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Sabato, 24 Febbraio 2024
Torino

Apre Felice a Testaccio a Torino. Dopo Milano la cucina romana alla conquista del Piemonte

Annunciata già a maggio dello scorso anno, l’apertura di Felice a Torino è la prova che la cucina romana riesce sempre di più a proporsi come format replicabile. Ecco come

Per anni ai migliori format e ristoranti romani si era rimproverata una certa timidezza e pigrizia nello spingersi fuori dai confini della Capitale. Ora il fenomeno sembra assumere nuovi contorni. Con la presenza massiccia di ristoranti romani a Milano (qui la nostra mappa insieme a quella delle pizze al taglio, e delle più milanesi pizze al trancio) la scalata della cucina romana fuori dai suoi confini sembra ormai un dato di fatto, tanto da spingersi anche oltre Milano, città notoriamente propensa alle novità.

Cacio e pepe e cucina romana alla conquista dell’Italia

La carbonara di Felice a Testaccio

Per esempio arriva a Torino Felice a Testaccio, posto che ha fatto della sua primaria collocazione geografica, Testaccio, un quartiere simbolo della romanità storica, una specie di bollino di riconoscibilità. Eppure il luogo simbolo della cacio e pepe romana, mantecata al piatto in un groviglio di tonnarelli, pecorino, pepe e acqua di cottura, è arrivato a Milano in un insospettabile 2017 e, all’inizio del 2024, anche a Torino, precisamente in Via Pietro Micca 17.

Da Felice a Testaccio a Torino

L’apertura, annunciata già a maggio del 2023 con un carosello di post sui social, è diventata effettiva solamente ora, gennaio 2024 (31 gennaio a quanto si apprende sul sito). È singolare che anche qui sia stato portato tutto il marchio, “Da Felice a Testaccio”, anche se siamo a Torino. Il locale ricalca nella forma (e nel riconoscibile pavimento) l’attuale forma di quello di Roma e di Milano. Che non è più tanto una trattoria classica con tovaglie sgualcite e menu sciorinati al tavolo, ma un ristorante di cucina romana con un piglio elegante, che comunque macina coperti con i suoi piatti forti. Oltre alla cacio e pepe, anche le polpette di bollito, gli spaghetti alla Felice (con pomodorini, basilico, menta, origano, timo, maggiorana e ricotta salata), i supplì e i saltimbocca. 

La nascita di Felice a Testaccio a Roma

Felice a Testaccio a Torino, una vista del nuovo locale

Aprì nel 1936 a Testaccio, quartiere simbolo di Roma, una città nella città del quinto quarto. All’inizio come osteria con i piatti portati da casa, dove Felice lavorava insieme al padre Guido sin dall’età di 15 anni. La sua impronta nella conduzione dell’insegna gli valse il nome e la fama per la sua cacio e pepe, che sarebbe nata – forse – dal fatto che gli amici di Felice, gli abitanti del quartiere, mangiavano il lunedì il piatto di capellini in brodo che uscivano dalla cucina e, dopo aver gustato tutto il brodo, ai capellini rimasti nel piatto aggiungevano abbondante formaggio e pepe a mantecare. Scomparso nel 2009 Felice, la conduzione dell’insegna è passata al figlio Franco e al nipote Maurizio, che hanno operato l’espansione alla quale assistiamo oggi.

Gli orari di Felice a Testaccio a Torino

Mantecatura al tavolo da Felice a Testaccio per la cacio e pepe

Forse la più grande differenza, per ora, sarà con gli orari. La sede torinese, come fu per quella di Milano all’inizio (oggi non è più così) non si lancerà nella proposta di 7 su 7, con apertura sia a pranzo che a cena, ma sarà aperta dal mercoledì al lunedì (giorno di chiusura il martedì) solo a cena. Sabato e domenica anche a pranzo. Tempo di raccogliere tra il pubblico l’interesse per la nuova proposta e rodare il menu, poi si potranno tirare le somme e capire se ai torinesi è piaciuta la proposta che sa di una romanità non sguaiata. 

Felice a Testaccio Torino
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