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Lunedì, 4 Marzo 2024
Bar Pasticcerie Gelaterie

I primi 20 anni di una delle migliori gelaterie di Roma. Che apre una nuova sede

Fatamorgana festeggia i suoi 20 anni con il sesto locale in città, a due passi da Via del Corso. La storia e le novità del locale che ha portato il gelato artigianale anche a Los Angeles

Quando una gelateria di alto livello apre un nuovo negozio è sempre una buona notizia. Significa che la cultura del buon prodotto, eseguito con perizia e venduto al giusto prezzo, in fondo premia. Quando l’apertura poi interessa il “super” centro storico — troppo spesso mortificato da esercizi che si rivolgono principalmente ai flussi turistici — ancora di più. L’inaugurazione del sesto punto vendita di Fatamorgana in città, aperto da pochi giorni tra Piazza di Spagna e Via del Corso, spunta entrambe le caselle. Un bel modo di festeggiare una storia lunga 20 anni, che i suoi fondatori ci hanno aiutato a ricostruire.

Francesco Simon e Maria Agnese Spagnuolo di Fatamorgana

La storia di Fatamorgana

Maria Agnese Spagnuolo e Francesco Simon, tarantini di origine, si sono trasferiti a Roma nel 2000: “Eravamo — a siamo! — attori e siamo arrivati per un programma Rai. Dopo un anno è stato cancellato e ci siamo chiesti che fare”, spiegano all’unisono. Maria Agnese, da sempre appassionata di gelato (“è il mio alimento preferito, senza dubbio”) non aveva mai smesso di sperimentare a casa, “specialmente da quando mi sono accorta di essere celiaca. Faticavo molto a trovare un prodotto che non mi facesse stare male e ho pensato a chi condivide questa condizione”. Simon, suo compagno nella vita e nel lavoro, aggiunge: “Era da quando avevamo 18 anni che mi parlava del sogno di avere una gelateria, e una notte, pensando al nostro futuro in città, abbiamo deciso di provarci”.

Un cono di Fatamorgana

Nel 2003 aprono quindi il primo locale in Via Lago di Lesina, nel quartiere Trieste, “facendo estrema attenzione a evitare contaminazioni col glutine e producendo coni e cialde adatti ai celiaci. Ma non ci siamo mai etichettati come una gelateria ‘funzionale’, perché per noi l’inclusività resta una prassi, non un’eccezione da sbandierare”. L’attività gira subito parecchio bene e, al terzo negozio in città, la produzione si sposta in blocco in un’ex stalla a Monterotondo, “che abbiamo rimesso a nuovo e dove è semplicissimo lavorare con un paniere di eccellenze. Frutta fresca e i migliori latticini della Sabina”. Ogni mattina da lì partono i furgoni con catena del freddo che riforniscono tutte e sei (con l’ultima addenda) le insegne della Capitale — ma c’è un bancone anche nei pressi del laboratorio—, che i fondatori gestiscono agevolmente con un sistema all’avanguardia.

La tecnologia al servizio del gelato artigianale: il software Fatamorgana

Simon, appassionato di informatica, insieme all’amico fraterno Cesare Mancini, in cinque anni di ricerche ha messo insieme un “software informatico che ha digitalizzato tutta la produzione, di nostra proprietà esclusiva”. Un database raccoglie le oltre 400 ricette calibrate da Maria Agnese — celebre per la sensibilità con cui miscela spezie, botaniche e ingredienti gastronomici — e guida la mano di gelatieri formati con professionalità sui valori e la filosofia di Fatamorgana: “Ciascuno di loro è un ottimo artigiano, e la tecnologia non è che un supporto rigoroso”. Ogni carapina è poi provvista di un QR code che elenca la lista degli ingredienti e mette a sistema il monitoraggio dei consumi, “così sappiamo sempre cosa si sta esaurendo in un punto vendita e moduliamo la produzione del giorno dopo”.

Non senza risvolti curiosi, “perché conosciamo le preferenze dei clienti, che cambiano a seconda della zona. Nel negozio di Via Lago di Lesina, ad esempio, si sbizzarriscono coi i gusti gastronomici. A Trastevere invece ‘farebbero il bagno’ nel Bacio del Principe, con nocciola e cioccolata. Mentre a Monti, i tanti turisti adorano un classicone: il tiramisù”. Lo stesso, utilissimo software, aiuta i titolari a monitorare il lavoro dei due punti vendita presenti addirittura a Los Angeles, “che vanno molto bene; il fiore all’occhiello sono i gusti alla frutta, che in California è varia e di grande qualità”.

La nuova insegna di Fatamorgana in Via della Croce

Il nuovo locale nel centro storico di Fatamorgana a Roma

Era arrivato il momento di approdare anche nel vero cuore di Roma, i nostri clienti-amici ce lo chiedevano da tempo e noi li abbiamo accontentati”. Il gelato è il medesimo a cui siamo abituati — dall’“etichetta pulita”, senza alcun additivo, gluten-free e con un bell’assortimento di gusti vegani — e al bancone si trova in 54 varietà. “Le stesse degli altri punti, ma ci sono alcune novità” (28€ al kg, coni e coppette da 3,50€). Come ad esempio il corner dedicato al caffè, dal quale provengono sontuosi affogati e frappé, e almeno tre linee ad hoc: quella di dolci e torte artigianali (con caprese, Sacher e pavlova), il maritozzo gelato e il Fatamisù, un tiramisù espresso con savoiardi fatti in casa imbevuti al caffè e crema gelato al mascarpone.

Maria Agnese Spagnuolo di Fatamorgana

Lo spazio per l’accoglienza, infine, è il più grande di tutti. 40 metri quadri con vetrine ad angolo, allestiti con lampade Foscarini (tondeggianti, che ricordano le palline di gelato) e pavimenti in pietra lavica. Una nuova boutique, questa volta dedicata al gelato, che non sfigura affatto tra le botteghe di lusso del centro.

Fatamorgana Via della Croce
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