roma ancora sconosciuti anche agli stessi abitanti? Sicuramente molti, in un patrimonio storico, archeologico e monumentale che teme pochi confronti con altre città del mondo. Da poco, uno di questi è tornato ad aprirsi a residenti e viaggiatori, per merito di un ristorante e caffetteria appena aperto dentro di un grande museo d’arte antica. Siamo in pieno centro, a due passi da Piazza della Repubblica e dal Quirinale, dove, nei giardini di Palazzo Barberini, dopo una visita per ammirare i capolavori di Raffaello e Caravaggio, nonché le architetture barocche di Gian Lorenzo Bernini, ora è possibile fare colazione, pranzare o prendere un aperitivo nelle sale rinnovate di una serra ottocentesca. Il progetto del nuovo Serre Barberini.

I giardini di Palazzo Barberini con le serre ottocentesche, Foto Alberto Novelli, Courtesy Gallerie Nazionali di Arte Antica

Palazzo Barberini, la galleria nazionale d’arte antica

L’apertura di Serre Barberini rappresenta finalmente l’occasione per dotare il museo di un servizio finora assente”, spiega Thomas Clement Salomon, da non molto direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Palazzo Barberini e Galleria Corsini, “e offrire ai suoi visitatori, ma anche alla cittadinanza, al quartiere e ai turisti, un punto di sosta e ritrovo in uno dei luoghi più straordinari di Roma, un giardino all’italiana segreto che speriamo d’ora in poi sia sempre più noto, ammirato e vissuto dal grande pubblico”. Quello che dal 2006 accoglie la collezione delle Gallerie Nazionali d’Arte Antica è infatti un edificio dalla lunghissima storia, costruito nella prima metà del XVII secolo su progetto di Carlo Maderno, poi finalizzato dal Bernini insieme al nemico-amico Francesco Borromini.

Interni di Serre Barberini, Foto Alberto Novelli, Courtesy Gallerie Nazionali di Arte Antica

All’interno ci sono decorazioni originali di Pietro da Cortona, poi Andrea Sacchi e Giovan Francesco Romanelli, oltre alle raccolte della collezione Barberini, arricchite dal Seicento e straordinarie per ricchezza, varietà e qualità dei pezzi. Qualche esempio? Il Narciso e la Giuditta e Oloferne di Caravaggio, e ancora La Fornarina di Raffaello. Rimasto nella disponibilità degli eredi Barberini, il palazzo fu acquistato nel 1949 dallo Stato Italiano, il quale, dopo averlo destinato a diverse funzioni, lo rese del tutto un museo pubblico solo nei primi Duemila.

Serre Barberini dentro le serre ottocentesche di Palazzo Barberini, Foto Alberto Novelli, Courtesy Gallerie Nazionali di Arte Antica

Le serre di Palazzo Barberini, un’ottocentesca ‘macchina solare’ 

Abbiamo parlato spesso della necessità delle sedi museali di dotarsi di servizi all’altezza, in primo luogo ristorativi. Con alcuni casi che fanno scuola dall’estero, ma sempre più esempi anche in Italia. In questo caso non parliamo di una nuova costruzione ad hoc, ma del recupero di uno spazio esistente e anch’esso storico. Una vera e propria ‘macchina solare’, ovvero una serra per l’alloggio e il ricovero delle piante, progettata presumibilmente dall’architetto Francesco Azzurri a metà Ottocento e conclusa alcuni decenni più tardi.

La sala di Serre Barberini, Foto Alberto Novelli, Courtesy Gallerie Nazionali di Arte Antica

Un rettangolo in acciaio, vetro, muratura e ghisa collocato in posizione favorevole per massimizzare l’apporto solare, oggi adeguato per l’accoglienza con alcuni accorgimenti. Le vetrate sono un diaframma per filtrare i raggi solari, gli arredi si ispirano alle caffetterie fin de siècle, e sul tetto è stato installato un sistema di pannelli fotovoltaici che lo rendono pienamente sostenibile dal punto di vista energetico. Qui, con vista sul giardino che dal Seicento è stato un teatro naturale per la passione botanica dei discendenti di Urbano VIII, ha da poco aperto Serre Barberini.

Cosa si mangia al nuovo ristorante e caffetteria Serre Barberini

Un locale aperto dalle 9 alle 19 — tranne il lunedì, giorno di chiusura del museo — che è accessibile tanto dai visitatori quanto dal pubblico esterno. I servizi sono gestiti da Panda Catering, con possibilità per la colazione, il brunch, il pranzo e infine l’aperitivo. Pensando agli ospiti locali e insieme ai turisti stranieri, l’offerta gastronomica varia tra l’enogastronomia regionale e quella internazionale, con cambi di carta secondo stagione. Da Serre Barberini la linea di caffetteria si muove tra espresso, americano e cappuccini con vari ‘twist’ (dal pistacchio alla nocciola, passando per il cioccolato ruby, 3-5€), da abbinare a lievitati classici oppure muffin, tortine e porzioni di parfait (2-3,50€).

Un piatto di Serre Barberini

Per il momento del pranzo ci sono invece taglieri assortiti, anche con selezioni Dop e Igp (10-12€), pinse farcite (15€), primi e secondi piatti (da 12€), hamburger (15€) e una carta tutta dedicata al classico dei viaggiatori: il Club Sandwich (9€). Per il brunch, invece, si trovano combinazioni di avocado toast, uova strapazzate con bacon, poi yogurt e frutta fresca (da 15€). All’ora dell’aperitivo, si passa a birre, bollicine e drink miscelati.

Serre Barberini

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