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Martedì, 21 Maggio 2024
Torino

Storia del cremino: il cioccolatino più famoso d’Italia

Così famoso che addirittura la FIAT a inizio ‘900 gli dedicò un concorso nazionale: ecco come nacque il cremino. Uno dei cioccolatini più popolari in Italia

Quando si parla di cioccolato non può non venire in mente Torino e la sua grande tradizione. Una delle città italiane dove questa arte ha trovato terreno fertile già a partire dalla fine dell’800, grazie alla presenza dei maestri pasticcieri più famosi dell’epoca, alla corte e alle dipendenze dei reali sabaudi. Una storia che si legge nel cremino, il cioccolatino simbolo di questa città, nato proprio sotto la Mole Antonelliana. Tre strati di crema al cioccolato per il tipico aspetto a righe fanno del cremino un goloso boccone, dal 1998 inserito nei prodotti PAT: ovvero i prodotti tradizionali del Piemonte, quelli le cui metodiche di lavorazione risultano consolidate nel tempo. Ma come è nato il cremino? Ve lo spieghiamo qui.

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La storia del cremino: l’invenzione di due pasticceri torinesi

Torino è ricca di dolci storie. Tante le golose preparazioni che sono venute fuori dalle mani dei pasticcieri e cioccolatieri del secolo scorso, complice la presenza della corte reale nonché della vicina Francia. Boeri, giandujotti, praline di ogni tipo, Torino ha visto nascere le migliori creazioni al cioccolato. Il cremino non si sottrae a questa tradizione. Nato nel secolo XIX, più precisamente nella seconda metà del 1800, il cremino venne inventato da due pasticcieri i cui nomi ancora oggi risuonano nella città sabauda: Ferdinando Baratti e il suo socio Edoardo Milano, che nel 1858 aprirono la confetteria-liquoreria Baratti & Milano. Un luogo ancora oggi che parla del passato, una storia lunga 160 anni in Piazza Castello, centro nevralgico della città, soprattutto a fine ‘800. Diventò infatti un prestigioso ritrovo di personalità della scienza, della politica e dell'arte, frequentato da i grandi nomi della vita sociale dell’epoca.

Il cremino dunque nacque in questo salotto di buon gusto da una semplice idea: unire tre morbidi strati di cioccolato, in una forma unica per il tempo. Un cubetto da mangiare in un sol boccone, elegante e pratico come si confaceva alla clientela di Baratti & Milano. Inconfondibile, il cremino alterna due strati di cioccolato gianduja (altra storica invenzione che si deve ai pasticcieri di Torino) e nel mezzo una crema al caffè oppure di nocciole. Ancora oggi realizzato mantenendo la ricetta originale, anche se non mancano variazioni sul tema, il cremino è sicuramente un grande classico della cioccolateria italiana.

Il creamino FIAT di Majani

Il cremino e lo storico concorso indetto dalla Fiat

La storia del cremino si lega anche a un altro grandissimo simbolo di Torino: la casa automobilistica FIAT. Infatti nel 1911, quasi un trentennio dopo la nascita del cioccolatino, la FIAT decise di inaugurare un concorso aperto a tutti i mastri cioccolatieri d’Italia. L’obiettivo era creare nuovi cremini che accompagnassero e pubblicizzassero la presentazione dell’allora nuovissimo modello di Fiat Tipo 4.

A sbaragliare la concorrenza l’azienda bolognese Majani, guidata dal pasticcere Aldo Majani, che propose un cremino non a 3 strati bensì a 4, in onore del nuovo modello della FIAT. Il cremino venne venduto esclusivamente dalla casa automobilistica per i primi anni, poi fu concesso a Majani di proporlo nella propria pasticceria. Ancora oggi in vendita, il cremino FIAT rappresenta l’unico prodotto di terzi a cui la Fiat consente l’utilizzo di un proprio marchio. Quello storico del 1911, blu, con raggi dorati che vanno verso il basso.

I migliori cremini di Torino e d’Italia: dove trovarli

Non può mancare una visita da Baratti & Milano, ovviamente, in pieno centro storico, per provare il cremino nella sua casa di nascita. Tante sono però le pasticcerie e aziende che lo producono. Oltre la Majani, ricordiamo anche Caffarel e Pernigotti, due storiche aziende piemontesi che producono ottimi cremini: la prima ne fa anche una versione fondente, la seconda rimane nel solco della tradizione alternando gianduja e pasta di nocciole.

Ricordiamo anche Feletti, azienda piemontese nata nel 1882, Venchi e San Carlo. Un terreno dove si mettono alla prova i più grandi pasticceri della città: ricordiamo anche la storica pasticceria di Gustavo Pfatisch, dove si possono acquistare i cremini, oppure Guido Gobino noto pasticcere di Torino.

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