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Domenica, 14 Luglio 2024
Venezia

Storica trattoria di Venezia si trasforma in bacaro con cucina, vini naturali, musica e mostre

La Bea Vita è un progetto rinato con il coraggioso intento di far fare un’ulteriore evoluzione al concetto di bacaro e trasformarlo in un centro culturale e sociale. Dietro? Ci sono i fondatori dell’enoteca Vino Vero

Riscrivere le regole della ristorazione veneziana, stordita dai peggiori anni dell’overtourism, è un’operazione che alcuni stanno tentando con successo in città. Sotto questa buona ondata, nasce la nuova stagione della Bea Vita, storica trattoria del sestiere Cannaregio, nelle Fondamenta che costeggiano il Rio della Misericordia (questa parte nello specifico prende il nome di Fondamenta de Le Capuzine) ma ben lontani dalla zona a più alta densità di frequentazione. “Un posto per i veneziani” si sente già pronto a definirlo qualcuno, ed è una necessità sentita in modo impellente da chi abita la città. Ma anche un posto che piacerà molto ai viaggiatori più attenti, che cercano una destinazione di qualità e con un’offerta multidisciplinare.

Dalla Bea Vita tutta trattoria, al bacaro, ristorante e centro culturale

Dietro c’è il gruppo di persone che ha creato 10 anni fa Vino Vero (abbiamo raccontato qui la storia), ed è paradossale ma anche interessante che i due locali siano posti alle due estremità della Fondamenta. Bea Vita ha inaugurato la sua nuova stagione il 16 maggio 2024, in una veste che non è ancora quella definitiva. “Era un posto che frequentavo” ci racconta Mara Sartore, che è tra i soci di Vino Vero e che a Venezia cura progetti di arte e comunicazione da anni. “Quando ho saputo che era in vendita, abbiamo detto: perché no? Non volevamo che fosse un Vino Vero 2, e infatti non l’abbiamo neppure comunicato insieme, almeno per ora”.

La saletta interna della Bea Vita con l'esposizione delle opere di Michele Bubacco ph. Anna Lott Donadel

Certo alla base ci sono gli stessi intenti: costruire progetti di valore per la città e per le persone, con la voglia di unire vari ambiti della vita e della cultura. “Questo posto lo intendo come un centro di aggregazione dove si possono fare più cose. Non è solo un luogo dove vieni a bere e a farti due cicchetti. Ma si può fare chiaramente anche quello. Abbiamo la cucina, facciamo noi tutte le nostre preparazioni”.

Cucina del giorno e cicchetti dalla vetrina: cosa si mangia alla Bea Vita

In questo bello spazio che incrocia la Fondamenta, la piccola Calle Contarini, la Chiesa di San Girolamo dall’altro lato del Rio, con tavolini esterni su due lati, ci si gode la città nella sua faccia migliore. L’offerta gastronomica è scandita dalla vetrina, dove i cicchetti (monoporzioni, per ora qui niente pane che può essere portato a parte) vengono preparati ogni giorno. Polpette di bollito o di lenticchie, fondi di carciofo, asparagi, qualche tramezzino, la gallina in saor, il mezzo uovo con l’acciuga, accompagnano la mescita di vini da leggere alla lavagna o farsi raccontare al bancone, ma anche le bottiglie a scaffale.

La proposta gastronomica si allarga ai piatti del giorno, serviti direttamente al tavolo. Anche sui vini per ora si è partiti con una proposta di base, con tutte referenze naturali e un’ottima rappresentanza del territorio veneto. La grande novità sarà l’arrivo dei cocktail, anche quello progressivo, coadiuvato da Marco Vian, fondatore del Gin dei Sospiri. Già ora si può ordinare un gin tonic fatto con questo prodotto con botaniche di Sant’Erasmo.

Gli esterni della Bea Vita ph. Anna Lott Donadel

Mostre, musiche, degustazioni di vino a Venezia

Passiamo ora al resto dell’offerta, che è importante tanto quanto la ristorazione. Si snocciola anche nelle due sale interne, la prima con il bancone e la seconda, più interna e più raccolta. Nella prima è stata attrezzata una parete per mettere i vinili e infatti ci sarà musica praticamente tutti i giorni con una selezione dedicata e curata da Massimo Santi. Poi cominceranno anche le degustazioni di vino e gli incontri con i produttori, che da Vino Vero, seppur nel piccolo spazio, non sono mai mancati praticamente dall’inizio. Al capitolo delle esperienze si aggiungono le esposizioni, curate personalmente da Mara che si occupa da tempo di arte, con la sua agenzia e casa editrice Lightbox (sempre loro hanno dato origine anche a una rivista sul vino, che è quasi un libro, Radical di cui abbiamo parlato qui). Il primo artista presente è Michele Bubacco, che rimarrà con le sue opere fino al 21 ottobre 2024.

È una sfida decisamente inedita e coraggiosissima per la città, che mette in connessione i due aspetti più vivi di Venezia: l’arte e la ristorazione con l’idea di condurre entrambi al meglio della loro espressione. Per fare questo si è mantenuto comunque lo spirito del vecchio locale - lo splendido pavimento ad esempio - ma si sono fatte migliorie per rendere gli spazi più belli e più accoglienti, rivestendo ad esempio il bancone e facendo spuntare le applique poliedro del Venini. Ci sono tutte le premesse per creare un luogo dall’identità e dallo spirito eterogeneo e autentico.

Bea Vita

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