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Sabato, 15 Giugno 2024
Bar Pasticcerie Gelaterie

Siamo stati nel primo Caffè Sacher in Italia. Ecco cosa si mangia

A Trieste è stato inaugurato un vero caffè in stile viennese: noi ci siamo stati e vi diciamo com’è andata e quanto si spende

Il primo Caffè Sacher in Italia ha ufficialmente aperto i battenti il 1° giugno 2023 a Trieste, un caffè in stile viennese con atmosfere e sapori mitteleuropei nel cuore pulsante del capoluogo giuliano. Ad attenderlo c’è un ottimo riscontro di pubblico viste le aspettative tenute alte da mesi di attenzione mediatica, con visitatori disposti nella fila delimitata da un’elegante corda di velluto, nella miglior tradizione asburgica.

La torta Sacher a Trieste

La confezione del Caffè Sacher ph. Giovanni Aiello

Nei triestini e nei turisti monta la curiosità per la specialità che dà il nome al locale: la torta con ricetta segreta prodotta dalla casa madre che fa arrivare i preziosi dolci direttamente dalla capitale austriaca due volte a settimana. “C’è una sola manifattura nel mondo” ci spiega l’imprenditore austriaco Dizzi Alfons “che rifornisce alcuni piccoli caffè in Austria mentre quello di Trieste, oltre ad essere il primo in Italia, è anche il più prominente”. Nell’offerta gastronomica spicca non solo la torta ma, come vedremo, anche molte ricette di alta cucina della tradizione austroungarica e regionale.

Da negozio di scarpe a Caffè Sacher

Gli interni del Caffè Sacher ph. Giovanni Aiello

Alfons, eclettico imprenditore già attivo negli ambiti più disparati (moda, architettura, arte, design di giardini, giornalismo e televisione) ha firmato un contratto di franchising con la famiglia Winkler and Gürtler, proprietaria dell’Hotel Sacher a Vienna (fondato dallo stesso da Eduard Sacher nel 1876), e ha rilevato lo storico negozio di scarpe “Rosini”, da anni abbandonato. Insieme all’artista Peter Weisz, con il progetto d’interior design dell’architetto Erich Bernard, ora il locale coniuga lo stile della secessione viennese all’art déco. Velluto rosso, legno scuro e rifiniture dorate la fanno da padrone, così come i lampadari ispirati alla forma dei dirigibili. Gli scaffali, dove una volta erano stipate le scatole da scarpe, espongono oggi le confezioni rosso bordeaux che custodiscono le torte.

Cosa si mangia e cosa si beve da Caffè Sacher a Trieste

Non solo la location, ma anche il menu è di alto profilo, come dimostra il prezziario (una fetta di Sacher costa 8,90€). I dolci “griffati” Sacher sono c5: torta a parte vengono serviti due tipi di cubetti (un cubo monoporzione di Sachertorte e una variante con il rhum), una ciambella speziata con zenzero arancio candito e cioccolato bianco e un cioccolatino a sfera ripieno di Vov.

La tenda esterna ph. Giovanni Aiello

Non mancano le specialità salate come il famoso wurstel Sacher che, ci spiega Alfons “è croccante, segno di qualità, si sente perché tradizionalmente si spezza con le mani, anche se noi ovviamente lo serviamo con le posate”. A seguire il prosciutto cotto con il tartufo e specialità locali come prosciutti provenienti da Istria, Trieste, Carso e San Daniele, per spaziare poi verso il petto d’anatra affumicato e il culatello di Zibello. Ogni due o tre giorni sarà servita anche la zuppa e in futuro, dopo il ‘rodaggio’ della cucina, si preparerà il goulasch di vitello e la zuppa di goulasch ungherese.

Tutte cose che si devono trovare in un vero caffè viennese” spiega Dizzi Alfons “verso Natale allestiremo un bar con le ostriche all’aperto, come si fa a Parigi. Puntiamo molto sullo champagne, il Crémant è il mio preferito, e ci siamo focalizzati sui produttori piccoli e le mezze bottiglie, eleganti da ordinare in due o da soli, insieme alla fetta di torta”.

Il banco del caffè del Caffè Sacher ph. Giovanni Aiello

Ma perché proprio Trieste per il primo Sacher Caffé d’Italia? La risposta non è così scontata e va oltre la storia della città come sbocco sul mare dell’Impero Austroungarico. Alla radice ci sono motivi quasi sentimentali. L’architetto Bernard spiega infatti che “La prima volta che ho visto il mare è stato a Trieste, ci vengo da quasi 50 anni”, mentre Alfons si dichiara “innamorato di questa città, ho deciso di venirci a vivere. Gli austriaci adorano Trieste e i triestini ci accolgono a braccia aperte, più che in altre città italiane. Trieste e Vienna formano un connubio naturale”.

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