Ricevi la nostra Newsletter

L'unico modo per non perderti nulla sulle novità gastronomiche suggerite da Cibotoday. Ogni mattina nella tua e-mail.

rotate-mobile
Mercoledì, 24 Aprile 2024
Roma

Faceva la dj. Oggi serve cucina romana popolare nella sua trattoria

A Roma Trattoria Mangiadischi si è ricavata negli anni un suo posto fra le buone insegne di cucina locale. E non solo locale a dire il vero. Siamo nella zona di Conca d’Oro

Mangiadischi è una trattoria contemporanea aperta poco più di cinque anni fa nella zona di Conca d’Oro a Roma da Claudia “Magenta” Quaresima, chef di origini ascolane che si era già fatta conoscere nella scena club-underground della Capitale come dj. “Da piccola ho iniziato a cercare il prezzemolo con la foglia più piccola, perché era più buono e più tenero” racconta Claudia a CiboToday e già da queste parole si intuisce bene la sua filosofia in cucina, non molto diversa da quella che aveva dietro la consolle: mettere al centro la materia prima, evitare il colpo di prestigio a ogni costo, guardare alla tradizione e alla contaminazione, ma soprattutto far star bene persone diverse. “Ho applicato al mangiare lo stesso criterio che applicavo alla musica: ora quelli che si mischiano non sono più tracce ma ingredienti, che magari non si pensa potessero star bene insieme, come ad esempio i fagiolini con le pesche, la rucola con la salsa barbecue, l’insalata di alici fritte con la frutta”.

Claudia Magenta, seconda da destra, e la squadra di Mangiadischi

Una trattoria popolare contemporanea: Mangiadischi

La chiama una cucina popolare contemporanea: “popolare, nel senso di POP, che incontra il gusto di persone diverse, ma anche per la scelta dei piatti e delle materie prime, perché non ambisce ad aggiungere mille ingredienti per fare il piatto più estremo, più complicato, più figo. Contemporanea perché dentro c’è sia il mondo in cui sono cresciuta grazie alla mia famiglia, sia quello che ho scoperto assaggiando cucine diverse, che mia madre, mia nonna e la mia bisnonna, non hanno potuto conoscere: dal sushi, al kebab, dalla cucina coreana a quella messicana, da quella spagnola, a quella thailandese”.

Antipasti di Mangiadischi

La cucina romana e quella internazionale

E infatti, nel menu di Mangiadischi ci sono proposte tradizionali e “un po’ di mondo”: accanto alla carbonara si possono trovare i piazù del Bangladesh e vicino alla fetta gajarda - pane fritto che la nonna le preparava per merenda - il maiale cucinato con la tecnica del wok che ammicca alla cucina cinese, e poi il formaggio fritto, la pasta e patate, una gricia sempre nuova che cambia forma con il passare dei mesi integrando con le verdure di stagione i suoi ingredienti classici, i viceverza (involtini di verza riccia con riso, crema di pecorino e zucca), il sugo di coda, la frittata con il blue cheese, le carni della bottega Pork’n'roll e dalla bottega Liberati. Un menu che, grazie all’attenzione ai prodotti locali, si trasforma di settimana in settimana, come il tempo trasforma la natura e i cibi che finiscono nei nostri piatti.

Pollo alla cacciatora di Mangiadischi

Cucinare (e mangiare) senza pregiudizi

Nella cucina di Mangiadischi non ci sono pregiudizi e le ricette non sono un dogma, anche se i primi tempi, da questo punto di vista, non sono stati facili: “Quando ho iniziato, non essendo romana e non avendo in famiglia questa tradizione, non volevo fare la carbonara perché avevo paura del giudizio delle persone, ma poi ho pensato che, ad esempio, ad Ascoli ogni famiglia fa la ‘sua’ oliva ascolana secondo la sua ricetta. Ho preso coraggio e mi sono detta ‘farò la mia carbonara, la mia amatriciana, la mia gricia.

Per Claudia, le ricette tradizionali infatti non sono delle trincee dietro cui barricarsi e, un po’ come nella musica e nell’arte bisogna aprirsi a generi diversi, anche in cucina la tradizione culinaria italiana può essere contaminata con elementi di altre culture, sia locali che internazionali, dal Nord al Sud, dall’Europa all’Estremo Oriente: “Spesso chi ascolta rock ascolta solo quel genere, e se gli chiedi andiamo a una serata reggae? ti dice no! io ascolto solo rock!. Fortunatamente sul cibo non è così: se a una persona che va matta per la pizza dici andiamo a mangiare il pesce? non ti risponderà mai no, per carità! Mangio solo pizza!. Vorrei che tutti applicassero questo criterio ai diversi generi musicali, alla lettura, ai film, all’arte e mi auguro che nel mangiare ci si apra sempre più a piatti che non si conoscono, nuovi o distanti”.

Un ristorante per tutti: cosa si mangia da Mangiadischi

Anche la scelta di aprire nella zona di Val Padania, una zona di confine, senza grandi centri di aggregazione, è una scelta di campo “perché come Tarantino dice di girare i film che lui stesso vorrebbe guardare al cinema, noi che abitiamo qui vicino abbiamo fatto un ristorante dove ci sarebbe piaciuto andare tutti i giorni”. Da Mangiadischi infatti si può spendere poco, mangiando le polpette di bollito con la cicoria e bevendo una birra (20€ circa), ma anche fare un pasto di più portate, dall’antipasto al dolce (40€ circa), con un’interessante cantina di vini biologici e naturali.

Il dehors di Mangiadischi a Montesacro

È impossibile scindere la Magenta di Mangiadischi, da quella che metteva i dischi al Muzak o al Vicious. Cambiano gli strumenti di lavoro ma l’obiettivo è lo stesso: includere, creare una comunità, lasciare qualcosa a chi ha appena finito di ballare o di mangiare. Durante questa strada lunga cinque anni, la clientela di Mangiadischi, come ci confida Claudia, è diventare sempre più cosciente e curiosa: “Questo credo sia il mio piccolo contributo a una società che saprà mangiare in modo più sano e più consapevole.”

Mangiadischi - La Moderna Trattoria

CiboToday è anche su Whatsapp, è sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

CiboToday è in caricamento