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Sabato, 22 Giugno 2024
Torino

Uno dei fotografi più importanti al mondo dedica una mostra sui cani da tartufo

Si chiama “Truffle hunters and their dogs” il progetto fotografico di Steve McCurry nelle Langhe, vicino Alba. In mostra al Museo Nazionale Studi Tartufo dal 14 ottobre, il lavoro che immortala il rapporto uomo animale nella caccia al tartufo

Immaginate arrivare uno dei fotografi più importanti al mondo nelle Langhe, richiamato dalla possibilità di lavorare a un progetto tanto ambizioso quanto unico. Steve McCurry, tra le firme internazionali più iconiche di sempre, ha appena terminato il suo ultimo lavoro che lo ha visto impegnato in Piemonte: “Truffle hunters and their dogs” è il titolo del nuovo progetto fotografico realizzato con il contributo della Regione Piemonte, del Museo Nazionale Studi Tartufo e ovviamente della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba. “Il nostro intento è stato quello di rendere ancora più internazionale la Fiera e il Museo, coinvolgendo uno dei pesi massimi della fotografia mondiale da sempre attento a immortale i rapporti umani e non solo, come in questo caso” ci dice Maurizio Beucci, curatore della mostra nonché direttore di Leica Akademia in Italia. Il risultato, 15 ritratti con al centro i cacciatori di tartufo e i loro cani, nei boschi vicino Alba, in mostra a partire dal 14 ottobre e nel corso della 93ª edizione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba.

Steve McCurry - credits Bruno Barbey

“Truffle hunters and their dogs”: l’ultimo progetto di Steve McCurry è nelle Langhe

Stveve McCurry non è mai stato prima di ora nelle Langhe, conosceva il Piemonte ma non aveva mai avuto modo di lavorare qui. Ne è rimasto impressionato per la ricchezza dei prodotti, del territorio e il risultato è in questi 15 scatti” continua Beucci che in passato aveva lavorato con il grande fotografo di Philadelphia, negli Stati Uniti. La passione di McCurry per questo progetto non troppo distante dal suo occhio fotografico è anche dovuta al fatto che “lui ama gli animali, una delle sue ultime mostre al Mudec di Milano si è intitolata proprio Animals” e quindi non ha fatto fatica a entrare nel rapporto intimo e simbiotico tra cani da tartufo e proprietari qui nelle Langhe. Un progetto realizzato in una settimana, grazie anche all’apporto del team di assistenti di McCurry come Eolo Perfido, fondamentale anche nella fase di contatto con il grande fotografo. Dei 15 ritratti realizzati 8 rimarranno in esposizione permanente al Museo Nazionale Studi Tartufo, grazie anche alla volontà delle istituzioni piemontesi.

Una curiosità che abbiamo chiesto al curatore Maurizio Beucci: “Steve McCurry non mangia carne, la sua dieta è vegetariana. Ha apprezzato tantissimo la pasta ripiena, la pasta fresca, tutta la grande cucina contadina del Piemonte”. McCurry ha voluto assaggiare molte tipologie di vino del territorio: dal barolo, barberesco, barbera d’asti, dolcetto, ha amato particolarmente il moscato con i dolci.

La ricerca dei tartufi è un'attività importantissima nelle Langhe (foto di archivio)

Chi è Steve McCurry, fotografo dei grandi viaggi

Steve McCurry è una delle figure più iconiche della fotografia contemporanea da oltre cinquant’anni, autore di immagini indimenticabili durante i suoi interminabili viaggi nei continenti. Soprattutto in India e in Pakistan, paesi che ha fissato sulla sua pellicola regalando al mondo scatti profondi e realistici. Il suo lavoro abbraccia conflitti, culture in via di estinzione, antiche tradizioni e cultura contemporanea, ma conserva sempre l’elemento umano che ha reso la sua celebre immagine della ragazza afgana, uno degli scatti più famosi di sempre. McCurry è stato insignito di alcuni dei premi più prestigiosi del settore, tra cui la medaglia d’oro Robert Capa. Più recentemente, la Royal Photographic Society di Londra ha assegnato a McCurry la Medaglia del Centenario alla carriera e nel 2019 McCurry è stato inserito nella International Photography Hall of Fame.

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