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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Bar Pasticcerie Gelaterie

A Roma la caffetteria specialty più fornita della città ha sempre la fila fuori

Partito nel 2009 con accoglienza tutto il giorno e cocktail bar, dopo il covid Barnum punta tutto su colazione e brunch. Con numerosi caffè a rotazione, lievitati “in doppia cottura” e l’immancabile coda all’ingresso

Barnum, come il circo americano di Mr. Phineas Taylor che portava in giro per gli Stati Uniti il suo caravanserraglio di stranezze. Si chiama così dal 2009 un locale di Roma che è riuscito a cambiare pelle negli anni: partito con apertura tutto il giorno e serata — e puntando forte sulla mixology — per poi concentrarsi esclusivamente sulla fascia mattutina. Passeggiando per il centro storico, nel Rione Parione, si riconosce per il drappello di clienti in fila all’ingresso. Ci sono tanti stranieri, ma anche romani appassionati di caffè, che per uno dei brunch migliori della Capitale non hanno paura di aspettare un po’. Ecco come mai.

Gli sfogliati, anche twice baked, di Barnum

Da locale all day al focus sulla mattina: l’evoluzione di Barnum

Daniele Crescenzi, suo attuale manager, è da Barnum già dall’inaugurazione, a maggio di 15 anni fa. “Pur essendo in pieno centro, l’abbiamo immaginato come una specie di piazzetta di paese. Con una proposta di livello su tutti i settori, ma un posto accogliente e che invitasse a passare del tempo”. Un tempo lungo, in quel momento, con proposte da mattina a tarda sera. Per quella fascia si lavorava specialmente sulla mixology, con barman del calibro di Patrick Pistolesi — oggi ai suo Drink Kong e Nite Kong — e Federico Tommasselli. “Il covid però ci ha imposto una revisione”, ricorda Crescenzi. Alla riapertura, Barnum ha ripensato non solo agli orari di lavoro, dalle 8 alle 15.30, ma anche al focus della proposta, oggi tutta declinata su caffè specialty e prima colazione.

Daniele Crescenzi di Barnum

I caffè specialty di Barnum, il bar più fornito di Roma

Mi è sempre piaciuto il caffè buono e ho sempre pensato che fosse importante in un locale così”, spiega Crescenzi a CiboToday, che già nella “prima era” del Barnum operava una bella selezione sui chicchi. Dal 2020, però, quel settore è ulteriormente approfondito, con una varietà di caffè specialty ed estrazioni che per la variabilità delle proposte non ha uguali a Roma.

Specialty coffee di Barnum

Una volta smaltita la fila — immancabile, specie nel fine settimana, ma evitabile per un un semplice caffè al banco oppure il servizio da asporto — si può ordinare dalla lavagna che ogni giorno mostra almeno 7-8 referenze. L’espresso della casa costa 1,50€ (al tavolo 2,20€) ed è della torrefazione Aliena, poi ci sono roastery italiane e straniere a rotazione. Con anche referenze piuttosto ricercate e un ventaglio di metodi di servizio, dal V60 all’aeropress, passando per l‘estrazione a freddo cold brew. Tutti i chicchi, inoltre, si possono comprare in confezione e portare a casa.

Il Flat White di Barnum

La colazione e il brunch di Barnum a Roma

La colazione, dicevamo, si può fare “all’italiana” con croissant e lievitati — insieme a succhi, estratti (5€) e proposte di caffetteria come flat white (3,20€), matcha e ice latte (4,50€) — oppure portate più consistenti e di tipo internazionale, per virare al brunch. Ci sono uova bio in diverse maniere, strapazzate con patate hash brown, bacon e salsiccia o verdure al forno con formaggio (14€) oppure salmone, pane di segale e sottaceti (13€).

E ancora in forma di omelette prosciutto e formaggio con pak choi arrosto (14€). Poi i bagel artigianali farciti con pulled pork e gravlax di salmone (13€) e ancora il pane del Forno degli Amici, tostato e con hummus di ceci e avocado. Inoltre Croque Monsieur con triplo formaggio, cotto e coleslaw (14€) e, sul versante dolce, pancake e bowl di yogurt con granola fatta in casa (11 - 9€).

Pasticceria e lievitati da asporto, le novità di Barnum 

Al reparto dei dolci, da ottobre 2023, è riservato uno spazio in più. Non solo concettuale, con un repertorio allargato, bensì fisico. “Abbiamo aperto un laboratorio dedicato, a Borgo Vittorio”, fa Crescenzi, “dove lavora Nadia Spiliotacopoulos, che sta portando avanti una grande ricerca”. Australiana spostatasi a Roma, l’artigiana ha esperienze da Lune Croissant di Kate Reid a Melbourne, una pasticceria che ha lasciato il segno con i suoi sfogliati “twice baked”: tagliati a metà, farciti, ripassati in forno e ulteriormente guarniti con creme e ganache.

Il caffè di Barnum

Da lì è rifornito ogni giorno il bancone di Barnum, con croissant dall’insolita farcitura di lemon curd (3€), il Morning Bun che ricorda il cinnamon bun (3€) e appunto il croissant o pain au chocolat in doppia cottura, con nocciole e caramello salato, oppure con crema di mandorle e mandorle a lamelle (6€). “Puntiamo molto su questa parte e stiamo lavorando a Borgo Vittorio per aprire il locale al pubblico per l’asporto”, confermano da Barnum, anticipando nuove ricerche sulla parte panificazione e la voglia di fare eventi di avvicinamento al caffè e al mondo bakery. Insomma, di stazionare un po’ in fila, a breve, potrebbe valere ancora più la pena considerate le novità in vista.

Tutte le foto dell'articolo: CoffeeAndLucas/myMediaStudio 

Barnum

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