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Martedì, 27 Febbraio 2024
Roma

L’incredibile storia delle Fettuccine Alfredo, che unirono burro e divi di Hollywood

Nate a Roma per iniziativa di un cuoco e imprenditore che ebbe un successo spaziale, stanno vivendo una seconda giovinezza. Anche in Italia

Se c’è uno spaccato che restituisce bene la stratificazione delle ricette in cucina e che smentisce ogni ipotesti di dogmatismo, viene dalle Fettuccine Alfredo. Parliamo di un piatto fatto di pochissimi ingredienti, che ha vissuto fasi alterne (di cui ancora oggi vengono scritte nuove pagine) che ha tracciato una vera epopea, capace di unire due continenti, pezzi di storia, gente comune e divi di Hollywood.

Alfredo Di Lelio, cuoco e inventore

Alfredo Di Lelio con le sue posate d'oro ph. Turismo RomaChe prima dell’invenzione di Alfredo Di Lelio esistessero paste con molto burro e parmigiano, è ovvio, ma ripetiamolo. La pasta che oggi chiamiamo “Fettuccine Alfredo” (talvolta Fettuccine all’Alfredo) e che per anni è caduta in un oscuro dimenticatoio è invece attribuibile a una specifica personalità. Quell’Alfredo Di Lelio, nato nel 1883 a Trastevere, cuoco nonché figlio di ristoratori. Cominciò la sua carriera nell’insegna di famiglia, una trattoria in Piazza della Rosa, una piazza scomparsa del centro di Roma in seguito ai lavori per la costruzione della Galleria Colonna, e poi fu proprietario di due ristoranti: Alfredo alla Scrofa in via della Scrofa, passato poi a due nuovi titolari, i nonni degli attuali gestori, e Il Vero Alfredo a Piazza Augusto Imperatore, dove si possono trovare oggi i suoi eredi diretti. Dunque i due locali, ad oggi, non sono collegati.

Pasta, molto burro e molto parmigiano

Le fettuccine Alfredo di Alfredo alla Scrofa con le posate d'oroSecondo diverse cronologie, Di Lelio avrebbe inventato il piatto ai primi del ‘900 (la data e il luogo cambiano a seconda delle fonti), o piuttosto lo avrebbe codificato nella modalità che oggi chiamiamo “Fettuccine Alfredo” per ritemprare il corpo di sua moglie Ines, che aveva da poco partorito. Fettuccine sottilissime, passate in acqua bollente per una manciata di secondi, burro e parmigiano a pioggia, mantecati direttamente nel piatto e quindi rigorosamente fuori dal fuoco, rappresentano la magia di questa ricetta sui generis per la cucina romana, che abitualmente non fa uso abbondante di burro (salvo qualche eccezione, per esempio i saltimbocca). Manifesto del comfort food in salsa italiana, a determinarne il successo è la qualità degli ingredienti e la mantecatura sapiente, realizzata tramite movimenti precisi che è possibile ritrovare ancora nei ristoranti che ne hanno raccolto l’eredità.

La coppia che rese famose le fettuccine

Le Fettuccine Alfredo de Il Vero AlfredoIn Via della Scrofa Alfredo e la sua pasta trovarono una fama eccezionale, che ancora oggi non accenna a scemare. Tanto che tra le tante giornate mondiali, ce n’è una anche per questa ricetta, che ricorre ogni anno il 7 febbraio sotto il nome di National Fettuccine Alfredo Day. C’è un particolare momento, che fu punto di svolta nella storia del piatto: nel 1920 durante la loro luna di miele romana due attori di punta di Hollywood in quegli anni, Douglas Fairbanks e Mary Pickford, mangiarono da Alfredo la sua pasta e ne rimasero così colpiti, dice la storia, da fargli dono in una successiva visita di una coppia di posate d’oro incise (su esse si legge “to Alfredo, the king of the noodles” e il nome di ciascuno dei due) che ad oggi sono ancora utilizzate in entrambe le insegne rendendo esplicita la domanda su quale delle due coppie sia quella originale, se una sola o nessuna delle due.

La nuova era delle Fettuccine Alfredo

Le fettuccine di Diego Rossi da Trippa a Milano

Ma la questione è puramente oziosa, perché quelle posate e quella coppia, così come l’afflusso continuo di vip e personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura italiani ma soprattutto statunitensi, che fecero conoscere il piatto in America dove, ad oggi, è più famoso di quanto sia in Italia. Stravolte in tutti i modi, dall’aggiunta di pollo, gamberi, e l’onnipresente prezzemolo, trasformate in barattoli di sughi pronti industriali (magari con aggiunta di aglio) le fettuccine Alfredo però, stanno vivendo una seconda giovinezza. Alcuni cuochi hanno riportato in carta il piatto, per esempio lo chef di Trippa a Milano Diego Rossi che fa una sua versione con il brodo di pollo. Oppure Jacopo Mercuro che ha trasformato le fettuccine Alfredo nel ripieno di un fritto a cubo, con una panatura croccante da mangiare prima della pizza da 180grammi a Roma.

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