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Sabato, 15 Giugno 2024
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La pasticceria Caridi di Faenza inventa il dolce per il dopo-alluvione

Il pasticcere calabrese, al lavoro da anni in Romagna, lancia “Il dolce della ricostruzione” per raccogliere fondi per il ripristino dei locali

Abbiamo perso praticamente tutti i macchinari, ma non la capacità di lavorare e la voglia di fare ottimi dolci. Per quella non c’è alluvione che tenga”, fa Claudia Vilasi, moglie di Sebastiano Caridi. “Il più grande pasticcere d’Italia” secondo il talent show Rai del 2015 — premiato da giudici illustri come Iginio Massari, Roberto Rinaldini, Luigi Biasetto e Leonardo Di Carlo — ha origini calabresi ma cuore in Romagna, dove ha aperto, nel centro di Faenza, la sua pasticceria nel 2016. Lievitati, panettoni, mignon e cappuccini che non temono granché la concorrenza, e che sono arrivati, nel 2019, anche a Palazzo Fava a Bologna. “Ma la linea proviene tutta dal laboratorio faentino”, spiegano i Caridi, “e dopo i danneggiamenti incredibili del 16 maggio abbiamo davvero pensato di non poter più riaprire”. La paura, i 600mila euro di danni e il profondo scoramento li hanno raccontati a ReggioToday, “ma poi abbiamo ricevuto tantissimi attestati di stima e sostegni, sia dalle associazioni di pasticceria che da tanti clienti affezionati, e abbiamo deciso di riprovarci”.

Il dolce della ricostruzione di Sebastiano Caridi

Si riparte dalla base, dalle ricette che Caridi ha appreso dal padre pasticcere, “lavorando come si faceva una volta, senza il supporto dei macchinari”. Provvidenziali gli ultimi 400 pezzi di una scatola destinata a un’altra preparazione, “tra le poche cose che si sono salvate, in un’area all’asciutto del laboratorio”. Questi sono già stati riempiti con un dolce particolare: “C’è il cacao — che con il suo colore ci ha ricordato il fango che ha invaso il locale — ma ci sono anche zucchero di canna, mandorle, burro, farina e vaniglia. Ingredienti semplicissimi e tradizionali, che ricordano la sbrisolona emiliana”.

Come è un omaggio al territorio ferito dalla calamità anche il packaging, con il profilo dei monumenti della città del Palio del Niballo e della Cattedrale di San Pietro, una delle più colpite e al contempo tra le più resilienti nell’aver accelerato da subito la ripresa. Il dolce della ricostruzione costa 20€, arriva in tutta Italia — Caridi, non avendo a disposizione frigoriferi, ha fatto di necessità virtù e creato “con mani, cuore e testa” un dolce da credenza di lunga conservazione — e si può ordinare online. Almeno fino a quando il locale di Corso Saffi non tornerà ad aprire i battenti.

Sebastiano Caridi

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