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Sabato, 22 Giugno 2024
Torino

A Torino c’è una caffetteria gestita da ex detenuti. Proprio nel tribunale

La cooperativa Pausa Café opera per il reinserimento lavorativo di persone in condizioni di vulnerabilità ed esclusione sociale. Il suo caffè di qualità e i prodotti da forno oggi si trovano anche nel rinnovato bar del Palazzo di Giustizia

Da qualche mese, dopo alcune vicende travagliate che hanno coinvolto i precedenti assegnatari, il Palazzo di Giustizia di Torino è tornato a godere di un servizio caffetteria. Non di uno qualsiasi; bensì di un’attività che mette al centro caffè di qualità da filiere etiche e prodotti da forno artigianali, il tutto curato da detenuti ed ex detenuti coinvolti nei vari passaggi della gestione. Il progetto della cooperativa sociale Pausa Café all’interno del tribunale del capoluogo piemontese.

Il panificio alla Casa Circondariale di Alessandria gestito da Pausa Café

La cooperativa sociale Pausa Café per il reinserimento sociale dei detenuti

“Le pene […] devono tendere alla rieducazione del condannato”, recita l’articolo 27 della Costituzione Italiana. E si incardina qui la missione della cooperativa Pausa Café, fondata nel 2004 da Marco Ferrero, suo attuale presidente. Una serie di attività dedicate a persone in condizioni di vulnerabilità ed esclusione sociale, alcune di loro ancora in stato di detenzione e altre che l’hanno appena esaurito. Ognuno è accompagnato nel percorso lavorativo da professionisti e operatori sociali, con progetti che iniziano all’interno di alcuni istituti di detenzione piemontesi — ci sono una torrefazione e un panificio, di cui diremo — e proseguono extra moenia. Lo sbocco finale, a volte, prevede proprio il coinvolgimento dei partecipanti (in questo caso ex detenuti) all’interno di attività ristorative, come quella oggi al Palagiustizia, al fine di garantire continuità lavorativa e prevenire la recidiva.

Uno dei 'Street Coffee per l’esclusione sociale' di Pausa Café

Caffè di qualità, birra e pane: le filiere agroalimentari di Pausa Café

Abbiamo spesso dato conto di attività che uniscono progetti di reinserimento nelle carceri e agroalimentare. Quello di Pausa Café è peculiare, per il suo essere nato ispirandosi a una filiera specifica (oggi a rischio crisi globale, come abbiamo detto): quella del caffè di qualità, da filiera etica e controllata. È stato infatti intorno a un progetto di cooperazione internazionale con piccoli coltivatori guatemaltechi che Pausa Café ha attivato i primi progetti di reinserimento, consolidando un partenariato tra produttori, trasformatori e consumatori. E operando così in maniera costruttiva anche con le comunità indigene di produttori, storicamente escluse dai benefici del proprio lavoro.

Produttori di caffè della filiera di Pausa Café

I chicchi selezionati, una volta arrivati in Italia, sono tostati in purezza nella torrefazione presso la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino. Sul buon successo dell’iniziativa, Pausa Café ha realizzato nel 2009 anche un microbirrificio artigianale nella Casa Circondariale di Saluzzo, nonché, tre anni dopo, un panificio alla Casa Circondariale di Alessandria. In quest’ultimo, anche grazie a collaborazioni con cooperative di consumatori, si ottengono oltre 100mila kg di prodotti da forno l’anno.

Il caffè di Pausa Café al Tribunale di Torino

La nuova proposta della caffetteria del Palazzo di Giustizia di Torino

Un ulteriore passo verso il fattivo reinserimento sociale è l’attivazione di un progetto di caffetterie mobili su veicoli a basso impatto, con servizio gestito da persone in situazioni di vulnerabilità. ‘Street Coffee per l’esclusione sociale’ ha iniziato così a dicembre 2022 a operare presso il Tribunale di Torino, un luogo di grande valore simbolico.

Pausa Café Torino

Pausa Café ha inoltre vinto il bando per la gestione del bar caffetteria interno, che ha riaperto a novembre 2023 come caffetteria con prodotti, appunto, di qualità, naturalmente accessibile anche al pubblico esterno. L’assortimento di lievitati per la colazione, e di prodotti da forno salati per ogni momento della giornata - alla quale si aggiunge da poco anche una vera e propria proposta alla carta - arriva invece dalla casa di reclusione di San Michele, che continua a formare panettieri capaci, con buone prospettive lavorative per il futuro.

Pausa Café

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